Bonus cuneo fiscale 2020, De Luca: nessuna crescita con pochi soldi in busta paga

Bonus cuneo fiscale 2020: non bastano pochi soldi in busta paga per garantire la crescita del Paese. Ad affermarlo Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, durante il convegno organizzato il 22 novembre a Roma.

Bonus cuneo fiscale 2020: dai professionisti arriva una critica profonda ad una delle principali novità della Legge di Bilancio.

È Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, a definire il taglio al cuneo fiscale previsto dalla Manovra come una misura tutt’altro che utile alla crescita del Paese.

Di Legge di Bilancio e Decreto Fiscale 2020 si è parlato oggi, durante l’Anteprima del Festival del Lavoro organizzata dai Consulenti del Lavoro, che Money.it ha seguito in diretta dall’Auditorium Antonianum di Roma.

Le novità della Manovra finanziaria non piacciono ai professionisti, dimenticati dal Governo.

Il Presidente della Fondazione Studi, nel proprio intervento d’apertura dell’incontro, sottolinea un aspetto importante: la Legge di Bilancio non favorirà la crescita, per la quale non basta un bonus di 80 o 40 euro in busta paga dei dipendenti.

Bonus cuneo fiscale 2020, De Luca: nessuna crescita con pochi soldi in busta paga

Il taglio al cuneo fiscale in busta paga è una delle novità centrali della Legge di Bilancio 2020. Quando si parla di cuneo fiscale non bisogna però dimenticare che il peso del Fisco non riguarda solo i dipendenti, ma anche e soprattutto le imprese ed i datori di lavoro.

Parte da tale assunto la critica dei Consulenti del Lavoro alla Legge di Bilancio 2020. Il Presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca è chiaro:

“quando si interviene dando sostegno solo al lavoro dipendente, non si capisce che se chiudono le imprese, i dipendenti nn saranno più assunti da nessuno.”

Il nuovo bonus previsto dal 2020, per il quale ancora non sono chiari i contorni (se si sommerà al bonus Renzi di 80 euro, o se prenderà la forma del “bonus vacanze” di cui si è parlato negli scorsi mesi), farà poco o nulla per la crescita.

Ed è invece sulla crescita, e le misure che potrebbero favorirla, che dovrebbe concentrarsi l’attuale Governo.

Il Presidente De Luca ricorda che non è certo la prima volta che i consulenti del lavoro criticano delle manovre finanziarie che non guardano al futuro:

“Le manovre almeno degli ultimi 5 anni sono state manovre senza visione”.

Tornando al bonus per i dipendenti in arrivo grazie al taglio del cuneo fiscale, De Luca specifica che la critica non è certo ad un misura condivisibile, in quanto non si può dire che sia sbagliato dare sostegno al lavoro dipendente.

La criticità vera è la mancanza di visione nel lungo periodo. Il giudizio dei professionisti sulla Legge di Bilancio 2020 è chiaro: la Manovra non centra l’obiettivo della crescita.

Non solo bonus ai dipendenti: i Consulenti del Lavoro chiedono attenzione a professionisti ed imprese nella Legge di Bilancio 2020

La discussione sulla Legge di Bilancio e sul DL Fiscale n. 124/2019 è aperta, e dopo le prime Audizioni, l’obiettivo dei Consulenti del Lavoro è quello di mettersi al tavolo con il Governo per cercare di migliorare la Manovra.

L’opinione del Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, è chiara: la Legge di Bilancio 2020 danneggia imprese e professionisti, totalmente trascurati dalla Manovra.

Critiche importanti arrivano dai professionisti sulle modifiche al regime forfettario, che rischia di “tagliare le gambe alle startup”.

L’incontro del 22 novembre tra Consulenti del Lavoro e politica è l’occasione per evidenziare le criticità della Manovra e proporre modifiche all’attuale testo, sia del DdL di Bilancio 2020 che del Decreto Fiscale n. 124/2019, anche se:

“sia la Ragioneria Generale dello Stato che il MEF ritengono che ogni modifica dovrà avvenire a saldi invariati”.

È dalla scarsità di risorse che, però, nascono le maggiori criticità, nonché le misure controverse che rischiano di danneggiare profondamente professionisti ed imprese.

I Consulenti del Lavoro chiedono anche di cambiare il meccanismo delle compensazioni, un “prestito forzoso dalle aziende allo Stato”. Nel caso di modifiche, però, lo Stato non potrà più fare la cassa che ha previsto da una Manovra già approvata a Bruxelles. Le premesse sono, insomma, tutt’altro che positive.

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