Addio bollo auto per queste auto, ecco come puoi smettere di pagarlo

Ilena D’Errico

15 Febbraio 2026 - 22:36

Con la nuova legge in vigore milioni di italiani possono dire addio al bollo auto, ma solo su questi veicoli.

Addio bollo auto per queste auto, ecco come puoi smettere di pagarlo

In Italia chi possiede un veicolo deve pagare il bollo, indipendentemente dall’uso del mezzo o dal titolo per cui ne ha il possesso. Tra i contribuenti chiamati a corrispondere questa tassa ce ne sono almeno 4 milioni che non hanno alcun modo di circolare con le auto. Una stortura dovuta al fermo amministrativo gravante sul altrettante automobili, che impedisce ai proprietari di utilizzarle ma anche di rottamarle e radiarle dai registri pubblici. La soluzione sarebbe quella di risolvere la questione del fermo, normalmente pagando il debito, per poi gestire il veicolo liberamente.

Nei fatti questa strada è spesso poco appetibile, tant’è che i veicoli abbandonati affollano strade e parcheggi ostacolando la circolazione e il decoro urbano. Queste automobili si degradano progressivamente, ma non differiscono ai livelli amministrativi da qualsiasi altro mezzo circolante. Ecco perché le Regioni continuano a riscuotere il bollo, senza contare la questione assicurativa. Dal 2024 grazie a due circolari del ministero dell’Interno per i veicoli sottoposti al fermo amministrativo è ammessa la deroga dalla copertura Rc, proprio perché non dovrebbero circolare e dovrebbero essere custoditi adeguatamente.

Nella realtà, poi, questi veicoli abbandonati sono esposti a furto e incidenti e di fatto quando si trovano in strada pubblica o aperta al pubblico dovrebbero avere la polizza. Ma sta cambiando qualcosa anche per quanto riguarda il bollo, in una soluzione di compromesso tra le esigenze della Pubblica amministrazione e della cittadinanza.

Bollo auto con fermo amministrativo

Il bollo auto è una tassa regionale, perciò dipende dalle specifiche disposizioni dell’ente locale. La Corte Costituzionale ha in passato legittimato le disposizioni che impongono ai contribuenti di pagare il bollo sui veicoli sottoposti a fermo. Non esiste, inoltre, alcun obbligo di avvisare i cittadini se il pagamento non è dovuto. Il rimborso di tasse pagate è possibile soltanto se richiesto entro i termini di prescrizione, ammesso che la Regione di riferimento preveda un’eccezione in caso di fermo amministrativo e che il contribuente lo scopra per tempo.

In ogni caso, accade che i cittadini continuino a pagare (o ad accumulare debiti altrimenti) per il bollo su auto con fermo amministrativo, senza possibilità di utilizzarle o liberarsene. In generale, infatti, non è possibile rottamare un veicolo sottoposto al fermo a meno che non abbia danni tali da azzerarne completamente il valore commerciale. In questo caso la Pubblica amministrazione non ne troverebbe alcun beneficio, pertanto è possibile rottamare il mezzo previa la richiesta al Pra e di seguito radiarlo dai pubblici registri. Di norma, poi, la radiazione non è mai ammessa sulle auto sottoposte a fermo amministrativo, nemmeno per l’esportazione all’estero (a differenza di quanto accade con pignoramenti o sequestri, in cui fa la differenza il consenso dell’autorità o del creditore). La conseguenza è che bisogna continuare a pagare il bollo nella stragrande maggioranza dei casi, ma ora è cambiato tutto.

Addio al bollo per queste auto

La legge n. 14/2026 trova una risoluzione al problema del bollo per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo. Adesso i proprietari di questi veicoli, come pure gli enti locali, possono chiedere la rottamazione e la radiazione dei mezzi sottoposti a fermo. Così, non dovranno più corrispondere il bollo auto ed eventualmente pagare l’assicurazione, mentre i Comuni riusciranno a sgomberare lo spazio pubblico in maniera più agevole.

Ovviamente, non si tratta di un regalo. Il debito con la Pubblica amministrazione rimane e non viene cancellato, oltretutto chi opta per questa strada perde anche il diritto a incentivi pubblici e agevolazioni per l’acquisto di nuovi mezzi. L’Italia compie così un passo avanti fondamentale anche per la tutela dell’ambiente e della sicurezza, considerando che i veicoli abbandonati sono altamente inquinanti e pericolosi, senza considerare il danno economico provocato da traffici illeciti e sgomberi.

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