Taglio del cuneo fiscale: novità Legge di Bilancio 2020. Cosa cambia sugli stipendi

La Legge di Bilancio 2020 conferma il taglio del cuneo fiscale sugli stipendi: cosa cambia e quali le novità in arrivo per i lavoratori dipendenti? Ecco tutte le ultime notizie.

Taglio del cuneo fiscale: novità Legge di Bilancio 2020. Cosa cambia sugli stipendi

Taglio del cuneo fiscale in Legge di Bilancio 2020: la novità è confermata e, dal prossimo 1° gennaio, i lavoratori dipendenti potranno contare su stipendi più alti.

La riduzione del cuneo fiscale in busta paga sarà il primo passo di una più articolata riforma dell’Irpef ma, per ora, è confermato che si partirà già dal 2020 con novità sui redditi da lavoro.

Dopo l’approvazione del DdL di Bilancio 2020, vediamo quindi cosa cambia sugli stipendi ed in busta paga dei lavoratori dipendenti.

Sotto un determinato limite di reddito, i dipendenti avranno diritto ad un bonus.
Il bonus derivante dalla riduzione del cuneo fiscale (ovvero le tasse sui redditi da lavoro) si è però ridotto settimana dopo settimana. Inizialmente, si parlava di uno stipendio all’anno in più e di un assegno pari a 1.500 euro; poi, dal taglio del cuneo erano stati promessi circa 500 euro all’anno e ora, invece, si parla di una somma che si aggirerebbe intorno ai 240 euro in più.

Nonostante la scarsità di risorse disponibili, il Governo affida alla Legge di Bilancio 2020 il compito difficile di ridurre le tasse sul lavoro, partendo dagli stipendi e dal netto in busta paga dei lavoratori dipendenti.

I beneficiari della novità, entro determinati limiti di reddito, potranno contare su uno stipendio più alto o, secondo le ultime notizie, su un bonus vacanze erogato nel mese di luglio.

Una delle novità certe è che il taglio del cuneo fiscale interesserà esclusivamente i lavoratori, e sfuma (per il momento) l’ipotesi di una riduzione più marcata del costo del lavoro anche per le imprese.

Per spiegare cosa cambia sarà necessario attendere la pubblicazione del testo della Legge di Bilancio 2020, ma i dettagli sul taglio del cuneo fiscale emergono quotidianamente.

È in campo, ad esempio, l’ipotesi di estendere il bonus Renzi anche ai contribuenti attualmente esclusi perché titolari di redditi troppo bassi (gli incapienti), così come si profila anche l’idea di estenderlo ai contribuenti con redditi fino a 35.000 euro.

Vediamo quindi cosa cambia con il taglio del cuneo fiscale e quali gli effetti sui redditi dei lavoratori.

Taglio del cuneo fiscale, novità 2020 cosa cambia sugli stipendi

La discrimine per il calcolo degli effetti previsti dal taglio del cuneo fiscale è l’ammontare delle risorse in campo, fattore che ha portato ad un vero e proprio balletto sui numeri.

Se inizialmente si parlava di un bonus da 1.500 euro per tutti, ora l’ipotesi più verosimile è che l’importo riconosciuto sarà pari a 20 euro al mese, ovvero 240 euro in un anno.

L’idea del Governo M5S-PD, alle prese con la Legge di Bilancio 2020, resta quella di portare nelle tasche dei contribuenti circa 1.500 euro all’anno in più, ma soltanto dal 2021. L’avvio della misura dovrebbe invece essere più light.

Le incognite restano tante, e sono tali da non consentire ad oggi di stabilire cosa cambia davvero sugli stipendi dei tanti lavoratori dipendenti titolari di redditi bassi.

Quello che appare più chiaro è che il taglio del cuneo fiscale assorbirà anche il bonus Renzi di 80 euro che, tecnicamente, già oggi rappresenta una riduzione delle imposte sui redditi da lavoro.

Sommando il bonus Renzi (960 euro all’anno) al nuovo bonus cuneo da 240 euro, si raggiungerebbe una somma pari a 1.200 euro, “sfiorando” quei 1.500 euro di sgravio totale di cui sopra.

Taglio del cuneo fiscale 2020: novità bonus Renzi

Come anticipato, quindi, al taglio del cuneo fiscale concorrerà anche il bonus Renzi, per il quale il 2020 si preannuncia un anno ricco di novità. Sono due le ipotesi allo studio del Governo:

  • estenderlo ai redditi fino a 35.000 euro, seppur in misura ridotta (pari a circa 40 euro al mese dai 26.600 euro in su);
  • estenderlo agli incapienti, ovvero ai contribuenti con redditi non superiori ad 8.100 euro circa.

È la prima l’ipotesi più verosimile, che sarebbe tuttavia accompagnata da un meccanismo di calcolo differenziato dell’importo del bonus Renzi.

Cos’è il cuneo fiscale

Di cuneo fiscale si parla da anni, e sono anni che si ribadisce la necessità di un intervento in grado di ridurre il peso del fisco sul lavoro.

Sono in pochi tuttavia a sapere cos’è. Quando si parla di cuneo fiscale si intendono il totale delle imposte che gravano sul costo del lavoro, sia sulle imprese che sui lavoratori.

È il cuneo fiscale a portare al passaggio dal lordo al netto dello stipendio, con sforbiciate che non di rado arrivano a dimezzare l’importo indicato in busta paga al netto di imposte e contribuiti.

In Italia, secondo gli ultimi dati, il cuneo fiscale e contributivo è pari al 46%, il che sta a dire in parole semplici che a fronte di un lordo di 1.900 euro il lavoratore percepirà uno stipendio pari a 1.000 euro.

Del totale delle imposte e dei contributi sociali che gravano sul costo del lavoro, il 25,4% è a carico del datori di lavoro, il 20,6% a carico del lavoratore.

Taglio del cuneo fiscale: il 2020 sarà anche l’anno delle imprese?

Ridurre il costo del lavoro per le imprese ed allentare la morsa del Fisco sul lavoro è fondamentale, ma per il momento non è chiaro se - accanto al bonus in busta paga - la Legge di Bilancio 2020 si spingerà oltre.

PD e M5S sono concordi sulla necessità di ridurre le tasse sul lavoro avvantaggiando in misura corposa le assunzioni con contratto a tempo indeterminato.

Le ipotesi in campo per il taglio del cuneo fiscale e contributivo sono tre:

  • un taglio di un punto all’anno per 5 anni su tutti i lavoratori dipendenti;
  • un taglio di quattro punti nel caso di assunzioni a tempo indeterminato;
  • l’esonero per i datori di lavoro dal versamento del contributo Naspi dell’1,61% e del contributo del 2,75% per la disoccupazione agricola sui contratti a tempo indeterminato.

Non da meno è l’ipotesi che venga estesa la platea dei beneficiari del bonus Renzi. Spazi di manovra che sono però stretti, tenuto conto che il rischio di aumento IVA incombe e che sono 23 i miliardi di euro già ipotecati per la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia nel 2020.

La Legge di Bilancio 2020 sarà quindi soltanto un punto di partenza: l’operazione taglio del cuneo sarà spalmata su più anni, bilanciando “esigenze di cassa” con richieste di professionisti ed imprese.

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