Bonus casa 2018: le agevolazioni per comprare, ristrutturare e affittare

Bonus casa 2018: tutte le agevolazioni previste per chi vuole comprare, ristrutturare o affittare la propria casa tra conferme e novità.

Bonus casa 2018: le agevolazioni per comprare, ristrutturare e affittare

Bonus casa: anche il 2018 è un anno di importanti agevolazioni per comprare, affittare, ristrutturare o aumentare le prestazioni energetiche della propria abitazione.

L’elenco completo dei bonus per la casa in vigore dal 1° gennaio 2018 comprende una variegata tipologia di interventi detraibili: si va dalle detrazioni per le ristrutturazioni, fino a quelle riconosciute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici o per ridurre gli sprechi di energia (l’agevolazione nota con il nome di Ecobonus).

Accanto agli incentivi più conosciuti, a partire dal 1° gennaio 2018 è stato introdotto il nuovo bonus verde, rivolto ai contribuenti che si prendono cura del verde privato anche all’interno di edifici condominiali.

Il Fisco, tuttavia, non è amico soltanto di chi vuole migliorare l’aspetto della propria abitazione ma anche di chi decide di comprare la prima casa o di affittare: dal Fondo di garanzia per richiedere il mutuo, alle agevolazioni sulle imposte per acquistare l’abitazione principale fino alla possibilità di optare per la tassazione a cedolare secca sugli immobili dati in affitto.

Per illustrare tutte le agevolazioni e detrazioni previste, e per convincere i contribuenti che la casa, in Italia, conviene ancora, il MEF ha pubblicato una guida con tutti i bonus previsti nel 2018. Vediamoli di seguito.

Dall’acquisto, alla ristrutturazione fino ad arrivare all’affitto della propria casa: vediamo cosa prevedono le diverse agevolazioni previste.

Bonus prima casa 2018: agevolazioni per comprare l’abitazione principale

Per chi intende comprare la prima casa, anche nel 2018, è prevista la possibilità di beneficiare della riduzione dell’imposta di registro o dell’IVA agevolata se si acquista rispettivamente da un privato o da un’impresa costruttrice.

Il bonus prima casa 2018 prevede:

  • se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione IVA:
    • imposta di registro al 2% (anziché al 9%);
    • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
    • imposta catastale fissa di 50 euro.
  • se si acquista da un’impresa con vendita soggetta ad IVA:
    • IVA al 4% (anziché al 10%);
    • imposta di registro fissa di 200 euro;
    • imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
    • imposta catastale fissa di 200 euro.


Il bonus prima casa è rivolto a tutti i contribuenti che intendono comprare l’abitazione principale ed è riconosciuto anche quando, al momento dell’atto di acquisto, si possiede un’altra abitazione per la quale si è fruito della stessa agevolazione. Sarà necessario, in questo caso, vendere la vecchia abitazione entro un anno dal nuovo acquisto.

Fondo di garanzia mutuo prima casa 2018

Nonostante le agevolazioni fiscali previste, comprare casa ma soprattutto avere accesso ad un mutuo per la prima casa è ancora oggi difficile per molti, soprattutto per i giovani, caratterizzati da contratti di lavoro spesso a tempo determinato.

Il Fondo di garanzia per i mutui finalizzati all’acquisto della prima abitazione permette di far credito alle giovani coppie, ma anche alle famiglie in difficoltà e copre il 50% delle somme richieste per aprire il mutuo.

I beneficiari del Fondo di garanzia mutuo prima casa 2018, ovvero coloro che possono accedere all’agevolazione sono:

  • giovani coppie: sposate o conviventi ma in cui almeno uno dei due componenti abbia un’età inferiore ai 35 anni;
  • nuclei familiari con un solo genitore: non coniugato, separato, divorziato o vedovo con almeno un figlio minorenne a carico;
  • lavoratori under 35 con contratti di lavoro atipici;
  • inquilini che vivono in alloggi di proprietà degli Istituti Autonomi Case Popolari.


L’accesso al Fondo statale è ammesso per mutui fino a 250 mila euro e, una volta accettata la pratica dalla parte della banca erogatrice, non verranno richieste ulteriori garanzie economiche e fideiussioni da parte di terzi.

Sospensione mutuo 2018

Hai richiesto un mutuo ma non riesci a pagare le rate?

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e l’ABI (Associazione bancaria italiana) con le Associazioni dei consumatori hanno promosso due strumenti complementari che permettono di sospendere per un tempo determinato il pagamento delle rate dei finanziamenti in situazioni di temporanea difficoltà economica:

  • il Fondo MEF di Solidarietà per i mutui prima casa;
  • l’Accordo ABI con le Associazioni dei consumatori (che riguarda la sospensione non solo dei mutui ipotecari ma anche del credito al consumo).

Con la sospensione del mutuo 2018 si potrà beneficiare della proroga fino a 18 mesi dell’intera rata del mutuo, fino a 250.000 euro, nei casi di improvvisa difficoltà economica (ISEE non superiore a 30.000 euro) dovuta al decesso di uno dei titolari, ad un grave infortunio/handicap o alla perdita di lavoro.


L’Accordo per il credito tra ABI e Associazioni dei consumatori permette invece la sospensione fino a 12 mesi della sola quota capitale per i mutui ipotecari sull’abitazione principale nei casi di sospensione del lavoro o riduzione temporanea dell’orario lavorativo.

Bonus ristrutturazioni 2018

Fino al 31 dicembre 2018 sarà possibile ristrutturare casa beneficiando della detrazione del 50% riconosciuta su un massimo di 96.000 euro di spesa.

Il bonus ristrutturazioni 2018 è riconosciuto per gli interventi di manutenzione straordinaria negli edifici privati ed esclusivamente per i condomini anche per i lavori di manutenzione ordinaria.

Ecco l’elenco delle spese ammesse al bonus ristrutturazioni:

  • interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di
    qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);
  • interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del
    compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, ecc..);
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;
  • interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • installazione corrimano.

Un’ampia categoria di lavori sia per migliorare l’aspetto estetico della propria casa che per intraprendere lavori volti a garantire sicurezza e risparmiare sui consumi di energia.

Bonus mobili 2018

Anche per chi acquista arredi e grandi elettrodomestici a partire dal 1° gennaio 2018 sarà possibile beneficiare della detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute.

Tra i primi requisiti per richiedere il bonus mobili 2018 resta l’aver effettuato lavori di ristrutturazione.

Per gli acquisti effettuati nel 2017, per i quali sarà necessario inserire i dati nella dichiarazione dei redditi 2018, sarà possibile fruire della detrazione fiscale solo se il lavoro di ristrutturazione è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2016.

Il bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di 10.000 euro per i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e che comprano mobili nuovi o elettrodomestici per arredare l’immobile ristrutturato.

In linea generale la detrazione fiscale spetta per l’acquisto di mobili od elettrodomestici nuovi di classe pari almeno alla A+ ovvero alla A per i forni.

Ecobonus 2018

Tra le detrazioni fiscali per chi effettua lavori in casa è stato confermato anche nel 2018 l’Ecobonus.

La detrazione Irpef o Ires riguarda le spese relative a interventi volti al risparmio energetico su immobili già esistenti. L’Ecobonus, in sostanza, ha come obiettivo quello di incentivare i cittadini a porre in essere interventi volti a ridurre gli sprechi di energia: un’opportunità importante anche per risparmiare sulle bollette.

Nel 2018 la detrazione Irpef arriverà fino all’85% nei casi di lavori volti anche a migliorare il rischio sismico dei condomini. Per gli edifici privati, invece, lo sconto fiscale sarà differenziato tra il 50% e il 65% sulla base dei lavori effettuati.

Nel caso in cui l’intervento sia effettuato su parti comuni condominiali che non comportino modifiche volte a ridurre il rischio sismico, l’importo di detrazione Irpef potrà variare dal 70% al 75%.

Nel caso in cui gli interventi e le spese di ristrutturazione per migliorare l’efficienza energetica interesseranno l’intero involucro dell’edificio, l’Ecobonus potrà salire al 70% (nel caso in cui i lavori incidano sul 25% della superficie complessiva del condominio), mentre sarà del 75% se la riqualificazione energetica sarà finalizzata al miglioramento e al risparmio sulla spesa energetica sia estiva che invernale

Un’importante agevolazione per chi vuole migliorare le prestazioni energetiche della propria casa.

A tal proposito, tuttavia, si segnala che la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto importanti modifiche alle percentuali di detrazione prevista. Per tutti i dettagli si rimanda alla guida all’Ecobonus 2018.

Bonus verde 2018

Tra le novità del pacchetto dei bonus casa 2018 si segnala l’introduzione, a partire dal 1° gennaio, della detrazione del 36% per chi effettua lavori di realizzazione, ristrutturazione, manutenzione ordinaria per:

  • aree verdi scoperte
  • giardini pensili;
  • pertinenze o recinzioni;
  • impianti di irrigazione;
  • pozzi.

Il bonus verde 2018 si rivolge a coloro che “possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi” i quali grazie al bonus verde possono detrarre il 36% delle spese sostenute per gli interventi suddetti, per un importo massimo di 5.000 euro annui.

Si tratta quindi di una detrazione fiscale simile a quella applicata con il bonus ristrutturazioni o mobili, solamente che questo riguarda il rifacimento di giardini e terrazzi.

Cedolare secca affitti 2018

Anche affittare casa conviene, grazie alla possibilità di optare per il regime di tassazione sostitutivo Irpef della cedolare secca 2018.

La cedolare secca è il regime fiscale opzionale con il quale i titolari di immobili concessi in locazione possono scegliere di tassare il reddito da locazione ad aliquota fissa del 21% o del 10%.

Si tratta di un regime fiscale alternativo alla tassazione Irpef dei redditi basata su aliquote e scaglioni: il calcolo delle imposte dovute per chi aderisce alla cedolare secca sugli affitti 2018 non verrà effettuato sul reddito complessivo ma in misura fissa esclusivamente sul reddito da locazione.

Inoltre, la cedolare secca comprende anche addizionali comunali e regionali, imposta di bollo e di registro.

La proroga della cedolare secca al 10% è una delle maggiori novità del 2018 perché secondo quanto previsto dal Decreto legge del 28 marzo 2014 n. 47 l’aliquota agevolata sarebbe dovuta passare al 15% a partire dal prossimo 1° gennaio.

Sono, quindi, due le aliquote previste dal regime della cedolare secca nel 2018:

  • cedolare secca al 21% per i contratti di locazione a canone libero;
  • cedolare secca al 10% per i contratti di locazione a canone concordato 3+2 stipulati in comuni con carenza di soluzioni abitative, densamente popolati, contratti transitori, contratti d’affitto a studenti universitari o in comuni colpiti da calamità naturali.

Come disposto dall’Agenzia delle Entrate la cedolare secca 10% si applica anche in favore dei contratti transitori stipulati nel 2018, non inferiori ad un mese e non superiori a 18 mesi.

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