Coronavirus: dall’America Latina fake news assurde e pericolose

L’America Latina è la regione del mondo più colpita dal coronavirus. E dalle fake news su rimedi e cause dell’epidemia, che rischiano di mettere in pericolo la già fragile popolazione. False notizie assurde stanno mettendo in allarme i Paesi

Coronavirus: dall'America Latina fake news assurde e pericolose

In America Latina è scattato l’allarme fake news, oltre che sulla diffusione del coronavirus.

Proprio mentre l’intera area è diventata la più colpita dai contagi del mondo, con oltre 4 milioni di positivi e Paesi ormai al collasso, come Brasile, Perù, Bolivia, Messico, si moltiplicano le falsità su cause e rimedi per l’epidemia.

La popolazione di questi Stati, in preda a situazioni sanitarie ed economiche drammatiche, sono facile preda della disinformazione che corre veloce in rete.

Tra assurdità preoccupanti e notizie alquanto fantasiose, l’America Latina rischia di soccombere ancora di più, travolta dalla doppia ondata di contagi e fake news.

Sud America: assurde fake news sulle cure anti-COVID

Curare il coronavirus è la priorità di tutti i contagiati, soprattutto se provenienti da Paesi poveri e con sistemi sanitari fragili quali quelli dell’America Latina.

Dinanzi all’emergenza in Messico, alla scarsità di ossigeno in Perù, al dramma senza via di uscita in Brasile, la popolazione cade facilmente nella trappola di fake news su facili rimedi per guarire.

Dallo stato messicano del Chiapas al Ceará in Brasile, i social network sono pieni di cure ciarlatane e cospirazioni fantastiche che possono comportare un costo umano fin troppo reale.

La disinformazione che fluisce attraverso milioni di telefoni cellulari e computer dell’America Latina va dal bizzarro al ridicolo.

Molte delle false affermazioni includono le cure miracolose anti-COVID tra cui l’acqua di mare peruviana, la citronella venezuelana e il tè di sambuco e semi soprannaturali brasiliani.

In Bolivia, i politici hanno promosso l’uso di un agente sbiancante tossico come potenziale cura, con i residenti in preda al panico nella città di Cochabamba, duramente colpita, che si sono messi in fila per acquistare il prodotto velenoso.

Non solo, il consumo di zenzero in Perù è aumentato vertiginosamente e le esportazioni sono quasi triplicate a causa della convinzione che potesse curare il coronavirus. E negli ultimi giorni in Bolivia sono stati segnalati almeno 10 casi di avvelenamento da biossido di cloro.

E poi c’è Bolsonaro, che continua a farsi vedere in pubblico osannando l’idrossiclorochina come cura efficace contro il virus, da lui stesso usata. Il tutto, nonostante i dubbi al riguardo palesati da OMS e studi scientifici.

Tutte le falsità sul coronavirus

Rischia di essere uno “tsunami” crescente la diffusione di notizie false sul coronavirus in America Latina. Più peggiora la situazione, infatti, maggiore è il rischio di popolazioni nel panico disposte a credere anche all’incredibile.

Come riportato da un’analisi de The Guardian, nelle ultime settimane, è stato affermato che le bare brasiliane venivano riempite di pietre per gonfiare il bilancio delle vittime di Covid-19 e che i droni venivano usati per contaminare deliberatamente le comunità indigene in Messico.

Inoltre, si è diffusa la notizia che la CIA stesse aiutando a diffondere il coronavirus in Argentina e che i frutti di mare nel Nord del Perù non erano sicuri da mangiare perché i cadaveri delle vittime COVID-19 venivano scaricati nell’Oceano Pacifico.

Un’ondata di fake news, oltre che di contagi, è un allarme in più per l’America Latina, già alle prese con un’emergenza non proprio sotto controllo.

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