Bonus fiscali per le spese con bancomat: l’Italia imita il Portogallo e studia la card unica

Doppio bonus fiscale per chi usa il bancomat per il pagamento delle spese. L’Italia per la lotta all’evasione e il sistema di detrazioni imita il Portogallo e studia la card unica, che contiene dati identificativi e con cui si possono effettuare pagamenti.

Bonus fiscali per le spese con bancomat: l'Italia imita il Portogallo e studia la card unica

Bonus fiscali per chi usa il bancomat, sia per i clienti che per i commercianti, l’ipotesi è sempre più concreta e potrebbe prende corpo con la Legge di Bilancio 2020.

La lotta all’evasione è uno dei capisaldi di entrambi i Governi Conte, che prova ad arginare l’emorragia di perdite di gettito erariale incentivando l’uso di pagamenti tracciabili attraverso dei bonus.

I bonus fiscali agiranno su due fronti: credito d’imposta per i commercianti che si doteranno di POS e meccanismo di cashback di una percentuale di pagamenti effettuati tramite bancomat per i clienti.

Per andare incontro a tutta quella fascia di popolazione che per età o routine non è abituata all’uso di bancomat, il MEF sta studiando una card unica contenente i dati della carta d’identità, della tessera sanitaria e con cui è possibile effettuare pagamenti (e ottenere detrazioni in automatico).

Per il sistema delle detrazioni l’Italia sta prendendo spunto dal Portogallo, che grazie all’e-fattura è riuscito da un lato a garantire molti privilegi fiscali ai suoi cittadini, e allo stesso tempo ha contrastato in modo efficace il suo problema con l’evasione fiscale.

Bonus fiscali per le spese con bancomat e card unica, continua la lotta all’evasione

Che la lotta all’evasione fiscale sia tra i punti chiave del Governo Conte è stato ribadito anche all’incontro tra il Presidente del Consiglio e i sindacati il 18 settembre 2019.

In particolare, il MEF sta studiando un piano che agisca su due fronti:

  • bonus fiscali legati all’uso dei pagamenti tracciabili;
  • una card unica, una sorta di tessera contenente dati e informazioni anagrafiche che si potrà usare per effettuare pagamenti elettronici.

I bonus fiscali sono previsti sia per i commercianti che per chi evita di usare il contante: il MEF sta studiando un credito d’imposta per i negozianti, che li aiuti a coprire i costi legati al POS.

A risultare esosi per molti esercenti, infatti, sono proprio i costi di installazione e gestione del POS, rendendolo poco vantaggioso.

Alessio Villarosa, Sottosegretario all’Economia, ha dichiarato al Sole 24 Ore che l’idea attualmente in studio è quella di annullare i costi di commissione per operazioni inferiori a 5 euro e ridurre in modo sostanziale quelli per i pagamenti inferiori a 25 euro, oltre a prevedere dei costi più bassi per determinate categorie come benzinai ed edicolanti.

Proprio per questo motivo sono in corso le trattative con l’ABI per la creazione di un protocollo a cui possano accedere, su base volontaria, i principali circuiti di pagamento e le emittenti di carte di debito e credito.

Inoltre, si sta lavorando su detrazioni fiscali solo per chi paga col bancomat: attraverso un meccanismo di cashback, il contribuente otterrà il rimborso di una percentuale di quanto speso con pagamenti tracciabili.

Card unica per i pagamenti con bancomat

Il problema di fondo, però, è che resterebbe esclusa una grossa fetta di popolazione dall’uso del bancomat: gli anziani (e che l’uso del contante oltre il limite sia spropositato lo dicono le 30 milioni di segnalazioni arrivate all’UIF).

Per età o per routine, la maggior parte dei pensionati preferisce usare il contante. È qui che entra in gioco l’idea della card unica: una specie di tessera onnicomprensiva di carta d’identità, tessera sanitaria e identità digitale, con “la possibilità di attivare in conto di pagamento presso qualsiasi sportello bancario o postale”, dichiara il sottosegretario M5S del MEF Villarosa al Sole 24 Ore.

Una vera e propria rivoluzione digitale, perché quest’unica tessera riunirebbe in sé tutta una serie di documenti, oltre ad aprire una parentesi controversa sulla privacy: tutti i dati sensibili sarebbero riuniti nella stessa card ed è quindi fondamentale trovare un modo per proteggere le informazioni personali.

Il MEF, prosegue Villarosa, per ora sta lavorando sul layout della card, affinché vengano raggiunti gli standard internazionali su cui si basano gli accordi con gli altri Paesi.

Bonus fiscali per le spese con bancomat: l’esempio del Portogallo

Tra i Paesi europei che si sono già scontrati col problema dell’evasione fiscale - insieme a quello della protezione dei dati personali - c’è il Portogallo, che usa un metodo simile a quello accennato dal Sottosegretario Villarosa dal 2013. E funziona.

Il Portogallo è stato pioniere nell’introduzione dell’obbligo dell’“e-fatura”, cioè la fatturazione elettronica, che in pratica collega tutti i registratori di cassa del Paese alla loro Agenzia delle Entrate: non sfugge più nessuno scontrino o fattura, così come in Italia dal 2019 e ancor di più dal 2020, ma con vantaggi importanti anche per i consumatori.

Ad ogni acquisto, il cittadino portoghese mostra il proprio codice fiscale e ottiene in cambio uno scontrino identificativo che viene caricato direttamente sul proprio profilo personale del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Al momento della dichiarazione dei redditi il cittadino portoghese non dovrà impazzire per cercare dove ha messo tutti gli scontrini della farmacia per ottenere le detrazioni, perché è già tutto registrato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Basta un “click” e la dichiarazione dei redditi è pronta e inviata, con un grosso risparmio da parte del contribuente sia in termini economici che di tempo.

Tuttavia l’aspetto innovativo è un altro: tra le spese detraibili rientrano anche costi legati a consumi tutt’altro che di prima necessità, come il ristorante o il parrucchiere, con la conseguenza che il cliente è parte attiva del piano di contrasto all’evasione fiscale.

Inoltre in Portogallo, con ogni scontrino da 10 euro, si accede anche ad un altro beneficio: la lotteria degli scontrini, il cui premio massimo ammonta a 50.000 euro. Una riffa di Stato che dovrebbe partire anche in Italia, ma per la quale ad oggi mancano i dettagli operativi.

Con questo sistema entrato in vigore nel 2013 il Portogallo garantisce ai suoi cittadini un miglior sistema fiscale, da cui è possibile detrarre molto più spese rispetto a quello attuale italiano, oltre a combattere in modo efficace la piaga dell’evasione fiscale.

Sarà questo il piano allo studio del MEF?

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