Stipendio di dicembre, diversi aumenti in arrivo. Ecco cosa aspettarsi in vista del prossimo pagamento.
Nella busta paga di dicembre figurano dei bonus. D’altronde, i giorni festivi di questo periodo garantiscono - nel caso di regolare svolgimento dell’attività lavorativa anche durante le feste - una maggiorazione dello stipendio.
Come pure, va detto, il fatto che a dicembre si paghino meno tasse: nell’ultima busta paga dell’anno - quella il cui stipendio viene messo in pagamento solitamente i primi di gennaio - infatti, non si calcola l’addizionale regionale in saldo per il 2024, la cui ultima rata trattenuta è quella di novembre, come pure quella comunale (sia in saldo per il 2024 che in acconto per il 2025).
Ecco perché lo stipendio pagato a gennaio può essere più alto rispetto agli altri mesi, fermo restando però che c’è un’incognita importante da considerare: il conguaglio di fine anno. In busta paga a dicembre, infatti, avviene il ricalcolo delle imposte considerando quanto di fatto è stato percepito nel corso dell’anno.
A tal proposito, ecco una panoramica rispetto a cosa c’è in busta paga a dicembre, che di fatto sarà l’ultima prima dell’introduzione delle nuove regole fiscali previste dalla legge di Bilancio 2026, in particolare il taglio Irpef che incide - in maniera favorevole, fino a un incremento di 440 euro annui - sullo stipendio di coloro che guadagnano più di 28.000 euro l’anno.
Busta paga dicembre, come vengono trattati i festivi
Ovviamente, a dicembre il tema dei giorni festivi assume un peso particolare. Le festività di fine anno - come l’8, il 25 e il 26 dicembre, mentre 24 e 31 sono feriali - incidono infatti direttamente sull’importo dello stipendio, soprattutto per chi lavora in settori dove l’attività non si ferma nemmeno durante le ricorrenze.
Se il giorno festivo non viene lavorato, in busta paga compare comunque la normale retribuzione, senza riduzioni rispetto agli altri mesi. Quando invece l’attività viene svolta durante una festività, allo stipendio ordinario si aggiunge una maggiorazione, prevista dal contratto collettivo applicato. È proprio questa voce che può rendere la busta paga di dicembre più alta rispetto a quelle dei mesi precedenti, con incrementi che variano a seconda del settore e dell’orario di lavoro.
Resta fermo un principio importante: il lavoro festivo non è obbligatorio. La prestazione può avvenire solo su accordo tra lavoratore e datore di lavoro e il rifiuto non comporta né sanzioni né la perdita della retribuzione ordinaria.
Busta paga dicembre, niente addizionali
Ma c’è un’altra ragione per cui la busta paga di dicembre risulta una delle più alte dell’anno. A parità di stipendio lordo, infatti, il netto è generalmente superiore rispetto a quello di novembre, con una sola variabile da tenere presente: il conguaglio di fine anno, che può aumentare o ridurre l’importo finale in base ai ricalcoli fiscali effettuati dal datore di lavoro.
Il motivo dell’aumento è esclusivamente fiscale. Nel mese di dicembre non vengono, infatti, trattenute né l’addizionale regionale né l’addizionale comunale all’Irpef. Si tratta di imposte locali che, per legge, vengono applicate solo da gennaio a novembre, lasciando l’ultima busta paga dell’anno “libera” da queste trattenute.
Il risultato è uno stipendio netto più alto, anche se non identico per tutti. L’effetto varia infatti in base al reddito e, soprattutto, al territorio di residenza. Le aliquote delle addizionali regionali e comunali cambiano in base alla Regione e al Comune e, in alcune aree, il prelievo complessivo può superare anche il 4% del reddito imponibile. È per questo che in certi casi il beneficio di dicembre può tradursi in qualche decina di euro in più, mentre in altri risulta più contenuto.
A confermare questo funzionamento è più volte intervenuta anche l’Agenzia delle Entrate, chiarendo che il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, trattiene le addizionali solo per undici mensilità. L’addizionale regionale viene prelevata in saldo per l’anno precedente da gennaio a novembre, mentre quella comunale si versa sia in saldo per l’anno precedente sia in acconto per l’anno in corso, sempre entro novembre. A dicembre, dunque, nessuna delle due viene applicata.
A tal proposito, per capire di quanto aumenta lo stipendio, è sufficiente guardare l’importo delle addizionali riportato nelle buste paga dei mesi precedenti. Quella cifra, che da gennaio a novembre viene trattenuta ogni mese, resta infatti interamente in tasca al lavoratore proprio nell’ultima busta paga dell’anno, facendo risultare il netto di dicembre - pagato a gennaio - più alto rispetto agli altri mesi.
Busta paga dicembre, attenzione al conguaglio
Come anticipato, dicembre è anche il mese del conguaglio fiscale di fine anno, l’operazione con cui il datore di lavoro ricalcola Irpef, addizionali e detrazioni sulla base di quanto il lavoratore ha effettivamente guadagnato nel corso del 2025.
Durante l’anno, infatti, le imposte vengono trattenute in modo “presuntivo”, facendo riferimento a un reddito stimato. Solo a fine anno, quando l’ammontare dei redditi è certo, il sostituto d’imposta è tenuto ad allineare quanto già trattenuto con quanto realmente dovuto al Fisco. È per questo che la busta paga di dicembre può risultare più alta del solito, ma anche - ed è il caso più frequente - sensibilmente più bassa.
Il conguaglio può generare una trattenuta quando nel corso dell’anno sono state pagate meno tasse del dovuto. È una situazione comune, ad esempio, per chi ha ricevuto un aumento di stipendio, un passaggio di livello o ha percepito redditi aggiuntivi non noti al datore di lavoro. In questi casi, le ritenute applicate nei mesi precedenti risultano insufficienti e la differenza viene recuperata tutta insieme nell’ultima busta paga dell’anno, dando origine alla cosiddetta “busta paga pesante”.
Il ricalcolo riguarda Irpef, addizionali regionali e comunali e anche le detrazioni da lavoro dipendente o per carichi familiari. In alcuni casi incide persino sul bonus da 100 euro, che deve essere restituito in tutto o in parte se, a consuntivo, il reddito supera le soglie previste. È proprio la restituzione del bonus a rendere particolarmente oneroso il conguaglio per alcuni lavoratori, con trattenute che possono arrivare anche a quattro cifre.
Non sempre però il conguaglio è negativo. Se nel corso dell’anno sono state trattenute più imposte del necessario, a dicembre spetta un rimborso fiscale, che aumenta il netto in busta paga. Si tratta tuttavia di una casistica meno frequente.
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