BCE, Lagarde parla dopo primo rialzo tassi da 2023. Non solo accordo USA-Iran, i commenti sul contante e sull’euro digitale

Laura Naka Antonelli

15 Giugno 2026 - 10:46

Dopo il primo rialzo dei tassi dal 2023, Lagarde commenta l’intesa raggiunta tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma non solo. Le frasi su euro digitale e contante.

BCE, Lagarde parla dopo primo rialzo tassi da 2023. Non solo accordo USA-Iran, i commenti sul contante e sull’euro digitale

La Presidente della BCE Christine Lagarde torna a parlare, per la prima volta dopo il primo rialzo dei tassi che è stato annunciato la scorsa settimana.

Il commento di Lagarde su accordo USA-Iran. Ma occhio alle conseguenze

Lagarde ha commentato la notizia dell’intesa raggiunta tra gli Stati Uniti e l’Iran, afferrmando che “non possiamo che salutare positivamente le implicazioni che un accordo di pace avrebbe per lo Stretto di Hormuz”.

Detto questo, la numero uno della BCE ha ammesso che “abbiamo iniziato a osservare effetti di secondo impatto ”, e che “stiamo monitorando molto attentamente il settore dei servizi”.

Lagarde non si è fermata tuttavia qui visto che, in un discorso con cui ha inaugurato la conferenza “Money in transition: digitalisation and innovation in payments”, si è focalizzata su un’altra dipendenza che caratterizza l’Europa, oltre a quella dall’energia: quella dai circuiti internazionali delle carte di pagamento.

L’importanza dell’euro digitale per un’Europa dipendente dai circuiti di pagamento esteri

La numero uno dell’Eurotower ha ribadito di conseguenza l’importanza del contante e dell’euro digitale, così come ha fatto notare l’assenza in Europa di un circuito proprio di carte di pagamenti, che rende il Continente dipendente dall’estero anche in questo ambito, nello specifico da “reti che non possediamo”.

Per quanto non citate, il riferimento è stato ai colossi americani Visa e Mastercard, dai cui circuiti dipende la maggior parte dei pagamenti elettronici europei, quando invece l’euro digitale potrebbe essere finalmente la soluzione per far sì che l’Europa acquisisca autonomia in questa rete essenziale di servizi.

Così Lagarde:

L’unica forma di denaro pubblico che oggi possiamo detenere direttamente è il contante, il nostro diritto ultimo nei confronti della banca centrale e il nostro legame con essa. L’Eurosistema è impegnato a preservare il contante, con una nuova serie di banconote in euro in arrivo. Ma, man mano che sempre più aspetti della vita quotidiana si spostano online, gli europei rischiano di perdere completamente questo legame. L’euro digitale lo mantiene vivo: un euro emesso dalla BCE disponibile per tutti”.

Per Lagarde, l’euro digitale fa infatti più “che preservare ciò che già abbiamo”. È anche “un’opportunità per porre fine a una dipendenza con cui conviviamo da troppo tempo”.

Ne sono prova del nove alcuni numeri:

“L’Europa non dispone di un proprio circuito di carte di pagamento paneuropeo e gran parte dei pagamenti effettuati con carta si appoggia a reti che non possediamo. I circuiti internazionali rappresentano oltre il 60% dei pagamenti con carta e 13 dei 21 paesi dell’area euro non dispongono di un circuito nazionale”.

Lagarde parla di circolo vizioso per l’Europa

Un “circolo vizioso” in cui sono “intrappolati i sistemi europei”, dimostrato dal fatto che “nessun esercente adotta ciò che pochi clienti utilizzano e nessun cliente utilizza ciò che pochi esercenti accettano”.

L’euro digitale cambierebbe finalmente le cose, spezzando il circolo vizioso:

“Grazie al suo status di moneta a corso legale, dovrà essere accettato ovunque. Ciò fornirebbe finalmente all’Europa uno strumento di pagamento funzionante in tutta l’Unione. Inoltre, poiché i suoi standard tecnici sono aperti, qualsiasi fornitore potrà sviluppare servizi basati su di essi e operare in tutta Europa fin dall’inizio. Per la prima volta, gli operatori europei potrebbero competere ad armi pari”.

Lagarde affronta anche questione pagamenti transfrontalieri

Lagarde ha poi affrontato la questione dei pagamenti transfrontalieri, facendo notare che “inviare denaro all’estero è ancora lento e costoso, poiché le transazioni passano attraverso lunghe catene di banche corrispondenti”.

Questa situazione fa fronte alla diffusione sempre più marcata delle “stablecoin denominate in dollari statunitensi”, che “stanno cercando di colmare questa lacuna, promettendo trasferimenti più rapidi e spesso meno costosi rispetto al sistema attuale”.

Ma bisogna vedere “se questa promessa sarà mantenuta una volta considerati tutti i costi complessivi e quando gli standard di conformità saranno allineati a quelli dei fornitori regolamentati”.

Detto questo, “la lacuna esiste e la necessità di agire è evidente. Anche il G20 lo ha riconosciuto, ponendo i pagamenti transfrontalieri al centro della propria agenda di riforma”.

L’Eurosistema dal canto suo si sta muovendo: “collegando il nostro sistema di pagamenti istantanei, TIPS, ad altri sistemi, stiamo permettendo ai pagamenti europei di raggiungere il resto del mondo”.

Non per niente, “è attualmente in fase di realizzazione un collegamento con UPI dell’India, il più grande sistema di pagamenti istantanei al mondo, mentre le connessioni con la rete Nexus Global Payments nel Sud-Est asiatico e con il sistema SIC IP della Svizzera sono in una fase avanzata di analisi”.

Obiettivo, “consentire agli europei di trasferire denaro verso un numero crescente di paesi nel mondo in pochi secondi, utilizzando infrastrutture proprie”.

Non è mancato il monito:

“Il ruolo internazionale dell’euro è stato a lungo limitato dalla stessa frammentazione che ci penalizza a livello interno: mercati troppo poco profondi e infrastrutture troppo frammentate. Se riusciamo a mettere ordine nella nostra casa, la situazione può iniziare a cambiare. Un mercato profondo e integrato, fondato su una moneta pubblica affidabile, è la strada verso una valuta che il mondo vorrà utilizzare”.

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