Fondo perduto, erogazioni bloccate: sono finiti i soldi. La conferma del MEF

Contributi a fondo perduto, arriva la conferma del MEF: i soldi sono finiti. Le erogazioni per chi ha fatto domanda a luglio e agosto sono bloccate fino a che il Governo non sposterà una parte delle risorse non utilizzate per altre misure.

Fondo perduto, erogazioni bloccate: sono finiti i soldi. La conferma del MEF

Fondo perduto, arriva la conferma del MEF: i soldi stanziati per i finanziamenti a fondo perduto sono finiti.

La misura è andata bene, anzi meglio del previsto, e i 5 miliardi stanziati dal decreto Rilancio non sono bastati a coprire tutte le richieste. Il risultato è che le domande inoltrate tra luglio e agosto sono bloccate, e oramai da settimane chi vede la propria istanza in istruttoria si chiede quando arriveranno i soldi.

Le partite IVA che hanno subìto danni economici a seguito della crisi sanitaria, se in presenza di determinati requisiti, hanno potuto presentare domanda dal 15 giugno al 13 agosto 2020. Gli eredi che continuano l’attività per conto del soggetto deceduto invece hanno avuto tempo per presentare l’istanza fino al 24 agosto.

I professionisti hanno notato un rallentamento nelle erogazioni dei contributi, nonostante -finora- siano arrivati entro 10 giorni dall’invio dell’istanza. Finalmente è arrivato un chiarimento da parte del MEF: il ministro Gualtieri durante l’audizione del 15 settembre ha affrontato l’argomento, ma senza dare notizie sulle tempistiche di ripresa delle erogazioni.

Fondo perduto, erogazioni bloccate: sono finiti i soldi. La conferma del MEF

Il ritardo nell’erogazione dei contributi a fondo perduto fa preoccupare i professionisti: di solito, ed è stato motivo di orgoglio sia del Ministro dell’Economia Gualtieri che dell’Agenzia delle Entrate, l’arrivo del finanziamento sul conto corrente era entro i 10 giorni di tempo prestabiliti.

Dunque, cosa sta succedendo? Gli ultimi ad aver fatto domanda per il contributo, quindi tra luglio e agosto, sono in attesa di notizie. C’è da dire che il platfond messo a disposizione dal decreto Rilancio, che ammonta a 5 miliardi di euro, è stato sforato. Già al 17 luglio, secondo ItaliaOggi, il monitoraggio dell’Agenzia delle Entrate evidenziava che le erogazioni erano arrivate a 4,7 miliardi di euro.

I fondi insomma sono finiti, e anche se non si è mai trattato di un click day, le partite IVA sono rimaste in attesa di spiegazioni o chiarimenti da parte delle Istituzioni per settimane.

Finalmente una notizia è arrivata da parte del MEF: durante l’audizione del 15 settembre 2020 presso le Commissioni riunite Bilancio e Finanze, il ministro Gualtieri ha confermato che i fondi sono finiti:

“ha funzionato così bene che ha tirato più dello stanziamento, dovremo aggiungere alcune centinaia di milioni spostandoli da alcune misure che hanno tirato meno. [...] mi accingo a utilizzare le norme con passaggio parlamentare per trasferire le risorse, dato che le ultime trance non sono state pagate perché è stato speso tutto.”

I tempi di attesa per chi ha fatto domanda per i contributi a fondo perduto tra luglio e agosto sono quindi più lunghi, e non sono stati forniti parametri temporali.

Fondo perduto, contributi in ritardo: tanti i dubbi delle partite IVA

In un primo momento si è pensato che oltre all’esaurimento dei fondi, uno dei motivi a cui si sarebbe potuto imputare il ritardo nelle erogazioni dei contributi a fondo perduto stava nei maggiori controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I controlli del Fisco, dopo un primo check, si fanno molto più stringenti per verificare il possesso dei requisiti (inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha otto anni di tempo per effettuare le verifiche e procedere con la richiesta di restituzione delle somme ricevute: nello specifico, fino al 31 dicembre dell’ottavo anno dall’erogazione del contributo).

A rendere tutto più macchinoso sono stati poi i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate arrivati il 20 agosto, quando la scadenza per fare domanda era il 13 agosto: la circolare insomma è arrivata fuori tempo massimo.

Non resta che attendere ulteriori chiarimenti sulle tempistiche delle nuove erogazioni, sperando che non si tratti di un’ulteriore beffa per le partite IVA.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories