TikTok USA sta affrontando una bufera mediatica dopo l’accusa di censura da parte di numerosi utenti. Il social network si difende dalle accuse e dà la colpa a un blackout, ma non tutti ci credono.
TikTok è finito al centro di una nuova polemica negli Stati Uniti a causa di una serie di malfunzionamenti che hanno reso difficoltosa la pubblicazione e la fruizione dei contenuti sulla piattaforma. Video bloccati in fase di caricamento, post rimasti “in revisione” per ore, cali improvvisi di visualizzazioni e problemi con i messaggi diretti hanno alimentato il malcontento degli utenti.
A risultare particolarmente losco è il fatto che le difficoltà tecniche si siano verificate a ridosso del cambio di controllo dell’app negli USA e, per molti, il tempismo ha fatto nascere il sospetto di una limitazione selettiva dei contenuti politici.
Il nuovo assetto e le difese di TikTok USA: “blackout nei data center”
Dopo una lunga battaglia politica e giudiziaria, TikTok ha trasferito le sue attività statunitensi a una joint venture a maggioranza americana, mentre la casa madre ByteDance mantiene una quota di minoranza. Tra i principali investitori figurano Oracle, Silver Lake e il fondo di investimento di Abu Dhabi MGX. Sin dall’annuncio dell’acquisizione, il coinvolgimento di Oracle aveva suscitato reazioni critiche tra gli utenti, soprattutto alla luce del sostegno dichiarato del cofondatore e CEO Larry Ellison al presidente Trump.
La divisione americana di TikTok ha respinto le accuse di censura, attribuendo i disservizi a un blackout in un data center statunitense che avrebbe provocato una serie di guasti a catena. Secondo i portavoce della nuova joint venture, il problema ha influito sui sistemi di pubblicazione e sull’algoritmo di raccomandazione, causando rallentamenti, errori di caricamento e, in alcuni casi, l’azzeramento temporaneo di like e visualizzazioni. TikTok ha assicurato di essere al lavoro per il completo ripristino del servizio.
Le censure su Epstein e ICE e la fuga degli utenti
A rafforzare i dubbi degli utenti su una potenziale censura da parte di TikTok USA è stato il blocco di alcuni messaggi diretti contenenti il nome “Epstein”, accompagnato da un avviso che richiamava le linee guida della community. Il riferimento è a Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019, noto per aver intrattenuto rapporti di stretta amicizia con grandi nomi del panorama politico e finanziario statunitense, come Trump e Bill Clinton. Da parte sua, il social network ha dichiarato di non aver vietato l’uso del termine e di essere al lavoro per verificare l’origine dell’errore.
Un’altra insurrezione sulla piattaforma è stata causata da Megan Stalter, attrice e comica statunitense, che ha raccontato di non essere riuscita a pubblicare su TikTok un video contro i raid dell’agenzia federale per l’immigrazione ICE. Dopo diversi tentativi falliti, Stalter ha deciso di cancellare il proprio account. Episodi simili sono stati segnalati anche da altri creator, che hanno riscontrato difficoltà nella pubblicazione di contenuti legati alle operazioni federali in Minnesota. Nel frattempo, i numeri raccontano una fuga significativa: secondo le stime di mercato, le disinstallazioni dell’app negli Stati Uniti sono balzate di circa il 150% rispetto alla media degli ultimi mesi.
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