Coronavirus: perché Giorgia Meloni non vuole i decreti legge

Giorgia Meloni insiste nella sua battaglia contro i decreti legge emanati dal Governo per affrontare il coronavirus. La leader di Fratelli d’Italia rivendica il ruolo del Parlamento, in una lotta per la democrazia che sembra nascondere diversi obiettivi.

Coronavirus: perché Giorgia Meloni non vuole i decreti legge

Con l’emergenza coronavirus, Giorgia Meloni e tutta l’opposizione hanno iniziato una vera battaglia per la democrazia. La leader di Fratelli d’Italia si è fatta paladina del ruolo del Parlamento e insiste sulla pericolosità dei continui decreti legge emanati dal Consiglio dei Ministri.

Argomento comune delle forze partitiche all’opposizione è il rischio di una deriva autoritaria dell’Italia, dove il Presidente del Consiglio diventa “l’uomo solo al comando” - come lo ha definito Salvini - che decide sulle libertà e sui diritti della popolazione.

Giorgia Meloni lo ha ripetuto anche ieri, lunedì 23 marzo, a seguito della convocazione di Conte per fare il punto sulle misure del Governo contro il coronavirus. I decreti legge non vanno bene, minano la democrazia. Il Parlamento deve diventare un’unità di crisi, sempre operativo.

La deputata romana sembra continuare la sua personale battaglia contro Conte e la visibilità del Presidente del Consiglio. Per questo insiste anche con la lotta ai decreti legge?

Giorgia Meloni se la prende con i decreti legge

In conferenza stampa, nella serata di ieri 24 marzo, Giorgia Meloni lo ha ribadito a chiare lettere:

“Abbiamo richiesto una unità di crisi del Parlamento. Non sarà sfuggito, tra le altre cose, che stiamo procedendo a limitazioni delle libertà personali degli italiani attraverso decreti. Mentre su argomenti di questo tipo il coinvolgimento del Parlamento sarebbe fondamentale.”

La richiesta fatta al Presidente del Consiglio dalla leader di Fratelli d’Italia, quindi, ha riguardato proprio la necessità di rafforzare la democrazia, favorendo la discussione in Aula di provvedimenti così rilevanti.

Il suo tweet è esplicativo al riguardo: “Siamo una democrazia, è fondamentale che ogni limitazione della libertà individuale o di movimento sia decisa dal Parlamento e non con decreto del Governo.”

Che il Consiglio dei Ministri stia procedendo con decreti legge è una realtà innegabile. Probabilmente anche Giorgia Meloni ne conosce il motivo: questo strumento legislativo eccezionale viene consentito dalla Costituzione per rendere subito operative nuove leggi in tempi assolutamente straordinari.

Il coronavirus ha imposto uno stato di emergenza senza precedenti e la necessità di rendere operative immediatamente alcune misure - come la chiusura di negozi, fabbriche e il divieto di uscire - ha obbligato il Governo a utilizzare il decreto al posto della legge tradizionale (che richiede un iter parlamentare di approvazione piuttosto lungo).

Giorgia Meloni sarà sicuramente a conoscenza anche dell’iter di un decreto: deve essere convertito in legge dal Parlamento. Quindi, Camera e Senato se ne occuperanno e in tempi brevi, consentendo quel dibattito fondamentale per la democrazia che la deputata invoca.

Nella forte tensione che si respira in Italia a causa dell’emergenza coronavirus, la lotta ai decreti legge in nome della democrazia di Giorgia Meloni sembra essere più una battaglia contro i poteri di Conte e la sua visibilità.

La leader di Fratelli d’Italia sa bene che il consenso e l’approvazione verso la sua autorevolezza politica sta salendo nei sondaggi. Probabilmente, anche questo conta nella sfida a Conte sui decreti legge per il coronavirus.

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