Bollo auto non pagato: sanzioni e rischi

Chi non paga il bollo auto entro la scadenza rischia una sanzione che va dallo 0,1% al 30% dell’importo dovuto. Inoltre, per i casi più gravi, si applicano delle sanzioni sul veicolo: il fermo amministrativo e la radiazione dal PRA.

Bollo auto non pagato: sanzioni e rischi

Bollo auto non pagato? Alcuni debiti sono annullati per effetto della pace fiscale, altri sono stati evitati grazie alla proroga della data di scadenza per l’emergenza coronavirus (in alcune Regioni il termine ultimo per pagare è il 30 giugno, in altre ci sarà tempo fino al 31 luglio).

In vista della prossima scadenza, è bene fare chiarezza su cosa succede se non si paga il bollo auto entro i termini previsti. Oltre a una sanzione economica chi non paga il tributo annuale può incorrere infatti nel fermo amministrativo del mezzo e nella radiazione dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Tutte le cose da sapere.

Bollo auto non pagato: cosa si rischia

Il bollo auto e moto è l’imposta regionale che deve essere pagata una volta all’anno da chi possiede un mezzo a motore immatricolato. L’importo del bollo dipende dalla potenza e dall’impatto ambientale del veicolo e varia a seconda della Regione di residenza. Per sapere a quanto ammonta e quando scade il bollo auto potete far riferimento all’ultima ricevuta di pagamento o andare sul sito dell’ACI.

Il bollo auto è una tassa e in quanto tale è prevista una sanzione per chi non la paga, a seconda della gravità dell’evasione fiscale.

La multa da pagare in caso di bollo auto evaso varia in base ai mesi di ritardo del pagamento. Nel dettaglio, la sanzione è pari al 30% in più rispetto all’importo originario più gli interessi. Tuttavia se il pagamento avviene entro un anno dalla data di scadenza, si applica il cosiddetto ravvedimento operoso e la cifra da pagare è ridotta. Di seguito la tabella con le sanzioni comminate all’importo del bollo a seconda del ritardo del pagamento.

Entro 14 giorni dalla data di scadenza 0,1% in più su ogni giorno di ritardo
Dal 15° al 30° giorno 1/10 in più
Dal 30° al 90° giorno 1,67% in più
Dal 90° giorno ad un anno 3,75% in più
Dopo un anno 30% dell’imposta evasa, più un interesse dello 0,5% per ogni semestre di ritardo

Fermo amministrativo e radiazione dal PRA

Il fermo amministrativo scatta quando il contribuente continua a non pagare la tassa dovuta nei successivi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale da parte dell’Agente di Riscossione. Con il fermo amministrativo, notificato con un preavviso di 30 giorni, l’auto è sottoposta al divieto di circolazione; chi non rispetta questo divieto commette reato.

Quando il bollo auto non si paga da più di 3 anni, invece, c’è la radiazione dal PRA. L’auto quindi non potrà più circolare e per tornare a farlo bisognerà procedere con una nuova immatricolazione (più al saldo dei bolli non pagati).

È bene specificare che la radiazione del PRA non comporta la sospensione del pagamento, poiché il bollo dovrà essere pagato anche per i periodi successivi.

E per i casi più gravi è possibile anche il pignoramento del conto corrente (ma non dello stipendio e della casa) per un importo superiore al triplo dell’assegno sociale, quindi pari a 1.344,32€.

Infine bisogna ricordare che il termine di prescrizione è triennale. Ciò significa che se l’amministrazione finanziaria non contesta nulla nei successivi 3 anni rispetto a quello in cui si sarebbe dovuto provvedere al pagamento, allora non potrà più essere preteso nulla dal contribuente.

Lo stesso accade se l’avviso di accertamento, notificato nei termini, non è seguito da alcun altro atto interruttivo per i 3 anni successivi al 61° giorno dalla notifica.

Chi deve pagare il bollo auto

Il bollo auto va pagato da tutti coloro che risultano essere proprietari di un veicolo. Essendo una tassa di proprietà, va pagato sia nel caso in cui si utilizza frequentemente il mezzo sia se questo resta fermo nel garage.

Viene pagato una volta l’anno entro il mese successivo alla scadenza indicata nell’ultima ricevuta di pagamento.

In caso di auto nuova invece il pagamento va fatto entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione ad eccezione dei veicoli immatricolati negli ultimi dieci giorni del mese per i quali il pagamento viene posticipato alla fine del mese seguente.

Quando si acquista un’auto usata entro la scadenza, l’obbligo di pagare il bollo si trasferisce automaticamente al nuovo proprietario. È dovere del vecchio proprietario pagare eventuali bolli scaduti prima della data di vendita del mezzo.

In caso di veicolo con contratto di leasing, usufrutto o acquisto con patto di riservato dominio, devono effettuare il pagamento della tassa automobilistica coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano essere rispettivamente utilizzatori, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio del veicolo al PRA.

Quando si annulla il debito

Il saldo e stralcio cartelle per il bollo auto, già previsto dal Decreto fiscale 2019, è stato confermato dall’ordinanza n. 29653 del 14/11/2019 della Corte di Cassazione. La sanatoria che cancella i debiti dal 2000 al 2010 inferiori a 1.000 euro comprende anche la tassa automobilistica.

In riferimento specifico al bollo auto, quindi, vengono cancellati dal Fisco tutti i debiti di importo residuo fino a mille euro comprensivi di capitale, interessi e sanzioni, contratti tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.

La sanatoria fa riferimento “ai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione”, a prescindere dalla data di emissione della cartella di pagamento o dell’ingiunzione di pagamento. Ma se un automobilista non ha pagato il bollo nel 2009 e il suo debito è stato iscritto nel 2011, non potrà avere diritto allo stralcio delle cartelle automaticamente, ma dovrà scendere a patti con il Fisco.

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