La biografia, lo stipendio e i guadagni di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia dimessosi dopo il referendum costituzionale
Andrea Delmastro non è più sottosegretario alla Giustizia. Le sue dimissioni irrevocabili sono arrivate all’indomani dell’esito del referendum sulla giustizia che ha segnato una battuta d’arresto per il governo. Una decisione maturata al termine di giorni ad altissima tensione politica e mediatica, e formalizzata dopo un confronto al ministero con il ministro Carlo Nordio e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, dimessasi a sua volta poche ore dopo.
“Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni... pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza”, ha dichiarato Delmastro, assumendosi la responsabilità di una vicenda che aveva ormai assunto un peso politico difficilmente sostenibile. Il passo indietro è stato accolto con favore dalla presidente del Consiglio, che ha parlato di “sensibilità istituzionale” (che auspica ora anche quelle di Santanché), mentre dalle opposizioni è arrivata una lettura opposta: dimissioni tardive, arrivate solo dopo la sconfitta referendaria.
Il cuore dell’ultima ondata di polemiche è stato il caso legato alla sua partecipazione nella società “Le 5 Forchette”, insieme alla figlia di Mauro Caroccia, figura collegata a un contesto criminale vicino al boss Michele Senese. Una vicenda che si è sommata a una lunga scia di controversie: dal caso Alfredo Cospito alla condanna per rivelazione di segreto d’ufficio, fino al tragicomico episodio della pistolettata nella notte di Capodanno 2024.
Il risultato è stato un progressivo logoramento politico che ha portato alla fine del suo incarico a via Arenula. Eppure, fino all’ultimo, Delmastro ha rivendicato la correttezza del proprio operato, parlando solo di “leggerezze”. La sua uscita di scena segna uno dei passaggi più delicati per l’esecutivo attuale. Ma chi è davvero Andrea Delmastro, cosa ha fatto in questi anni tra FDI e governo e, soprattutto, come se la passa dal punto di vista patrimoniale? Ecco l’identikit.
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Perché Andrea Delmastro si è dimesso?
Chi è Andrea Delmastro: biografia e carriera
Andrea Delmastro Delle Vedove è nato a Gattinara (in provincia di Vercelli) il 22 ottobre 1976, figlio di Sandro Delmastro, avvocato e già parlamentare di Alleanza Nazionale. Una provenienza familiare che ha inciso profondamente sul suo percorso, tanto da portarlo a seguire una traiettoria quasi sovrapponibile: laurea in giurisprudenza all’Università di Torino e professione di avvocato penalista.
L’ingresso in politica è precoce. Muove i primi passi nel Fronte della Gioventù, diventandone giovanissimo segretario provinciale, per poi transitare nell’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale. Da lì una crescita costante: consigliere circoscrizionale, poi comunale e assessore a Biella, fino al ruolo di consigliere provinciale.
La vera svolta arriva con la nascita di Fratelli d’Italia, partito di cui diventa uno dei riferimenti territoriali e, successivamente, uno degli uomini più fidati della leadership nazionale. Dopo tentativi non riusciti, nel 2018 viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel collegio di Biella. Durante la XVIII legislatura ricopre incarichi di rilievo, tra cui la presidenza della Giunta per le autorizzazioni a procedere.
Nel 2022 viene rieletto con il 53,85% dei voti nel collegio Piemonte 2 e, con la nascita del governo guidato da Giorgia Meloni, ottiene la nomina a sottosegretario alla Giustizia, affiancando il ministro Carlo Nordio con delega alla polizia penitenziaria.
Il suo mandato si interrompe il 24 marzo 2026, quando rassegna le dimissioni dopo una lunga serie di vicende giudiziarie e politiche che ne hanno progressivamente minato la posizione, all’indomani della sconfitta della maggioranza nel referendum sulla giustizia.
Delmastro tra il caso Cospito, le “5 Forchette” e le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia: tutte le tappe del declino
Il declino politico di Andrea Delmastro non è stato improvviso ma un “percorso a ostacoli” fatto di una sequenza di episodi che, nel tempo, hanno eroso la sua credibilità istituzionale.
Il primo snodo cruciale è il caso Alfredo Cospito, anarchico detenuto al regime del 41 bis. Nel 2023 Delmastro trasmette al collega di partito Giovanni Donzelli informazioni contenute in una relazione a “divulgazione limitata” del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Quelle informazioni vengono poi rese pubbliche in Parlamento, scatenando un caso politico e giudiziario.
La vicenda porta all’iscrizione nel registro degli indagati per rivelazione di segreto d’ufficio e, successivamente, al rinvio a giudizio. Nel febbraio 2025 arriva la condanna in primo grado a otto mesi di carcere, con sospensione della pena e interdizione temporanea dai pubblici uffici. Il giudice sottolinea come la divulgazione abbia compromesso attività sensibili legate all’antimafia. Nonostante ciò, Delmastro difende sempre la propria condotta: “Lo rifarei domani mattina”.
A questa vicenda si aggiunge il caso della notte di Capodanno, quando un colpo partito dalla pistola del deputato Emanuele Pozzolo ferisce una persona durante una festa organizzata proprio nell’entourage del sottosegretario. Un episodio che lo riporta al centro della scena pubblica per un evento tra il grottesco e l’incredulo.
Ma è quest’anno che la situazione precipita. Un’inchiesta giornalistica rivela la partecipazione di Delmastro nella società “Le 5 Forchette” (da lui stesso fondata a fine 2024), insieme alla figlia di Mauro Caroccia, soggetto condannato per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa e legato al clan di Michele Senese. La presenza del sottosegretario in una compagine societaria con questi legami solleva il polverone definitivo, nonostante la successiva cessione delle quote avvenuta dopo oltre un anno.
Le opposizioni chiedono immediatamente le dimissioni e il coinvolgimento della Commissione Antimafia. La pressione politica cresce ulteriormente nei giorni precedenti al referendum sulla giustizia, e di fatto è la sconfitta del Sì a sancire la fine del percorso di Delmastro, sebbene Meloni avesse in canna questa opzione da tempo - ovviamente. Con lui si dimette anche il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, resasi protagonista di alcune dichiarazioni decisamente spiacevoli contro la magistratura alla vigilia del voto referendario.
Quanto guadagna Andrea Delmastro?
Nonostante da ieri non è più sottosegretario alla Giustizia, per risponde alla domanda quanto guadagna Delmastro bisogna rispondere alla domanda quanto guadagnano i politici italiani. Un normale stipendio prevede un’indennità netta di 5.000 euro al mese, più la diaria e un rimborso spese; a questi si sommano rimborsi telefonici e per i trasporti. In totale si arriva a circa 14.000 euro al mese, a cui si aggiunge anche un assegno di fine mandato.
Stando alla dichiarazione dei redditi 2018, che si riferisce al 2017 come periodo di imposta quando Andrea Delmastro non era ancora deputato, il reddito complessivo dichiarato è stato di 102.444 euro.
Nella dichiarazione del 2023, invece, la prima da sottosegretario alla giustizia, il reddito complessivo dichiarato dal sottosegretario alla Giustizia è stato di 174.672 euro, uno dei massimi storici conosciuti.
Nell’ultima dichiarazione dei redditi disponibile invece, quella del 2025 riferita all’anno d’imposta 2024, il complessivo scende a 141.029 euro.
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