Azioni Leonardo, il crollo è vicino?

Tommaso Scarpellini

19 Dicembre 2025 - 12:47

Leonardo si muove tra valutazioni ambiziose e un equilibrio tecnico fragile. Riarmo europeo e multipli elevati convivono in una fase di sospensione che potrebbe sorprendere.

Leonardo è indecisa. Lo si vede chiaramente dal grafico, ma lo si percepisce ancora di più leggendo tra le righe delle aspettative che il mercato sta costruendo intorno alla società. È indecisa perché si trova al centro di un vortice tecnico e fondamentale piuttosto raro, fatto di valutazioni elevate, narrativa geopolitica potentissima e un prezzo che resta distante circa il 15% dai massimi storici.

Per molti è già diventata appetitosa. Per altri è solo una pausa prima di una delusione più ampia. La verità è che oggi Leonardo non è né forte né debole in modo netto. È sospesa. Ed è proprio qui che bisogna capire cosa sta realmente succedendo.

Il quadro tecnico settimanale

Dal punto di vista tecnico, il grafico analisi tecnica 1W di Leonardo offre informazioni estremamente interessanti, soprattutto per chi è abituato a leggere le fasi di compressione all’interno di cicli rialzisti primari. La price action risulta intrappolata tra due medie mobili chiave, la media mobile a 21 periodi e quella a 50 periodi, entrambe comunemente definite come medie mobili bullish. Non perché il prezzo stia salendo in modo esplosivo, ma perché queste medie sono tipicamente associate a fasi di consolidamento che avvengono durante trend strutturalmente rialzisti.

Questo tipo di configurazione non segnala debolezza in senso classico, ma piuttosto una contrazione del momentum. È una situazione in cui il mercato smette temporaneamente di spingere, entra in una fase di riequilibrio e valuta se il prezzo corrente sia coerente con le aspettative future. Ed è qui che Leonardo diventa un caso di studio interessante.

In positivo, il titolo ha mostrato una reazione tecnicamente pulita sulla media mobile a 50 periodi. Il rimbalzo è stato ordinato, con volumi coerenti e senza segnali di panico. Questo suggerisce che la domanda strutturale sul titolo non è scomparsa. Tuttavia, il successivo movimento verso la media mobile a 21 periodi ha generato una candela di vendite piuttosto significativa, una di quelle che non passano inosservate a chi osserva il comportamento degli operatori istituzionali.

Attualmente il prezzo si trova esattamente nel mezzo, con le due medie che tendono a comprimersi e la volatilità che si contrae. Quando il prezzo resta intrappolato tra due riferimenti dinamici così importanti, il messaggio è quasi sempre lo stesso. Forte indecisione del mercato. Non confusione, ma incertezza razionale.

Cosa sta davvero scontando il mercato

Per capire questa indecisione bisogna spostarsi dal grafico alla narrativa che sostiene Leonardo. Dal lato positivo, il contesto è noto. Leonardo è uno dei principali attori del processo di riarmo europeo, un processo che non ha precedenti recenti per intensità, rapidità e dimensione. I governi europei stanno aumentando i budget per la difesa, firmando nuovi contratti, accelerando programmi già esistenti. Leonardo continua a essere parte centrale di questo flusso, e questo contribuisce a mantenere una guidance percepita come solida e in crescita.

Questa narrativa ha avuto un impatto enorme sulle valutazioni. Oggi il rapporto prezzo utili di Leonardo si colloca intorno a 25 volte, un livello decisamente superiore sia alla media storica della società sia alla media del settore industriale e della difesa in Europa. Questo non è un dettaglio tecnico secondario. Significa che il mercato sta già scontando una crescita degli utili futura ben al di sopra della norma, e soprattutto sostenuta nel tempo.

Ed è qui che emerge la tensione principale. Perché se da un lato il riarmo europeo è reale, dall’altro lato il mercato sta iniziando a interrogarsi su quanto di questo scenario sia già pienamente riflesso nei prezzi. Inoltre, l’attenuarsi dei conflitti, anche solo a livello di percezione, gioca un ruolo cruciale. I titoli della difesa vivono di aspettative di lungo periodo, ma sono estremamente sensibili ai cambiamenti di narrativa geopolitica. Basta una riduzione della tensione percepita per mettere in discussione multipli che si sono espansi molto rapidamente.

Valutazioni elevate e rischio di repricing

Un P E di 25x per una società industriale della difesa non è di per sé insostenibile, ma richiede una condizione fondamentale precisa. La crescita futura deve essere non solo elevata, ma anche visibile, contrattualizzata e difendibile. Ogni deviazione da questo scenario può generare un repricing anche significativo.

Il mercato, in questa fase, sembra chiedersi proprio questo. I nuovi contratti basteranno a giustificare multipli così ambiziosi anche nei prossimi anni. Oppure una parte della crescita attesa è già stata anticipata in modo eccessivo dal prezzo. È questa domanda a bloccare il titolo in una fase di congestione tecnica così evidente.

Dal punto di vista dell’analisi di sentiment, Leonardo non appare in una fase di euforia estrema, ma neppure di vera paura. È una zona grigia, in cui gli investitori di lungo periodo restano esposti, mentre quelli più tattici attendono conferme. Il risultato è un mercato che si muove lateralmente, comprimendo energia, ma senza ancora scegliere una direzione definitiva.

Indecisione non significa assenza di rischio

È fondamentale chiarire un punto. L’indecisione tecnica non è sinonimo di sicurezza. Anzi, spesso è proprio nelle fasi di compressione che si accumula il rischio maggiore. Se le aspettative future non verranno confermate dai prossimi bilanci o dalla guidance, il mercato potrebbe reagire in modo rapido e asimmetrico. I titoli con valutazioni elevate tendono a correggere più per compressione dei multipli che per deterioramento reale dei fondamentali.

Allo stesso tempo, una conferma robusta delle prospettive di crescita potrebbe sbloccare una nuova gamba rialzista, proprio perché il prezzo ha già scaricato parte dell’eccesso emotivo restando distante dai massimi. È questo dualismo a rendere Leonardo un titolo estremamente delicato in questa fase.

Quindi…

Chi osserva Leonardo oggi non deve sentirsi in ritardo né in anticipo. Deve sentirsi consapevole. Consapevole che il titolo è in equilibrio instabile tra aspettative molto alte e una realtà che dovrà dimostrarsi all’altezza. Non c’è bisogno di inseguire, né di scappare. C’è bisogno di capire che quando il mercato smette di muoversi, spesso sta solo prendendo fiato prima di una scelta che non farà sconti a nessuno. La vera sorpresa, nel bene o nel male, arriva quasi sempre dopo il silenzio.

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