Meta accelera sull’AI con due nuovi modelli sviluppati dal Superintelligence Lab: uno dedicato a testo e codice, l’altro a immagini e video. Una scommessa da miliardi per recuperare terreno.
Meta ha deciso di rilanciare con forza la propria strategia sull’intelligenza artificiale per colmare il divario accumulato rispetto a OpenAI e Google.
Dopo le critiche ricevute per le prestazioni di Llama 4, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha avviato una profonda riorganizzazione interna, dando vita ai Meta Superintelligence Labs, un nuovo polo di ricerca d’élite incaricato di sviluppare modelli di frontiera.
È poprio da qui che nascono “Avocado” e “Mango”, due progetti chiave che incarnano l’ambizione di riportare Meta al centro della competizione globale sull’AI.
I primi risultati sono già arrivati. Secondo quanto dichiarato dal chief technology officer Andrew Bosworth a Davos, infatti, il team ha consegnato internamente i primi modelli ad alta visibilità. “Sono molto buoni”, ha detto, precisando però che il lavoro non è concluso e che resta “una grande quantità di attività post-addestramento” per rendere i modelli pienamente utilizzabili.
Il 2025, ha ammesso Bosworth, è stato “un anno tremendamente caotico” per la costruzione di laboratori, infrastrutture e capacità di calcolo, ma ora Meta punta a trasformare questi investimenti in prodotti concreti.
Avocado, il modello testuale per il rilancio dopo Llama 4
Il progetto più atteso è Avocado, un nuovo modello di linguaggio sviluppato da zero e non come semplice evoluzione della famiglia Llama. La scelta riflette la volontà di superare i limiti emersi con Llama 4, che aveva deluso rispetto ai rivali su attività complesse come programmazione e ragionamento avanzato.
Avocado dovrebbe debuttare nel primo trimestre del 2026 e, secondo fonti vicine al progetto, punta a prestazioni paragonabili a quelle di Gemini 2.5 al lancio e di Gemini 3 entro l’estate.
Alexandr Wang, fondatore di Scale AI e nuovo capo dell’AI di Meta, ha indicato che uno dei focus principali del modello sarà il miglioramento delle capacità di coding. Parallelamente, l’azienda sta esplorando lo sviluppo dei cosiddetti “world models”, sistemi in grado di apprendere dall’ambiente attraverso input visivi.
Per accelerare il percorso, Meta sta anche utilizzando tecniche di distillazione, trasferendo conoscenze da modelli concorrenti. Resta però aperta una questione strategica: Avocado sarà open source o un modello proprietario? Una scelta ancora non chiara, ma che influenzerà inevitabilmente il potenziale di monetizzazione del prodotto.
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Mango e la sfida su immagini, video e prodotti consumer
Accanto ad Avocado c’è Mango, il modello dedicato a immagini e video, un fronte diventato cruciale nella competizione tra big tech. La generazione visuale è considerata infatti una delle funzioni più attrattive per i consumatori e ha già favorito l’adozione dei modelli di Google e OpenAI.
Meta, però, non parte da zero. Nel 2025 ha infatti lanciato Vibes, un generatore di video AI sviluppato anche grazie a collaborazioni esterne. Con Mango l’obiettivo ora è fare un salto di qualità e integrare queste capacità in modo nativo all’interno dell’ecosistema Meta.
Il modello è pensato infatti per rafforzare l’offerta sui social e nei prodotti consumer non solo con l’obiettivo di competere sul piano tecnologico, ma anche di trasformare queste funzioni in strumenti capaci di trattenere gli utenti e generare valore nel lungo periodo.
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La visione di Zuckerberg per tornare a competere
Mango e Avocado si inseriscono dunque in una visione più ampia delineata da Zuckerberg, che punta a sviluppare una forma di “superintelligenza personale”, capace di affiancare le persone nella vita quotidiana, dalla creatività alle relazioni sociali.
In prospettiva, questa tecnologia dovrebbe essere integrata anche nei dispositivi hardware, come gli occhiali smart Ray-Ban, che Meta vede come un possibile futuro sostituto degli smartphone.
La scommessa, però, è anche finanziaria. Gli investimenti in data center e chip hanno fatto impennare la spesa e reso più nervosi gli investitori, che attendono segnali chiari sulla sostenibilità del modello.
Il 2026 sarà quindi un banco di prova decisivo: se Mango e Avocado manterranno le promesse, Meta potrà davvero tornare a sfidare OpenAI e Google da una posizione di forza. In caso contrario, il rischio è che l’ambizione di Zuckerberg si traduca in un’altra costosissima corsa senza ritorno.
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