Rottamazione ter bollo auto non pagato: nuova pace fiscale nel Decreto Crescita

Nuova sanatoria bollo auto, novità per la rottamazione ter nel Decreto Crescita: addio a sanzioni e interessi per le imposte locali non pagate.

Rottamazione ter bollo auto non pagato: nuova pace fiscale nel Decreto Crescita

Nuova rottamazione per chi non ha pagato bollo auto (e altre imposte locali) tra il 2000 e il 2017; il Decreto Crescita, in fase di approvazione dal Consiglio dei Ministri, prevede infatti una nuova sanatoria che riguarda le entrate degli enti locali, nelle quali sono comprese - oltre al bollo auto - multe e sanzioni per Tari o Imu non pagate.

Dopo quanto fatto con la pace fiscale, quindi, il Governo tende nuovamente la mano a quei contribuenti che non hanno pagato alcune delle tasse locali negli ultimi 17 anni, con gli importi dovuti che nel frattempo sono saliti verticalmente per l’applicazione delle sanzioni.

È bene sottolineare però che la nuova rottamazione ter per bollo auto non pagato riguarda solamente il 60% dei Comuni, ossia quelli che non hanno affidato la raccolta delle proprie entrate ad Equitalia. C’è un’ulteriore precisazione da fare: con la rottamazione non viene annullato l’intero debito, ma solamente le sanzioni e gli interessi. Il debitore, quindi, dovrà comunque saldare l’importo originario del debito maturato.

Nuova sanatoria bollo auto e imposte locali: come funziona

Dopo le rottamazioni e i condoni previsti dalla pace fiscale contenuta nel Decreto Fiscale allegato alla Legge di Bilancio 2019, nel Decreto Crescita è prevista una nuova sanatoria riguardante esclusivamente le imposte locali quali bollo auto, multe per le infrazioni del Codice della Strada, Imu, Irap, Tasi, Tari, Tosap e Cosap.

Come anticipato, queste nuove disposizioni si applicano solamente nei confronti di quei soggetti debitori verso i Comuni che non hanno affidato la raccolta delle entrate ad Equitalia; si parla di circa 5.000 città, il 60% del totale. La sanatoria, quindi, riguarda quei Comuni che per la riscossione delle imposte si sono valsi di mezzi propri e di concessionari privati, i quali presto potrebbero essere autorizzati dalla legge nazionale alla previsione di una sanatoria.

La rottamazione però non è automatica dal momento che sono i singoli Comuni a decidere se aderire; ogni decisione in merito deve arrivare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Crescita. Sarà sempre il Comune a decidere - tramite una delibera del Consiglio comunale - quali imposte sono comprese nella sanatoria e come fare per aderirvi.

Ricordiamo che a differenza dello stralcio delle mini-cartelle previsto dal Decreto Fiscale, con la nuova rottamazione del Decreto Crescita non viene annullato il debito per il tributo non pagato, ma solamente le relative sanzioni e interessi (quindi l’importo originario del bollo auto non pagato deve essere comunque saldato).

Bollo non pagato: lo stralcio delle mini-cartelle

La sanatoria per bollo auto e imposte locali non pagate segue allo stralcio delle mini-cartelle previsto dal Decreto Fiscale.

Nel dettaglio, come stabilito dall’articolo 2 del Decreto Fiscale il Governo ha disposto lo stralcio dei debiti - fino ad un importo di 1.000€ - affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010.

Tra i debiti compresi condono ci sono anche quelli riferiti al mancato pagamento della tassa di circolazione, purché la cartella esattoriale faccia riferimento al periodo compreso tra il 2000 e il 2010.

Per chi non ha pagato la tassa automobilistica per il periodo successivo al 2010, quindi, niente sanatoria. Questa sanatoria per il bollo auto è differente però dalla rottamazione ter; in quest’ultimo caso, infatti, l’automobilista può saldare i debiti pregressi per il mancato pagamento del bollo al netto di sanzioni e interessi.

Con la pace fiscale scattata nel 2019, invece, chi non ha pagato il bollo auto - qualora il debito pregresso sia inferiore ai 1.000€ - non ha dovuto far nulla per saldare quanto dovuto; la cartella di pagamento, infatti, è stata definitivamente stralciata e l’automobilista è stato così “perdonato”.

Ma cosa succede a coloro che prima dell’entrata in vigore del Decreto Fiscale hanno cominciato a pagare quanto dovuto per i bolli auto pregressi? A tal proposito il testo del decreto precisa che le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto non rientrano nella sanatoria del bollo auto, quindi si considerano come “definitivamente acquisite”.

Coloro che invece non essendo a conoscenza di quanto stabilito dal decreto hanno pagato le somme indicate nella cartelle successivamente alla data di entrata in vigore del provvedimento, otterranno un rimborso. In realtà questo avverrà solo nel caso in cui non siano presenti delle rate “da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento”.

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