Bonus ristrutturazioni proroga o abolizione nel 2019? Ecco le novità

Bonus ristrutturazioni 2019: proroga o abolizione della detrazione fiscale? Emergono le prime novità sulle agevolazioni per la casa che potrebbero essere confermate ma con percentuali ridotte dal 2020.

Bonus ristrutturazioni proroga o abolizione nel 2019? Ecco le novità

Bonus ristrutturazioni anche nel 2019? Per il momento il Governo pare propendere per la proroga della detrazione fiscale e sembra scongiurato il rischio abolizione.

L’ipotesi del Governo è di inserire nella Legge di Bilancio 2019 una proroga triennale delle agevolazioni fiscali sui lavori di ristrutturazione ma tra le novità emerse nelle ultime ore spunta l’ipotesi di riduzione graduale dello sconto previsto.

Sono le detrazioni fiscali il tema più scottante sul tavolo del Governo: nella Legge di Bilancio 2019 potrebbe essere avviato il tanto temuto taglio alle agevolazioni fiscali.

È chiaro come il tema desti particolare interesse nei contribuenti italiani che, negli anni, hanno beneficiato delle importanti agevolazioni per ristrutturare casa. Non solo la detrazione per le spese di ristrutturazione, ma anche quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, per il miglioramento delle prestazioni energetiche e per la riduzione del rischio sismico.

Le modifiche e novità sul bonus ristrutturazioni dal 2019, con l’ipotesi di un taglio a partire dal 2020, sono legate a doppio filo con l’introduzione della flat tax.

Secondo il piano del Governo, con la riforma Irpef verrebbero abolite buona parte delle detrazioni ad oggi in vigore (fatta eccezione per alcune di particolare rilevanza sociale), sostituite da una deduzione fissa pari a 3.000 euro per ciascun componente del nucleo familiare.

Attualmente tuttavia pare che almeno per le famiglie il progetto della flat tax arriverà soltanto nel 2021 ed è per questo che sembra quasi certa la proroga della detrazione del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, agevolazione che - in ogni caso - nel caso di abolizione e mancata conferma tornerebbe nella misura originaria, pari al 36% e fino a 48.000 euro di spesa.

Bonus ristrutturazioni, proroga o abolizione dal 2019? Le ipotesi

Sono tre i possibili scenari a partire dal 1° gennaio 2019: il bonus ristrutturazioni potrebbe essere abolito (insieme a buona parte delle detrazioni fiscali oggi in vigore), ridotto ovvero prorogato.

L’ipotesi abolizione del bonus ristrutturazioni si lega all’ingente piano di riforme sul fronte fiscale che il Governo Lega e M5S ha annunciato di voler avviare già con la Legge di Bilancio 2019.

Si fa riferimento alla flat tax, l’imposta ad aliquota fissa pari al 15% che dovrebbe cancellare l’insieme di bonus fiscali in vigore ad oggi e che, di fatto, hanno contribuito negli anni a ridurre l’Irpef media degli italiani.

Secondo il progetto originario della Lega, tutte le detrazioni per la casa sarebbero destinate a scomparire, in favore di una tassazione inferiore e di una deduzione pari a 3.000 euro per componente del nucleo familiare.

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In uno scenario del genere non si avrebbe più diritto al bonus per i lavori di ristrutturazione avviati dal 1° gennaio 2019 mentre nel caso di spese relative ad anni precedenti, si avrà diritto al credito Irpef spettante fino a naturale scadenza.

A questo punto è naturale chiedersi quanto sia verosimile questa ipotesi. Innanzitutto è bene ricordare che, per il momento, la flat tax sarà introdotta soltanto per un numero ristretto di partite IVA e che il piano di riforma per le famiglie sarà posticipato almeno al prossimo anno.

Tuttavia, anche in caso di rinvio della riforma fiscale, è da tempo che si parla di riordino delle tax expenditures, l’insieme di detrazioni, deduzioni e agevolazioni fiscali che pesano sulle casse dello Stato e già con gli annunci (poi smentiti) circa la possibile abolizione del bonus di 80 euro, il Governo ha fatto capire le proprie intenzioni in merito.

Per avere ulteriori dettagli sarà necessario attendere: entro il 20 ottobre il Governo dovrà presentare al Parlamento il DdL di Bilancio 2019 e solo allora sarà chiaro il destino delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie.

Bonus ristrutturazioni al 36% dopo il 2019? Con la proroga possibile riduzione

Come anticipato sopra al momento sembra che il Governo sia intenzionato a prorogare il bonus ristrutturazioni e le detrazioni sui lavori in casa almeno per i prossimi tre anni. Tuttavia, dopo il 2019, l’aliquota della detrazione potrebbe essere gradualmente ridotta.

Tra le ipotesi da considerare c’è anche il ripristino, a partire dal 2020 o dal 2021, della detrazione nella misura originaria prevista dal TUIR, ovvero pari al 36% fino al limite di spesa detraibile di 48.000 euro.

Tali limiti sono ad oggi pari al 50% e fino a 96.000 euro di spesa, motivo per il quale sono in tanti i contribuenti che hanno scelto di anticipare i lavori programmati per beneficiare della maggiorazione della percentuale di bonus Irpef riconosciuto.

Accanto ad abolizione e proroga, sembrerebbe questa l’ipotesi più plausibile sul destino del bonus ristrutturazioni per gli anni successivi al 2019.

Bonus ristrutturazioni, le regole per i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2018

Al netto delle ipotesi sopra delineate, per le quali si attendono con particolare attenzione smentite o conferme, ricordiamo che fino al 31 dicembre 2018 con il bonus ristrutturazioni è possibile beneficiare di una detrazione Irpef pari al 50% della spesa sostenuta.

Il limite di spesa detraibile è pari a 96.000 euro, la detrazione spettante è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e deve essere richiesta in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.

Si ricorda che per i lavori conclusi nel 2018 si è in attesa della pubblicazione del portale ENEA attraverso il quale trasmettere i dati dei lavori che comportano anche un risparmio energetico.

L’obbligo di comunicazione ENEA, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, resta ad oggi un adempimento pieno di dubbi e incertezze. L’unico chiarimento fornito è che non appena sarà messo online il portale dedicato bisognerà inviare la documentazione richiesta entro il termine di 90 giorni dalla fine dei lavori.

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