Come entrare in politica? Dal M5S alle liste civiche, tutti i modi per essere eletti in Italia

Alessandro Cipolla

10 Aprile 2019 - 13:23

Entrare in politica è da sempre un’aspirazione per molti italiani: vista anche la rivoluzione del web portata dai 5 Stelle, ecco tutti i modi che ci sono per poter essere eletti a livello nazionale o locale.

Come entrare in politica? Dal M5S alle liste civiche, tutti i modi per essere eletti in Italia

In ambito calcistico spesso si dice come in Italia ci siano “60 milioni di allenatori”, ma lo stesso principio può essere anche declinato alla politica dove tutti abbiamo le nostre idee su come migliorare il Bel Paese oppure il comune in cui viviamo.

Adesso poi che si avvicinano le elezioni europee, che saranno accorpate al primo turno delle amministrative e alle regionali in Piemonte, a molti cittadini sarà balenata in testa l’idea di entrare in politica.

Visti i tanti cambiamenti che il web ha portato sia nei partiti che nel modo di farsi conoscere ai potenziali elettori, basta guardare al Movimento 5 Stelle, ecco una guida riguardante tutti i modi in cui in Italia è possibile farsi strada nel mondo della politica.

Come entrare in politica in Italia

Una volta per entrare in politica in Italia c’erano fondamentalmente due modi: il primo che è sempre valido è quello di dare vita a un proprio partito, il secondo era quello di iscriversi a uno già esistente e iniziare a farsi strada nelle sezioni.

La prassi era quindi quella di iniziare fin da ragazzo nelle varie sezioni giovanili dei partiti, per poi essere inseriti man mano nelle liste delle varie elezioni: si cominciava con le comunali e poi, se andava bene, si saliva di gradino tra Province e Regioni fino al Parlamento.

Farsi una propria lista

Al giorno d’oggi nell’era di internet questi due modi sono sempre validi. Chiunque è libero di creare un partito o un movimento, a patto poi di riuscire a trovare persone pronte a sostenere questo progetto.

Per presentarsi alle varie elezioni con una propria lista civica, oltre a dei compagni di avventura, è necessario però trovare anche delle firme a supporto: per le europee ne servono la bellezza di 150.000 (30.000 per ognuna delle cinque circoscrizioni).

Per le amministrative invece si va invece da un minimo di 25 (comuni tra 1.000 e 2.000 abitanti, sotto i 1.000 non servono firme), fino a un massimo di 1.000 (comuni sopra il milione di abitanti).

Entrare in un partito

Se invece si vuol entrare a far parte di un partito o di un movimento, naturalmente la cosa più semplice è quella di tesserarsi e iniziare come militante per essere poi candidato nel caso ci siano i presupposti.

L’essere inserito nelle liste può essere anche una cosa non immediata, specie nei partiti più grandi. Dipende poi molto dalla tipologia di elezione a cui si vuol partecipare.

Entrare nei listini delle europee e delle politiche è praticamente impossibile se si è dei neofiti della politica. Più chance ci sono invece per le amministrative, dove molte liste sono spesso alla ricerca di candidati per completare le proprie fila.

Un modo per assicurarsi una sorta di corsia preferenziale all’interno di un partito è quella di prendere parte alle varie scuole politiche, spesso però destinate solo ai giovani, dove le varie forze puntano a formare la futura classe dirigente.

Nel caso poi si è un personaggio in vista della società civile, se non addirittura un vip, può capitare che sia proprio il partito a offrirti una candidatura spesso blindata, ovvero con una altissima possibilità di elezione.

Il Movimento 5 Stelle

Infine c’è il capitolo Movimento 5 Stelle che è un po’ tutta una storia a sé. Anche qui il primo passo è quello di iscriversi alla piattaforma Rousseau e diventare un attivista certificato, poi si può presentare la propria candidatura sugli appositi canali.

Saranno gli altri attivisti, nei vari voti online, a scegliere chi presentare tra i vari candidati ma anche qui il discorso è sempre lo stesso: per chi parte da zero è molto difficile emergere a livello nazionale.

Pure nei 5 Stelle è meglio iniziare dai voti locali visto anche il cambio del regolamento interno, con il vincolo dei due mandati che non varrà più per quei consiglieri comunali che poi si vorranno presentare alle regionali, politiche o europee.

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