Bonus ristoranti, cos’è e come richiedere il contributo a fondo perduto

Bonus ristoranti, nel decreto agosto è confermato il contributo a fondo perduto da 600 milioni di euro per il 2020. Saranno circa 125.000 le imprese beneficiarie, che potranno spenderlo per l’acquisto di prodotti agroalimentari del territorio. Vediamo nel dettaglio cos’è e come si richiede.

Bonus ristoranti, cos'è e come richiedere il contributo a fondo perduto

Bonus ristoranti, il decreto agosto dà il via al contributo a fondo perduto per la filiera della ristorazione.

Per 125.000 imprese con codice ATECO prevalente 56.10.11, 56.29.10 e 56.29.20 (ristoranti, mense e catering) debutta un aiuto finalizzato ad incentivare l’acquisto di prodotti agroalimentari del territorio.

Il contributo a fondo perduto del decreto agosto spetta a patto che l’importo di fatturato e corrispettivi tra marzo e giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti di quello dello stesso periodo del 2019. Nessun parametro di perdita viene invece previsto per le attività avviate dopo il 1° gennaio 2019.

L’obiettivo è quello di dare una mano a un settore fortemente in crisi a causa della mancanza di turisti, ma anche di aiutare i produttori agricoli e alimentari, vitivinicoli, ed evitare gli sprechi alimentari. Il Fondo istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è pari a 600 milioni di euro per il 2020.

Bonus ristoranti, contributo a fondo perduto per la filiera alimentare: le novità del decreto agosto

Uno dei settori più colpiti dalla crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria è quello turistico, comprendendo anche il comparto della ristorazione. Non solo infatti l’assenza di turisti è un problema, ma anche per italiani mangiano più spesso a casa.

Secondo quanto affermato dalla Coldiretti, la ristorazione italiana rischia un crack da 34 miliardi di euro a causa del crollo del turismo e anche del ridimensionamento dei consumi anche da parte degli italiani.

Per fare una mano al settore fortemente in crisi, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha proposto di istituire un Fondo ad hoc. Una proposta che ha trovato corpo all’interno del decreto agosto.

Ristoranti, mense ma anche imprese di catering, avranno accesso ad un contributo a fondo perduto, che verrà riconosciuto previa presentazione di apposita domanda.

Il 90% sarà erogato al momento dell’accettazione della domanda, con l’indicazione di documenti fiscali relativi agli acquisti effettuati, anche non quietanzati. Il saldo del 10% verrà invece erogato dopo aver presentato la quietanza di pagamento, che dovrà essere effettuato con modalità tracciata.

Contributo a fondo perduto per la filiera alimentare: come si richiede?

Stando a quanto previsto dal decreto agosto, per l’accesso ai benefici il richiedente dovrà registrarsi all’interno della piattaforma digitale, messa a disposizione del concessionario convenzionato, denominata “piattaforma della ristorazione”, oppure dovrà recarsi presso gli sportelli del concessionario convenzionato.

Che sia una richiesta digitale o di persona, vanno forniti i dati richiesti, tra cui la copia del versamento dell’importo di adesione all’iniziativa di sostegno, effettuato tramite bollettino di pagamento, fisico o digitale.

Verranno stabiliti i criteri, le categorie di prodotto e le modalità di erogazione dell’aiuto tramite decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto Agosto.

Bonus ristoranti a fondo perduto contro il calo del 40% dei consumi

Il bonus potrebbe contribuire in modo generoso a risollevare la liquidità di migliaia di attività. La situazione fotografata da Coldiretti lascia senza fiato: il calo dei consumi extradomestici stimato su dati Ismea è del 40%.

Un duro colpo per l’economia nazionale, visto che prima del coronavirus la spesa degli italiani per mangiare fuori casa era pari al 35% del totale dei consumi alimentari per un valore di 86 miliardi di euro.

Una drastica riduzione dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari (vino, birra, carne, pesce, frutta, verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualità) che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

La ristorazione in settori come quello ittico e vitivinicolo, precisa la Coldiretti, rappresenta il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Oltre al calo dei consumi dovuto alle nuove scelte degli italiani però pesa soprattutto la mancanza del turismo dall’estero con oltre 16 milioni di cittadini stranieri in vacanza in Italia nel 2019 durante i mesi di luglio, agosto e settembre, sempre secondo l’analisi Coldiretti su dati Bankitalia.

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