Negli ultimi anni, il settore bancario ha dovuto affrontare una serie di turbolenze senza precedenti, culminate nel clamoroso fallimento della Silicon Valley Bank (SVB) nel 2023. Questo evento ha scosso profondamente il sistema finanziario globale, richiamando alla mente le ombre della crisi finanziaria del 2008. In questi ultimi giorni, l’ombra del nuovo collasso bancario è tornata a spaventare gli operatori di borsa, ed i timori sembrano essersi ancora una volta concentrati sul segmento regionale statunitense. Ma cosa sta generando questi nuovi timori sul mercato?
Uno sguardo al passato: cosa ha causato il collasso della Silicon Valley Bank?
La Silicon Valley Bank era una delle principali banche a servizio delle start-up e delle aziende tecnologiche. Tuttavia, una serie di fattori ha contribuito al suo fallimento. Prima di tutto, un eccessivo affidamento su investimenti a lungo termine e ad alto rischio ha esposto la banca a gravi vulnerabilità. Inoltre, la gestione del rischio inadeguata e la mancanza di liquidità hanno aggravato la situazione, portando alla perdita di fiducia da parte dei depositanti e, infine, a una corsa agli sportelli.
Nuovo allarme per le banche regionali statunitensi
Oggi, a distanza di poco più di un anno, il panorama bancario sembra rivivere un incubo simile. Secondo un report della Pacific Investment Management, ripreso da Bloomberg, si prevede una concentrazione «molto elevata» di prestiti immobiliari commerciali in difficoltà sui libri contabili delle banche. Questa situazione riguarda in particolare gli istituti di credito regionali, che si trovano a dover affrontare una drastica correzione del valore degli immobili in cui hanno investito.
New York Community Bancorp, ad esempio, ha già tagliato i dividendi e accumulato più liquidità per far fronte a prestiti potenzialmente inesigibili. Parallelamente, US Bancorp ha aumentato gli accantonamenti per le perdite su crediti.
Cosa aspettarsi in borsa?
Questi sviluppi hanno già iniziato a influenzare il mercato finanziario, amplificando una nuova ondata di vendite allo scoperto. Gli ETF sulle banche regionali ha registrato una contrazione significativa, riflettendo il crescente pessimismo degli investitori. Ad esempio l’SPDR® S&P Regional Banking ETF (KRE) nell’ultimo mese ha perso quasi l’8%, esprimendo a pieno le nuove preoccupazioni degli operatori di mercato.
A peggiorare ulteriormente il sentiment è il contesto monetario americano. La Federal Reserve ha mantenuto un atteggiamento resiliente nei confronti dell’abbassamento dei tassi d’interesse, e il mercato sconta ancora una volta un «higher for longer», ovvero tassi di interesse elevati per un periodo prolungato. Questo si riflette in un aumento del DXY (Dollar Index) e in una curiosa correzione inversa dell’oro, che indica una certa tranquillità del mercato riguardo l’andamento economico del paese.
Nonostante l’apparente calma, la situazione attuale potrebbe preludere a una contrazione inaspettata. L’incapacità della Federal Reserve di tagliare i tassi potrebbe infatti creare un vero e proprio armageddon finanziario, con le banche regionali nuovamente messe in discussione dagli analisti.
SPDR S&P Regional Banking ETF, 1D
Grafico a candele giornaliere dello SPDR S&P Regional Banking ETF. Fonte: baha.com