Chi sarà il prossimo presidente della Commissione Europea? L’ipotesi di una donna

Chi sarà il prossimo presidente della Commissione Europea? Neanche il Consiglio Europeo straordinario del 30 giugno ha risolto l’intricato rebus delle nomine: senza un accordo l’attuale presidente Jean Claude Juncker potrebbe andare avanti fino alla fumata bianca.

Chi sarà il prossimo presidente della Commissione Europea? L'ipotesi di una donna

Buio presto per le nomine nell’UE, tanto che azzardare il nome di quello che potrebbe essere il prossimo presidente della Commissione Europea al momento sembrerebbe essere un’autentica sciarada.

Dopo il primo Consiglio Europeo del 20 giugno che si era risolto con un nulla di fatto, esito analogo anche per quello straordinario che si è svolto il 30 giugno tanto che si parla di un ulteriore slittamento.

Le poltrone in ballo sono di quelle pesanti, tanto che da quando si sono chiuse le urne delle elezioni europee di fine maggio sono in corso febbrili trattative con Francia e Germania, ca va sans dire, a recitare il ruolo dei grandi protagonisti.

A breve comunque si dovrà decidere chi sarà il prossimo presidente della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea, del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo, senza considerare la nomina dei vari commissari.

Se questa situazione di stallo dovesse continuare a lungo, l’attuale presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, così come tutti i suoi commissari, continuerà a esercitare l’incarico fino a quando i pari Paesi non troveranno l’accordo sul nome del suo sostituto.

Tra le tante ipotesi al momento in campo, c’è anche quella di una presidente donna e dell’Est: un identikit questo che sembrerebbe corrispondere perfettamente a quello di Kristalina Georgieva, stimata economista bulgara ora alla guida della Banca Mondiale.

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Il Consiglio Europeo

Le trame e le trattative che si stanno svolgendo a Bruxelles negli ultimi giorni, in pratica si può dire che siano iniziate appena sono stati resi noti i risultati delle elezioni europee, sono talmente fitte e complesse da far impallidire anche gli sceneggiatori di House of Cards.

A breve si dovranno decidere i nomi di chi farà parte della governance dell’Unione Europea, una partita dove si intrecciano gli interessi di tutti e 28 i Paesi membri compreso quel Regno Unito che a breve dovrebbe levare le tende causa Brexit.

Tra le varie nomine in ballo una delle più pesanti è quella del presidente della Commissione Europea, ruolo ricoperto negli ultimi cinque anni da Jean-Claude Juncker e che all’interno dell’Unione svolge il compito che da noi potrebbe essere paragonato a quello del Presidente del Consiglio.

Dai due Consigli Europei svolti si sperava che potesse uscire fuori un nome da sottoporre poi al voto del nuovo Parlamento Europeo, che ha il compito di ratificare questa scelta a maggioranza assoluta.

Vista la delicatezza della decisione e soprattutto la complessità delle trattative, con tutte le nomine che in qualche modo si intrecciano tra di loro, il Consiglio Europeo potrebbe decidere di buttare la palla nuovamente in tribuna e convocare un nuovo vertice il 15 luglio.

Chi sarà il prossimo presidente della Commissione Europea?

Dal 2014 si è cercato di semplificare questa nomina adottando il metodo degli Spitzenkandidaten: ogni gruppo presente all’interno del Parlamento Europeo prima delle elezioni ha così indicato il proprio candidato per la presidenza della Commissione.

Quello del Partito Popolare Europeo, il tedesco Manfred Weber, essendo espressione del gruppo più votato doveva quindi essere il presidente designato come accaduto cinque anni fa con Jean Claude Juncker.

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Il nome del candidato dei Popolari però è stato il primo a cadere, seguito poi da quello di Frans Timmermans che invece è lo Spitzenkandidaten dei Socialisti. Entrambi al momento possono essere considerati bruciati.

In particolare Emmanuel Macron, dopo aver lanciato la provocazione di una candidatura di Angela Merkel, vorrebbe un nome diverso e magari non un tedesco alla guida della Commissione Europea mentre i paesi del blocco Visegrad hanno posto il loro veto al candidato dei Socialisti.

In ballo quindi per l’ambita poltrona ci sarebbero anche il francese Michel Barnier (capo negoziatore della Brexit per l’UE), la danese Margrethe Vestager (commissario uscente alla Concorrenza) e la bulgara Kristalina Georgieva (ex vicepresidente della Commissione), profilo questo dato in grande ascesa nelle ultime ore.

Tutte figure queste convintamente europeiste e che, anche se non appartenenti al PPE, potrebbero non dispiacere ai Popolari. Di certo c’è che se la Germania non avrà la presidenza della Commissione, a quel punto la Merkel potrebbe reclamare quella della Bce.

E l’Italia? Sembrerebbero essere nulle le possibilità di un italiano alla guida della Commissione Europea, ma anche della Bce. Il governo gialloverde, in particolare la Lega, punterebbe a un commissario pesante come quello al Commercio.

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