Taglio tasse e condono contante: le novità fiscali del piano Colao

Taglio tasse e condono contante: il piano di Colao prevede una tassa del 10/15% sul denaro emerso da lavoro nero. Vediamo in cosa consistono le novità fiscali proposte dalla task force di Colao e cosa prevede la riforma del Fisco, come l’addio alle banconote da 200 e 500 euro.

Taglio tasse e condono contante: le novità fiscali del piano Colao

Taglio tasse e condono contante: sono due tra i punti più importanti del piano Colao. Articolata in sei sezioni, la proposta di Colao ha in serbo novità fiscali che puntano all’emersione del contante proveniente da lavoro nero, ma anche una vera e propria riforma della fiscalità.

Si legge nel Rapporto consegnato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo due intensi mesi di lavoro, che il Fisco va pensato in termini di equità, così che risorga anche la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni.

Per fare tutto questo è fondamentale instaurare un circolo virtuoso: ecco quali sono le novità fiscali più importanti nella proposta di Colao.

Taglio tasse e condono contante: le novità fiscali del piano Colao

Il piano Colao è finalmente pronto dopo due mesi di lavoro: realizzato dal comitato di esperti ed esperte in materia economica e sociale, si tratta di un documento programmatico suddiviso in 6 macro-settori, dalle imprese alla cultura, dalla Pubblica Amministrazione alla famiglia, giudicati essenziali per far ripartire il Paese, combinando temi sociali, ambientali, economici.

Dal punto di vista fiscale, le due misure più importanti le abbiamo già sentite in vari contesti: non è la prima volta che si parla di taglio delle tasse o di un condono del contante, ma la novità è che finalmente c’è un documento in cui si precisa, nero su bianco, che una riforma del Fisco è più che mai urgente.

Ma procediamo con ordine. La prima proposta è quella di introdurre la cosiddetta Voluntary Disclosure sul contante con un duplice meccanismo:

  • il pagamento di un’imposta sostitutiva (di imposta sui redditi, addizionali, sostitutive, Irap, IVA, eventuali violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta, sanzioni e interessi) del 10 o 15%, in modo da rendere attrattiva l’emersione;
  • l’obbligo di investire una parte significativa dell’ammontare dichiarato (40 o 60%) per un periodo di tempo significativo (per esempio 5 anni) in uno dei settori che supportano il rilancio del Paese (come social bonds nominativi per progetti come la ristrutturazione delle scuole, progetti infrastrutturali).

Non solo: la proposta di Colao prevede anche l’investimento nel capitale di rischio della società di cui è azionista di controllo la persona che effettua la Voluntary Disclosure, a condizione che tale ammontare non venga restituito prima del termine prestabilito come dividendi o aumento dei compensi da amministratore.

Anche Renzi qualche giorno fa aveva proposto una tassa sui contanti nascosti, sia in casa che nelle cassette di sicurezza.

Il piano proposto al Presidente del Consiglio prevede anche che gli effetti premiali in ambito penale, nel settore dei reati tributari come riciclaggio e autoriciclaggio, vengano legati a dei “requisiti di coerenza” come:

  • ammontare del contante e/o dei valori oggetto di regolarizzazione;
  • qualifica professionale e attività lavorativa svolta dal contribuente autore della regolarizzazione.

Qualora i requisiti di coerenza venissero integrati nella policy non sarebbe necessario fornire spiegazioni sulla provenienza delle somme. In caso contrario, invece, il contribuente che effettua la Voluntary Disclosure dovrebbe dimostrare da dove vengono le somme oggetto di regolarizzazione per avere gli effetti premiali in ambito penale.

Taglio tasse e condono contante: col piano Colao addio alle banconote da 200 e 500 euro

Le 53 pagine del Rapporto consegnato da Vittorio Colao al Presidente Conte mettono in chiaro che la riforma della fiscalità è urgente e necessaria, ma ha bisogno di una strategia ad ampio respiro.

Si legge nel Rapporto:

“Andrebbe inoltre innescato un circolo virtuoso nei comportamenti dei cittadini, enfatizzando la correlazione tra riemersione dei redditi e diminuzione delle imposte. Gli interventi necessari sono numerosi, ma prioritario dovrebbe essere organizzare in modo sistematico e chiaro la normativa esistente, creando un unico Codice Tributario che consenta di coordinare la disciplina sostanziale e procedurale di tutti i tributi.”

Dunque, il punto è che se si risana il bilancio (che ha un buco di 110 miliardi lasciati dall’evasione fiscale) le tasse diminuiscono. Ma è necessario anche che si metta ordine nel ginepraio di decreti, norme e leggi (oltre settecento) del diritto tributario, creando un solo Codice sistematico e chiaro.

Inoltre, il Comitato ha previsto delle iniziative per accelerare il passaggio a pagamenti elettronici, incentivandone l’uso e allo stesso tempo scoraggiare l’uso del contante: per questo, l’idea è quella che l’Italia promuova presso le Istituzioni Europee l’iniziativa di mettere fuori corso le banconote di grosso taglio, quindi quelle di 200 e 500 euro.

Questo considerando che, come si legge nel Rapporto:

“il numero delle banconote da cinquecento euro versato nelle banche italiane è di molto superiore a quanto le stesse hanno distribuito in pezzi da quel taglio.”

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