Bonus vacanze: cosa succede se l’importo è maggiore del prezzo del soggiorno?

Bonus vacanze, se l’importo del contributo è maggiore del prezzo del soggiorno prenotato, il contribuente perde la differenza. Non solo: anche lo sconto e la detrazione vengono ricalcolati.

Bonus vacanze: cosa succede se l'importo è maggiore del prezzo del soggiorno?

Bonus vacanze, cosa succede se l’importo ricevuto è maggiore del costo della vacanza? Bisogna fare molta attenzione, perché in questo caso la differenza tra il contributo ricevuto e quanto pagato per il soggiorno andrebbe perso.

Nel momento della prenotazione presso la struttura turistico-ricettiva va quindi presa in considerazione la differenza degli importi. Sarebbe un peccato, insomma, perdere il bonus per una disattenzione.

Il bonus vacanze si può richiedere e usare dal 1° luglio fino al 31 dicembre 2020, presso alberghi, campeggi, villaggio turistici, agriturismi e bed&breakfast in Italia.

Bonus vacanze: cosa succede se l’importo è maggiore del prezzo del soggiorno?

Bonus vacanze, attenzione al costo del soggiorno: se la villeggiatura costa meno dell’importo del contributo ricevuto, la differenza viene persa. Ricordiamo che l’importo del bonus viene calcolato, dopo aver ricevuto la richiesta tramite l’app IO, sulla base dei componenti del nucleo familiare:

  • fino a 500 euro per i nuclei familiari composti da più di 3 persone;
  • il contributo viene ridotto a 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone;
  • per quelli composti da una persona sola, il bonus vacanze viene ancora dimezzato, scendendo a 150 euro.

Si legge nelle FAQ dell’Agenzia delle Entrate:

“Se il costo della vacanza è inferiore all’importo massimo del tuo Bonus Vacanze, sia lo sconto sia la detrazione saranno ricalcolati in base al corrispettivo: saranno, cioè, rispettivamente pari all’80% e al 20% del costo del tuo soggiorno. Eventuali somme residue non saranno più spendibili, in quanto il bonus deve essere speso in un’unica soluzione.”

Dalla FAQ emergono due chiarimenti molto importanti: innanzitutto, la differenza tra il bonus e il soggiorno verrebbe persa, perché il contributo va speso presso una sola struttura e in un’unica soluzione.

Il secondo aspetto da tenere in considerazione è che anche lo sconto, così come la detrazione (per la dichiarazione dei redditi 2021), verrebbero ricalcolati in base al costo del soggiorno.

Bonus vacanze 2020: si può perdere se si usa per pagare la caparra

Il contribuente interessato al bonus vacanze (quindi con un Isee fino a 40.000 euro) per non perdere il contributo deve stare attento anche a un altro fattore: la caparra.

Infatti, se il contribuente ha speso il bonus vacanze per pagare la caparra, e poi per un motivo qualsiasi non può andare in villeggiatura, l’albergatore non dovrà restituirgli il bonus.

Non solo, infatti, il contributo va speso in un’unica soluzione e presso una sola struttura, ma si legge in un’altra FAQ dell’Agenzia delle Entrate:

“L’importo dell’agevolazione non può essere, in nessun caso oggetto di rimborso nell’ipotesi di mancata fruizione del servizio turistico. Il bonus vacanze deve essere utilizzato in un’unica soluzione e senza possibilità di frazionamento.”

Dunque, il bonus vacanze non va usato per pagare la caparra: in caso di annullamento della vacanza, per qualsiasi motivo, non sarà rimborsato.

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