Bond euro, perché i Titoli di Stato della Grecia piacciono più dei BTP

Laura Naka Antonelli

25 Giugno 2026 - 18:03

Titoli di Stato della Grecia considerati ancora più sicuri dei BTP. Stanislav Polezhaev, fondatore di Bondfish ed ex investment banker, ha spiegato il perché a Money.it.

Bond euro, perché i Titoli di Stato della Grecia piacciono più dei BTP

Il messaggio che arriva dal mercato dei bond sovrani dell’area euro è chiaro, ed è lo stesso anche da un bel po’ di tempo: i Titoli di Stato della Grecia vengono considerati tuttora più sicuri dei BTP.

La realtà dei fatti è rimasta così la stessa, anche a fronte della fiducia che gli investitori hanno dimostrato più volte di avere nei confronti della carta italiana, in questi ultimi anni. Entusiasmo che si è rispecchiato soprattutto nello spread BTP-Bund, crollato fino a 60 punti base, ai minimi dal 2028, prima dell’inizio della guerra USA-Iran.

Vero, però, come ha fatto notare a Money.it l’economista e Professore alla Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffè, che i rendimenti dei BTP - quelli da cui dipende davvero il costo di servizio del debito italiano - non sono poi scesi molto in questi anni del governo Meloni.

Tutt’altro. Leggi: Il grande inganno sui BTP svelato da Carnevale-Maffè. Perché lo spread ormai conta poco.

Rendimenti BTP considerati tuttora più rischiosi dei Titoli di Stato della Grecia

Questa verità è incisa nei numeri che ogni giorno arrivano dai mercati e che confermano come i rendimenti dei BTP decennali siano tuttora tra i più alti tra i principali Paesi dell’area euro.

Magra è la consolazione di averli visti scendere in queste ultime settimane di nuovo al secondo posto, dopo essere stati spodestati dal triste trono, per l’ennesima volta, dalla Francia.

I rendimenti dei BTP viaggiano infatti al 3,58%, rispetto al 3,63% degli OAT francesi.

Il valore dei rendimenti italiani rimane in ogni caso più alto di quello dei rendimenti dei Bonos spagnoli (3,33%), di quelli del Portogallo (3,23%) e della Grecia (3,53%); e il fatto che i Titoli di Stato di Atene continuino a essere considerati più sicuri rispetto ai BTP è sicuramente un rospo difficile da mandare giù in primis per il governo Meloni.

Bond euro, il punto di Stanislav Polezhaev (Bondfish)

Come si spiega questa dinamica?

Il ’caso’ dei BTP più rischiosi dei Titoli di debito greci è stato commentato da Stanislav Polezhaev, CFA, fondatore di Bondfish ed ex investment banker, già interpellato da Money.it sul tema degli investimenti opportuni da lanciare ora e, anche, su come dovrebbero muoversi i risparmiatori italiani, che continuano a puntare soprattutto sugli asset domestici, BTP inclusi.

Polezhaev ha presentato prima di tutto una panoramica del mercato dei Titoli di Stato dell’area euro, osservando che, “nel complesso, i rendimenti dell’Eurozona risultano oggi più interessanti rispetto all’inizio dell’anno” e aggiungendo che, “a nostro avviso, le obbligazioni denominate in euro appaiono più appetibili rispetto a quelle in dollari, nonostante i rendimenti dei Treasury siano più elevati”.

La ragione è nella “maggiore probabilità che la Federal Reserve continui ad alzare i tassi più della BCE ”.

Il fondatore di Bondfish ha avuto cura di indicare, tuttavia che, al momento, “non raccomandiamo di investire interamente nei bond con lunga duration ”, in quanto sono questi che appaiono più vulnerabili, in un contesto in cui “ci sono molti rischi, a causa della situazione geopolitica in Medio Oriente e della guerra tra la Russia e l’Ucraina ”.

Il punto, infatti, è che “una recrudescenza dei confllitti farebbe salire di nuovo i rendimenti, andando a colpire soprattutto chi ha investito nei bond a lunga duration”.

Bond euro: “i migliori sono di Grecia e Spagna”

Detto questo, esaminando il mercato dei Titoli di Stato dell’area euro, Polezhaev si è mostrato fiducioso nei confronti dei bond greci e spagnoli (Bonos), definendoli “migliori”.

Il motivo? “Entrambi i Paesi (Grecia e Spagna) hanno migliorato i conti pubblici, sono caratterizzati da governi ragionevolmente stabili, e non hanno bisogno di ricorrere a prestiti enormi”.

Riguardo al caso specifico della Grecia, “se è vero che il rapporto debito-PIL è molto alto, il 100% del debito è a tasso fisso grazie alle coperture (hedging) effettuate”.

Inoltre, secondo le istituzioni, proprio l’Italia si prepara a strappare alla Grecia il titolo di Paese con il rapporto debito-PIL più alto in Europa.

I fattori che rendono più appetibili i Titoli di Stato della Grecia. Cautela verso OAT e BTP

Altro fattore che blinda i Titoli di Stato di Atene è che “la durata media ponderata supera i 18 anni, mentre il costo medio degli interessi è pari soltanto all’ 1,3% ”.

I numeri citati trovano riscontro nei report ufficiali della PDMA (Public Debt Management Agency), l’agenzia governativa greca, da cui emerge come la strategia di gestione del debito pubblico di Atene preveda l’uso di derivati finanziari (principalmente interest rate swaps) per bloccare il tasso di interesse, e come il 100% del portafoglio del debito greco sia a tasso fisso: una mossa che protegge interamente le casse dello Stato dall’impatto dei rialzi dei tassi della BCE.

Bondfish non è invece positiva sugli OAT francesi e sui BTP, come ha ribadito il suo fondatore:

“Manteniamo invece una posizione più cauta sui titoli francesi, alla luce delle tensioni e dell’incertezza politica legate alle elezioni presidenziali francesi del 2027. Anche i BTP italiani e lo spread BTP-Bund non appaiono particolarmente attraenti in questa fase. Lo spread si è recentemente ristretto fino a circa 70 punti base, lasciando poco margine per ulteriori miglioramenti. Inoltre, l’Italia dovrà affrontare una legge di bilancio 2027 complessa, a causa dell’aumento delle spese per la difesa e della conclusione dell’importante programma di finanziamenti europei (PNRR), elementi che potrebbero tornare a preoccupare i mercati nella seconda parte dell’anno”.

Gli altri motivi per cui gli investitori premiano più la Grecia che l’Italia

Stanislav Polezhaev ha presentato poi tutti gli altri motivi per cui i Titoli di Stato di Atene meritano di essere considerati più appetibili e interessanti rispetto ai BTP:

Tra questi, il “rischio inferiore che i bond greci sottoperformino il mercato nel breve termine, visto che si prevedono per la Grecia una forte crescita e un fabbisogno di finanziamento limitato”.

La fiducia più alta riconosciuta ai bond ellenici è spiegata anche con la solidà del “ PIL della Grecia, che sta salendo al ritmo del 2% su base annua, mentre le agenzie di rating prevedono per l’Italia una crescita del PIL che si attesterà tra lo 0,5% e lo 0,8% circa nel 2026 e nel 2027”.

Polezhaev ha osservato inoltre che elementi come la politica fiscale, gli sviluppi politici e la gestione del debito abbiano un’importanza anche superiore rispetto a quella del PIL, nel determinare l’andamento degli spread tra i rendimenti dei bond.

E, a tal proposito, la Grecia si conferma un’economia “ trainata dagli investimenti, che sta recuperando terreno da un punto di partenza profondamente depresso”.

Basti pensare che il suo “rapporto tra gli investimenti e il PIL è cresciuto in modo sostenuto dall’11% circa al 16%, grazie ai fondi UE, al turismo, e alla ripresa del mercato del lavoro. L’Italia fa fronte invece a una produttività debole, all’invecchiamento demografico e a una crescita potenziale strutturalmente bassa e ha bisogno di più riforrme per ribaltare questo trend”.

Tutti aspetti che il mercato non può non prendere in considerazione: d’altronde, gli investitori tendono a guardare soprattutto alla traiettoria del rapporto debito-PIL. E quello dell’Italia ora è atteso superare anche quello della Grecia, a conferma di come Atene sia riuscita a percorrere in modo serio il sentiero - di certo non concluso - del risanamento delle casse dello Stato, più di quanto abbia fatto l’Italia di Meloni.