Blocco licenziamenti fino a fine emergenza? La proposta dei sindacati

Teresa Maddonni

11/02/2021

11/02/2021 - 10:42

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Il blocco dei licenziamenti deve arrivare fino alla fine dell’emergenza Covid e la proroga deve essere generalizzata. Questa è la proposta dei sindacati a Draghi insieme alla richiesta di riforma degli ammortizzatori sociali.

Blocco licenziamenti fino a fine emergenza? La proposta dei sindacati

Blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’emergenza Covid, è questa la proposta che i sindacati portano al nuovo governo Draghi che si prepara a prendere forma.

Nella giornata di ieri, terminato il secondo giro di consultazioni con i partiti, l’incaricato premier Mario Draghi ha incontrato le parti sociali, Confindustria e altri rappresentanti delle imprese e i segretari generali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

I sindacati hanno chiesto una proroga del blocco dei licenziamenti, che scade il 31 marzo 2021, che sia generalizzata, punto quest’ultimo di disaccordo con Confindustria.

I sindacati chiedono anche la cassa integrazione Covid, la cui proroga dovrebbe entrare nel Ristori 5 che passerebbe nelle mani del nuovo esecutivo.

Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, è tornata a parlare della questione del blocco dei licenziamenti anche questa mattina ospite del programma di Rai 3 Agorà.

Vediamo nel dettaglio cosa dicono i sindacati e qual è quindi la loro proposta sul blocco dei licenziamenti.

Blocco dei licenziamenti: proroga fino a fine emergenza

Il blocco dei licenziamenti deve essere prorogato fino alla fine dell’emergenza Covid per tutti quei lavoratori che altrimenti si troverebbero in difficoltà.

A Draghi i sindacati hanno chiesto una proroga generalizzata e che pertanto non sia differenziata come la proposta al contrario avanzata da Confindustria. Tuttavia il presidente Carlo Bonomi, al termine delle consultazioni con Draghi, non si è sbilanciato molto sui dettagli del colloquio.

Furlan, il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri e il segretario della Cgil Maurizio Landini hanno espresso la loro posizione unitaria sul blocco dei licenziamenti generalizzato.

“Abbiamo centinaia di migliaia di posti di lavoro in meno, soprattutto donne e giovani. Per questo blocco dei licenziamenti e cassa Covid devono essere confermati. Non sine die, ma ci vogliono i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali.”

Queste le parole della segretaria Furlan. I sindacati hanno anche ricordato non solo la necessità della proroga del blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’emergenza, che non è detto sia il 30 aprile a questo punto, ma anche l’importanza di saper cogliere l’occasione unica dei 209 miliardi del Recovery Fund che possono e devono servire per rilanciare il Paese.

La prima ipotesi di blocco dei licenziamenti del decreto Ristori 5, ormai in stallo da settimane, prevederebbe una proroga in due tempi del blocco dei licenziamenti:

  • una generalizzata per tutti fino al 30 aprile 2021 (a oggi il termine dello stato di emergenza);
  • e una successiva solo per le aziende in difficoltà.

L’ipotesi di un blocco dei licenziamenti con proroga solo per le aziende in difficoltà, e per quelle imprese oggetto delle restrizioni di questi mesi imposte dal governo, è stata avanzata anche di Confindustria, ma i sindacati non ci stanno.

Blocco dei licenziamenti con la riforma degli ammortizzatori sociali

Il blocco dei licenziamenti, la sua proroga fino alla fine dell’emergenza Covid, secondo i sindacati deve andare di pari passo con la riforma degli ammortizzatori sociali, anzi è necessario.

Non solo ammortizzatori sociali, ma anche politiche attive del lavoro e sblocco dei cantieri per creare posti di lavoro. Su questi punti è tornata Annamaria Furlan ospite questa mattina di Agorà su Rai3:

“Abbiamo perso centinaia di migliaia di posti di lavoro. Abbiamo chiesto la proroga del blocco dei licenziamenti non all’infinito, ma quanto basta per creare, attraverso una riforma degli ammortizzatori sociali, una copertura ai lavoratori che non ce l’hanno. Io credo che fino a quando stiamo in emergenza sanitaria, siamo in un dramma sociale.”

E ha aggiunto:

“Nel mentre è necessaria la riforma degli ammortizzatori sociali e partire con le politiche attive del lavoro e investire.”

Proroga del blocco dei licenziamenti, riforma degli ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro devono andare di pari passo e non avvenire in tempi diversi, in modo tale da creare una copertura per tutti i lavoratori.

La segretaria ha concluso:

“Sbloccare i cantieri dà subito posti di lavoro. Abbiamo una grande sfida dobbiamo far ripartire la crescita, e l’occasione è il Recovery Plan.”

Anche gli italiani, stando al sondaggio presentato in trasmissione, sono per il 75% del campione d’accordo per una proroga del blocco dei licenziamenti, il che lo pone tra le sfide più grandi che il nuovo governo dovrà affrontare quanto prima.

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