Rottamazione ter anche per multe, bollo e tasse sulla casa: le novità del DL Crescita

Rottamazione ter anche per multe, bollo e tasse sulla casa, con la possibilità per Comuni e Regioni di estendere la pace fiscale anche ai tributi di propria competenza. Le novità nel Decreto Crescita che apre ad una nuova pace fiscale locale.

Rottamazione ter anche per multe, bollo e tasse sulla casa: le novità del DL Crescita

Rottamazione ter anche per multe, bollo auto così come per le ingiunzioni e cartelle di pagamento relative ad Imu, Tasi e Tari.

Sono questi alcuni dei tributi locali che rientreranno nel capitolo della pace fiscale, ulteriormente estesa per effetto delle novità contenute nel Decreto Crescita.

Stando all’attuale versione del testo del provvedimento (atteso in Consiglio dei Ministri il 4 aprile 2019) entro il termine di 60 giorni Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane dovranno decidere se aderire o meno alla rottamazione ter delle cartelle, con la conseguenza che sarà presumibilmente nel mese di giugno che si saprà chi avrà diritto a presentare domanda.

Il tutto sempre tenendo a mente che ancora non si tratta di novità ufficiali e che sul tema complesso della pace fiscale, il “condono” targato Lega-M5S, di passi indietro e di modifiche in corsa ce ne sono stati diversi.

Rottamazione ter anche per multe, bollo e tasse sulla casa: le novità del DL Crescita

È con l’ennesima novità che riguarda il complesso disegno della pace fiscale che il Governo punta a risolvere una delle criticità riscontrate da molti contribuenti negli ultimi mesi.

La rottamazione ter “nazionale”, che consente di chiudere i conti con il Fisco pagando il debito maturato senza sanzioni ed interessi, non si applica a tutti quei ruoli la cui riscossione non rientra tra le competenze dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, con la conseguenza che molte cartelle, relative al periodo compreso tra il 2000 ed il 2017, sono rimaste fuori dalla procedura di chiusura agevolata dei ruoli pregressi.

A farla da padrone sono i debiti relativi alle tasse automobilistiche, multe stradali ma non solo. Un numero consistente di cartelle ed ingiunzioni di pagamento di competenza degli enti locali riguarda anche l’ex ICI, ora IMU, e le altre tasse collegate alla casa, TASI e TARI.

Sono questi i debiti per i quali sarà possibile aderire alla rottamazione ter delle cartelle locali, pagando la quota capitale del ruolo senza sanzioni. Non si tratta di un vero e proprio condono, in quanto per “fare pace fiscale” bisognerà versare interamente l’importo della tassa non pagata a tempo debito.

La novità contenuta nel Decreto Crescita lascia agli enti locali la possibilità di stabilire le regole in merito all’accesso alla rottamazione ter e al pagamento dell’importo dovuto, al netto di sanzioni ed interessi. L’unica scadenza fissata è quella finale: il termine ultimo per pagare non potrà superare il 30 settembre 2021.

Rottamazione ter per bollo, multe e tasse sulla casa: come sarà la pace fiscale locale

Ancora non è possibile definire chiaramente quelle che saranno le regole per l’accesso alla pace fiscale dei tributi locali, in quanto l’ultima parola spetterà per l’appunto al singolo Ente territoriale.

Sarà la singola delibera della Regione, del Comune o della Provincia e Città metropolitana a stabilire il numero delle rate e le relative scadenze e le modalità per presentare domanda di rottamazione delle cartelle.

Tuttavia il testo del Decreto Crescita, nella bozza datata 2 aprile 2019, fissa alcuni principi cardine:

  • la scadenza per il pagamento delle rate non potrà andare oltre il 30 settembre 2021;
  • a seguito della presentazione della domanda saranno sospesi i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme indicate nella richiesta di rottamazione;
  • in caso di mancato, tardivo o insufficiente versamento dell’unica rata o di una sola delle rate previste, la rottamazione delle cartelle decade e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza. I versamenti effettuati saranno considerati come acconto dell’importo complessivo dovuto.

Bisognerà ora attendere l’ok definitivo al testo del Decreto Crescita. Il via libera del Governo è previsto nel corso del Consiglio dei Ministri in programma il 4 aprile 2019, a scanso di ulteriori rinvii.

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