Conte sul MES: “ne discuteremo in Parlamento”. Ma non adesso

Violetta Silvestri

15 Aprile 2020 - 20:05

14 Gennaio 2021 - 11:51

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Giuseppe Conte torna a parlare del MES, dopo un’altra giornata infuocata tra le parti politiche. Il Presidente del Consiglio rimanda alla fine delle trattative la discussione sul fondo salva-Stati. E promette trasparenza in Parlamento.

Conte sul MES: “ne discuteremo in Parlamento”. Ma non adesso

Dopo l’ennesima giornata di altissima tensione tra le forze politiche italiane sul MES, Giuseppe Conte è intervenuto sui social per tentare di placare gli animi.

L’impresa non è affatto semplice, visto che i partiti vanno in ordine sparso sull’argomento, con maggioranza e opposizione divise sull’opportunità o meno di accettare il MES senza condizioni proposto dall’Eurogruppo esclusivamente per l’emergenza coronavirus.

La situazione è di grande confusione: il Partito Democratico sta pressando Conte sulla valutazione positiva dello strumento, mentre il Movimento 5 Stelle promette una battaglia decisa contro la misura.

Nella minoranza, se Giorgia Meloni e Matteo Salvini continuano a gridare allo scandalo per la proposta europea del MES in piena crisi da coronavirus, è tornato a parlare Berlusconi, affermando che sarebbe un grave errore non considerare il fondo.

In questo dibattito infuocato e diretto allo scontro, nel quale il Meccanismo Europeo di Stabilità domina ormai la scena politica quasi più dell’epidemia, si è inserito - nuovamente - Conte con un lungo messaggio lasciato su Facebook. Cosa ha detto il Presidente del Consiglio?

Conte rimanda la questione MES: “dibattito astratto ora”. Perché?

Consapevole del polverone che si sta alzando in Italia sulla questione MES - e del rischio di una sconto nella maggioranza davvero rischioso adesso - Conte ha voluto dire la sua.

Il suo messaggio sui social, non a caso, esordisce con queste parole: “Sul Mes sta lievitando un dibattito che rischia di dividere l’intera Italia secondo opposte tifoserie e rigide contrapposizioni.”

Il Presidente del Consiglio, quindi, ha voluto mettere in chiaro la sua strategia di attesa, spiegando perché accendere adesso questo complesso dibattito è poco producente:

“discutere adesso se vi saranno o meno altre condizioni oltre a quelle delle spese sanitarie e valutare adesso se all’Italia converrà o meno attivare questa nuova linea di credito significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico.”

E ancora:

Bisognerà attendere prima di valutare se questa nuova linea di credito sarà collegata a meccanismi e procedure diversi da quelli originari. Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine.”

Sceglie la linea attendista Conte, almeno fino al Consiglio Europeo del 23 aprile, quando il documento di proposte dell’Eurogruppo sarà sottoposto a tutti i capi di Stato e di Governo UE.

Il piano del Presidente del Consiglio, quindi, è di aspettare che tutti i dettagli sullo strumento MES studiato per la crisi da COVID-19 saranno davvero chiari. Solo in quel momento si potrà aprire il confronto:

“questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola. Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente.”

Un passaggio chiave, quest’ultimo, implicita risposta all’ultima polemica diffusa da Giorgia Meloni, secondo la quale: “ Conte nega al Parlamento di esprimersi sul MES. Preferisce lavorare col favore delle tenebre?

Conte rilancia: il MES è inadeguato per l’Italia

Nel tentativo di smorzare le polemiche politiche interne sul Meccanismo Europeo di Stabilità, Conte su Facebook ha ribadito la sua posizione: il fondo non è adeguato al caso Italia e, soprattutto, alla crisi innescata dall’epidemia in tutta Europa.

Questa volta, però, non menziona gli Eurobond. Piuttosto, ricorda che: “Insieme ad altri otto Paesi Membri abbiamo lanciato una sfida ambiziosa all’Europa invitandola a introdurre nuovi strumenti per affrontare e superare al più presto questa crisi

L’intenzione del Governo, comunque, resta quella di sedersi al tavolo del Consiglio del 23 aprile e valutare con attenzione tutte le proposte. Anche quelle che riguardano le condizionalità del MES. Solo appena tutto sarà chiaro - le linee di credito e le condizioni di contratto per accedere ai finanziamenti - si potranno iniziare più approfondite analisi.

Quella di Conte, al momento, sembra più una strategia del “prendere tempo”, nel tentativo di evitare fino all’ultimo una pesante spaccatura nel Governo. A questo punto, i riflettori restano puntati sul dopo 23 aprile: cosa accadrà davvero in Italia sul MES?

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