Cassa integrazione: sì alla proroga 2021 anche per il blocco dei licenziamenti, ma è scontro sulla durata

Cassa integrazione: verrà prorogata nel 2021 e con essa anche il blocco dei licenziamenti. Su questo ultimo punto tuttavia si consuma lo scontro tra sindacati e governo e in particolare sulla durata della misura. A rischio un milione di lavoratori.

Cassa integrazione: sì alla proroga 2021 anche per il blocco dei licenziamenti, ma è scontro sulla durata

Cassa integrazione: arriva la proroga nel 2021, anche per il blocco dei licenziamenti, ma lo scontro tra sindacati e governo si consuma sulla durata, specie per quanto concerne la seconda misura.

Il premier Conte nella sua informativa alla Camera ha ricordato i 5 miliardi in Legge di Bilancio per la proroga della Cassa integrazione al 2021 laddove un decreto a parte dovrebbe essere varato a novembre per coprire le settimane restanti fino al 31 dicembre per le aziende che a breve termineranno la proroga del decreto Agosto.

A breve dovrebbe arrivare anche un decreto per estendere il blocco dei licenziamenti fino all 31 gennaio 2021, fino alla fine dello stato di emergenza dunque.

L’incontro di ieri tra governo e sindacati lascia scontenti i secondi proprio sul nodo del blocco dei licenziamenti. I sindacati più rappresentativi che hanno partecipato alla trattativa chiedono che il blocco dei licenziamenti, al pari di quanto accaduto fino a oggi, anche nel 2021 vada di pari passo con la cassa integrazione.

Cassa integrazione e blocco licenziamenti: proroga 2021

Per la cassa integrazione, come anche per il blocco dei licenziamenti sembra che ci sarà una proroga nel 2021. D’altronde i 5 miliardi in Legge di Bilancio servono proprio per la cassa integrazione.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo che hanno incontrato i sindacati hanno espresso la volontà di proroga della cassa integrazione per ulteriori 18 settimane che sarebbero utilizzabili fino al prossimo mese di giugno.

Per quanto concerne invece i licenziamenti si prospetta, al pari della CIG fino alla fine del 2020, un decreto per prevederne la proroga fino al 31 gennaio 2021 quando, a oggi, dovrebbe terminare lo stato di emergenza.

Salta invece l’ipotesi della tassa per i licenziamenti individuali che le aziende, secondo una prima ipotesi, avrebbero dovuto pagare e che sarebbe finita in un fondo per le politiche attive di reinserimento nel mercato del lavoro.

I sindacati tuttavia, proprio per il blocco dei licenziamenti, chiedono una proroga ulteriore.

Scontro sindacati-governo

I sindacati non sono d’accordo su una proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio 2021, ma chiedono che questa vada di pari passo con la cassa integrazione o comunque fino al 21 marzo del prossimo anno.

A sottolineare la necessità di stabilire questa data il segretario generale della CGIL Maurizio Landini mentre a chiedere che vada di pari passo con la cassa integrazione è la segretaria della CISL Annamaria Furlan. Pierpaolo Bombardieri invece della UIL prevede a breve una crisi sociale.

Il governo, nella persona di Catalfo e Gualtieri, allo stesso tempo teme che dopo la fine del blocco dei licenziamenti tutti i datori di lavoro in difficoltà finiscano per licenziare i propri dipendenti pertanto auspicano di trovare una soluzione intermedia in un tavolo congiunto sindacati e Confindustria. In particolare si penserebbe a un rafforzamento degli ammortizzatori sociali e ovviamente a politiche attive del lavoro per la ricollocazione dei lavoratori.

Confindustria dal canto suo ritiene che da troppo tempo va avanti il blocco dei licenziamenti. Il governo deciderà nelle prossime settimane con un decreto per la proroga della cassa integrazione cui il blocco dei licenziamenti è legato. A rischio, secondo la CGIL, ci sono un milione di posti di lavoro.

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