Contributi a fondo perduto per Comuni in stato d’emergenza: chiarimenti delle Entrate

Contributi a fondo perduto per i Comuni in stato d’emergenza, nella risposta all’interpello n. 449 del 6 ottobre l’Agenzia delle Entrate fornisce dei chiarimenti sui finanziamenti del decreto Rilancio: si possono richiedere anche se il Municipio non è nella lista indicativa e non esaustiva individuata nelle istruzioni dell’istanza.

Contributi a fondo perduto per Comuni in stato d'emergenza: chiarimenti delle Entrate

Contributi a fondo perduto per i Comuni in stato d’emergenza: arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 449 del 6 ottobre 2020.

Le delucidazioni in merito ai finanziamenti a fondo perduto del decreto Rilancio arrivano in risposta al quesito di una società che ha il proprio domicilio in un territorio che, al momento dello scoppio della pandemia in Italia, era già in stato di emergenza per altri eventi.

L’istante, ritenendosi in possesso dei requisiti per richiedere i contributi a fondo perduto del decreto Rilancio, ha presentato domanda, per poi inoltrare istanza di rinuncia a causa di discrepanze tra le istruzioni tra la normativa e un’ordinanza regionale.

Contributi a fondo perduto per Comuni in stato d’emergenza: chiarimenti delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate apre un margine di speranza per i Comuni in stato d’emergenza che hanno fatto richiesta per i contributi a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio.

L’istante è una società che ha il domicilio in un Comune che si trovava in uno stato d’emergenza prima della conclamata crisi sanitaria, avvenuta col Consiglio dei Ministri del 31 gennaio. Prima ha fatto richiesta per il fondo perduto, visto che il Comune è presente nell’elenco, indicativo e non esaustivo, dei luoghi cui è stato riservato un particolare trattamento di favore rispetto alla norma generale, indicati nelle istruzioni al modello di richiesta dell’agevolazione.

A causa poi di alcune discrepanze con un’ordinanza regionale, l’istante ha presentato istanza di rinuncia al contributo a fondo perduto, prima dell’emissione della ricevuta di accoglimento della domanda di accesso all’agevolazione.

L’istante chiede all’Agenzia delle Entrate se sia possibile ottenere il contributo e se il Comune presso cui ha il domicilio possa essere riconosciuto come colpito da evento calamitoso.

Nella risposta all’interpello n. 449 del 6 ottobre l’Agenzia delle Entrate richiama la normativa dei contributi a fondo perduto, quindi l’articolo 25 del decreto Rilancio, e la circolare n. 22 del 21 luglio.

Risposta all’interpello AdE n. 449 del 6 ottobre 2020
Articolo 25 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (cd. Decreto rilancio). Determinazione contributo per i soggetti localizzati in Comuni colpiti da un evento calamitoso.

L’Agenzia delle Entrate dà il proprio parere positivo all’istante, con precisando che la lista individuata nelle istruzioni dell’istanza è “indicativa e non esaustiva” e dunque non rappresenta un elenco tassativo dei comuni.

In ogni caso, nel presupposto che il Comune dell’istante sia incluso tra i comuni colpiti da un evento calamitoso il cui conseguente stato di emergenza sia “ancora in atto, alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19”, l’istante può presentare domanda per i contributi a fondo perduto se in possesso degli altri requisiti.

Contributi a fondo perduto, domanda verso la proroga per i Comuni in stato d’emergenza?

Tra gli emendamenti approvati al Dl Agosto ce n’è uno che riapre i termini per fare domanda per i contributi a fondo perduto del decreto Rilancio.

Tale proroga della domanda però è riservata solo per i titolari di partita IVA esercenti attività d’impresa, lavoro autonomo e di reddito agrario con domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio dei Comuni in cui lo stato di emergenza per eventi calamitosi era in vigore quando è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria (il 31 gennaio 2020), e quelli classificati totalmente montani.

Finché non ci sarà la conversione in legge del Dl Agosto non è possibile dire con certezza se la proroga di 30 giorni ci sarà, ma il tempismo con cui l’Agenzia delle Entrate pubblica la risposta all’interpello n. 449 fa pensare in tale senso.

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