Blocco licenziamenti: proroga nel decreto Ristori. Cosa succede dopo?

Blocco licenziamenti: confermata la proroga fino al 31 gennaio 2021 con il decreto Ristori perché la misura è legata alla cassa integrazione. Ma dopo cosa succede? Ieri l’incontro del governo con i sindacati per discutere la questione, ma senza esito.

Blocco licenziamenti: proroga nel decreto Ristori. Cosa succede dopo?

Blocco licenziamenti: proroga con il decreto Ristori fino al 31 gennaio 2021 che va di pari passo alle 6 settimane di cassa integrazione.

Il decreto Ristori è in vigore da oggi 29 ottobre dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La misura del blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo è stata da sempre legata alla cassa integrazione pertanto con il nuovo decreto Ristori viene estesa fino alla fine di quello che è a oggi il termine dello stato di emergenza.

Il dopo è il punto incerto, motivo di scontro tra governo e sindacati e che vede l’opposizione di Confindustria alla misura.

Un incontro tra governo e sindacati per definire quello che succederà dal 2021, a questo punto dal 1° febbraio, si è tenuto nella serata di ieri senza tuttavia che le parti abbiano raggiunto un accordo.

Blocco licenziamenti: proroga nel decreto Ristori fino al 31 gennaio

Il blocco dei licenziamenti ottiene la proroga con il decreto Ristori andando di pari passo con la cassa integrazione e arrivando fino al 31 gennaio 2021.

Insieme al blocco dei licenziamenti e alla cassa integrazione con il decreto Ristori vengono introdotti anche bonus Covid, contributi a fondo perduto e due ulteriori mensilità del REM.

Le aziende che accedono alla cassa integrazione quindi non potranno licenziare fino al 31 gennaio per motivazioni economiche; quelle che rinunceranno alla proroga della CIG otterranno 4 settimane di esonero contributivo sempre fino al 31 gennaio 2021 alla stregua dei 4 mesi previsti dal decreto Agosto.

Il blocco dei licenziamenti al momento sembra seguire un doppio binario, un percorso che per la cassa integrazione è stato già tracciato. Se la seconda verrà prorogata sicuramente con la legge di Bilancio, il governo sta ancora valutando per la prima e ne discuterà ancora con i sindacati e Confindustria.

Intanto nel decreto Ristori si legge chiaramente all’articolo 12 comma 9 che:

“Fino al 31 gennaio 2021 resta precluso l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e restano altresì sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto.”

Il blocco dei licenziamenti segue pertanto le stesse regole già previste con le disposizioni precedenti e anche con la nuova proroga si stabilisce che questa non trova applicazione nei seguenti casi:

  • imprese che hanno cessato l’attività;
  • imprese dichiarate fallite quando non sia previsto l’esercizio provvisorio;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo.

Proroga blocco licenziamenti nel decreto Ristori: e dopo?

Il decreto Ristori dà una scadenza al blocco dei licenziamenti che arriverà a fine gennaio ed è quindi sul dopo che ci sono dubbi, interrogativi, e che si deve valutare una possibile proroga o meno.

Nella giornata di ieri si è tenuto, come abbiamo anticipato, l’incontro tra governo e i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Landini, Furlan e Bombardieri.

Nell’incontro non si è giunti a un accordo perché i sindacati spingono per una proroga che segua le 18 settimane di cassa integrazione e che arrivi almeno fino a marzo. Abbiamo infatti detto che la cassa integrazione sarà ancora prorogata con la Legge di Bilancio 2021.

Si legge nel comunicato rilasciato dai sindacati dopo l’incontro di ieri:

“Dopo cinque ore di confronto, ieri sera, il Governo ha confermato le 18 settimane di Cassa Covid e la disponibilità a prevedere un prolungamento del blocco dei licenziamenti anche dopo la scadenza del 31 gennaio. La proposta del sindacato è quella di prolungare il blocco dei licenziamenti fino alla scadenza delle 18 settimane di cassa Covid. Il Governo si è riservato di fare una verifica nelle prossime ore ascoltando le associazioni imprenditoriali.”

Il governo non esclude quindi che si possa procedere con un’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti dopo il termine fissato dal decreto Ristori e che arriverebbe eventualmente con lo slittamento dello stato di emergenza oltre il 31 gennaio.

Nel caso in cui non venisse prolungato lo stato di emergenza allora il governo potrebbe optare per un blocco dei licenziamenti concesso solo alle imprese che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% e che hanno diritto alla CIG gratuita.

Intanto il governo si prepara a incontrare Confindustria mentre i sindacati sono attesi nuovamente per venerdì alle 17.00. Il blocco dei licenziamenti diventa pertanto ancora una volta una delle questioni più difficili da risolvere.

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