Banche italiane, sell sulle azioni. I 3 dossier a cui guarda Piazza Affari, tra la battuta di Messina e il commento di Padoan

Laura Naka Antonelli

21/01/2026

Giornata no per le azioni delle banche italiane, tra le peggiori del Ftse Mib di Piazza Affari. In evidenza oltre ai commenti anche le dichiarazioni di Panetta (Bankitalia).

Banche italiane, sell sulle azioni. I 3 dossier a cui guarda Piazza Affari, tra la battuta di Messina e il commento di Padoan

Già nella sessione della vigilia, le azioni delle banche italiane più importanti scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari avevano chiuso in territorio negativo (con MPS che aveva comunque resistito) in una sessione in cui, a causa dell’escalation delle tensioni tra l’Europa e gli Stati Uniti di Trump sul destino della Groenlandia, a prevalere sull’azionario italiano e mondiale erano state le vendite.

Oggi si assiste al bis degli smobilizzi, in una seduta in cui a dominare sono di nuovo i sell, nel giorno del discorso del Presidente americano Donald Trump al World Economic Forum di Davos.

Azioni banche italiane in ribasso mentre sui dossier risiko arrivano i commenti di Messina e Padoan

I titoli bancari spiccano a Piazza Affari per la loro performance particolarmente negativa che, insieme a quella delle azioni Fincantieri, li rende tra i peggiori del Ftse Mib.

Gli investitori scaricano le azioni di Banca Popolare di Sondrio, BPER, BPM, UniCredit, MPS-Monte dei Paschi di Siena, Intesa SanPaolo e, in misura inferiore, Mediobanca, il cui destino rimane tuttora una incognita.

Tre sono i dossier che continuano a catalizzare l’attenzione del mercato, in vista di date chiave, mentre Fabio Panetta, governatore di Bankitalia, torna a parlare del settore bancario italiano, e una battuta sul risiko che ha visto MPS conquistare Mediobanca arriva dal numero uno di Intesa SanPaolo, Carlo Messina.

Occhio anche al commento di Pier Carlo Padoan, presidente di UniCredit su MPS: “I ritorni di fiamma sono pericolosi”, afferma l’ex ministro del Tesoro, commentano i recenti rumor relativi al riaccendersi di un interesse di Piazza Gae Aulenti nei confronti della banca senese.

Rumor che sono stati smontati sia dalla stessa UniCredit che da Delfin.

Banche italiane, 3 dossier sotto la lente di Piazza Affari e degli investitori

Procedendo per ordine, i 3 dossier sotto le lenti degli investitori e i trader sono i seguenti.

  • Il nuovo appunto contro UniCredit che è arrivato dalla CEO di Commerzbank, Bettina Orlopp.
  • La possibile apertura di Banco BPM ad assicurare una presenza più significativa dell’azionista di maggioranza Crédit Agricole nel proprio consiglio di amministrazione, in occasione del rinnovo del board.
  • L’attesa per l’esito del CDA di MPS, che si riunirà domani, giovedì 22 gennaio 2026, per affrontare da un lato il dossier della lista del CDA (anche il board di Monte dei Paschi di Siena si appresta infatti a essere rinnovato) e, dall’altro lato, questione che in questo momento sembra stare più a cuore agli azionisti e a Piazza Affari, il futuro di Mediobanca.

Dossier UniCredit, Commerzbank smonta ancora il sogno di Orcel

Per quanto riguarda il sogno del CEO di UniCredit Andrea Orcel di conquistare la seconda banca tedesca Commerzbank, a stroncarlo è stata di nuovo la numero uno della seconda banca tedesca, l’amministratice delegata Bettina Orloop.

Intervistata da Il Corriere della Sera, Orlopp ha definito UniCredit semplicemente “un investitore”, ribadendo tutta l’intenzione di portare avanti, a favore di Commerzbank, una strategia stand alone:

Unicredit è un investitore e con loro abbiamo normali interlocuzioni da investitori. Abbiamo una strategia stand alone molto solida, che si chiama Momentum, e la stiamo attuando con grande successo”.

Orlopp ha liquidato così l’interesse mostrato da Orcel nei confronti dell’istituto teutonico, facendo notare che Commerzbank ha imboccato “un percorso molto positivo e intendiamo continuare su questa strada”.

Per quanto concerne il valore delle azioni di Commerzbank, la CEO ha citato la solida redditività del gruppo e una remunerazione del capitale “attraente.

Secondo dossier, riunione CDA MPS. I nodi si chiamano Lovaglio e Mediobanca

Grande è l’attenzione su cosa accadrà domani durante la riunione del CDA di MPS, che ci concentrerà sul tema della governance e, soprattutto, su cosa fare con Mediobanca.

Tra le ultime indiscrezioni, quelle riportate dall’agenzia di stampa Reuters, che ha rivelato il sostegno del MEF - Ministero dell’Economia e delle Finanze, ancora azionista di MPS - a Luigi Lovaglio, AD di MPS.

Lovaglio conterebbe anche sul supporto dell’azionista di maggioranza Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio. “Una notizia positiva”, hanno commentato ieri gli analisti di Intermonte, visto che la riconferma di Lovaglio alla carica di amministratore delegato consentirebbe a MPS di contare sulla continuità della governance.

Intermonte ha un rating Buy sulle azioni di MPS, con target price a 11 euro.

Negli ultimi giorni si è parlato molto delle incognite sul futuro di Mediobanca: a fronte di Lovaglio, che preferirebbe procedere a una fusione al fine di conquistare del tutto Piazzetta Cuccia c’è chi, nel CDA, preferirebbe il ripristino del flottante e una Mediobanca ancora quotata.

In una nota diramata ieri, Equita ha ricordato che “giovedì è atteso un board di BMPS chiamato a pronunciarsi sul regolamento proposto dal Comitato Nomine per la composizione della lista del CDA. Il 4 febbraio, subordinatamente all’ottenimento dell’autorizzazione BCE, si terrà l’assemblea che dovrà approvare le modifiche statutarie, inclusa quella che introduce la possibilità di presentare la lista del board uscente”.

La SIM ha fatto riferimento anch’essa ai rumor sulle frizioni all’interno del CDA del Monte dei Paschi di Siena, che avrebbero per oggetto il processo di integrazione con Mediobanca, così riassumendo e commentando:

“Da un lato, Lovaglio spingerebbe per un delisting di Mediobanca, finalizzato a un riassetto delle attività e a una più rapida estrazione delle sinergie; dall’altro, alcuni consiglieri sarebbero favorevoli a mantenere Mediobanca quotata, valutando un eventuale incremento del flottante (dall’attuale 14% fino a circa il 30%) e procedendo con un’integrazione graduale. Riteniamo che un’eventuale riconferma di Lovaglio sarebbe positiva in termini di stabilità e governance dell’istituto. Ai prezzi attuali, MPS tratta a un 2027E P/E pari a 11 volte”.

Equita ha una view neutrale sulle azioni MPS, e un target price pari a € 10,50, per un titolo che ieri ha rivisto quota 9 euro, ma che oggi è sotto pressione, tornando al di sotto di quella soglia psicologica.

Terzo dossier, il futuro di Banco BPM con il solito rebus dei francesi di Crédit Agricole

Occhio infine al terzo dossier monitorato a Piazza Affari: quello che vede sotto i riflettori Banco BPM, e che è stato riassunto oggi da Equita, la SIM milanese che ha un rating neutrale sulle azioni della banca guidata dal CEO Giuseppe Castagna, e un target price pari a €14,50.

Equita ha segnalato che “Banco BPM ha convocato l’assemblea straordinaria degli azionisti per il prossimo 23 febbraio per l’approvazione delle modifiche statutarie, necessarie a recepire le nuove disposizioni della Legge Capitali in materia di lista del CdA uscente”, sottolineando che “le modifiche statutarie includerebbero, tra l’altro, una revisione del numero di consiglieri riservati alle minoranze nel futuro CDA della banca, che passerebbero dagli attuali 3 a 6 ”.

La SIM ha continuato, facendo notare che, “in tale contesto, non è ancora certo il posizionamento di Crédit Agricole (primo azionista della banca con una quota di circa il 20% e attualmente rappresentato da due consiglieri nel board di Banco BPM) in vista dell’assemblea del 16 aprile chiamata a rinnovare il CDA”.

Riportate a tal proposito le indiscrezioni di MF, che hanno parlato dell’ “ipotesi che Credit Agricole presenti una propria lista di minoranza e supporti, in seconda votazione, la conferma del Presidente Tononi e del CEO Castagna ”.

Equita ha fatto poi il punto sulle azioni Banco BPM, osservando che, al momento, le azioni sono scambiate a Piazza Affari a un valore che corrisponde a un P/E atteso per il 2027 pari a 9,5 volte, leggermente inferiore alla media di settore, stimata intorno a 10 volte, motivo per cui il titolo, a suo avviso, “potrebbe potenzialmente beneficiare di un aumento dell’appeal speculativo, in caso di seconda fase di consolidamento del settore”.

Allo stesso tempo, gli analisti si sono mostrati prudenti: “Riteniamo al momento prematuro posizionarsi su tale scenario, in quanto riteniamo che difficilmente potrebbero emergere novità rilevanti prima del rinnovo del CDA della banca”.

Banche italiane, Panetta al Comitato dell’ABI tra lodi alla redditività e l’attenti

Intanto, intervenendo al Comitato esecutivo dell’ABI (Associazione bancaria italiana) in corso a Milano, oggi il governatore di Bankitalia Fabio Panetta ha messo in evidenza i punti di forza delle banche italiane, sottolineando che “sono generalmente più redditizie, più attente”, a dispetto della “serie di shock” a cui tutto il mondo ha assistito.

Anzi, “il mondo bancario è in condizioni migliori”.

Di conseguenza, un avvertimento è stato lanciato da Panetta sul rischio che si esageri con la deregolamentazione del comparto. Ci dovrebbe essere, di fatto, “ una motivazione molto forte per deregolamentare in questo momento , mentre i rischi stanno crescendo”.

Panetta ha insistito, sottolineando che “vediamo che la redditività è elevata, sembra funzionare e io ero abituato al fatto che una cosa, quando funziona, non la tocchi ”.

In evidenza sempre oggi anche la dichiarazione del CEO di Intesa SanPaolo, Carlo Messina che, in risposta a chi gli ha chiesto un commento sul “far west” del risiko bancario, ricordando che così lo aveva definito lui stesso in passato, finito ora anche nel mirino delle indagini - riferimento all’indagine aperta dalla Procura di Milano sulla scalata di Mediobanca da parte di MPS - ha scherzato ribattendo: “ Però non l’ho tirata io, scusate ”.

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