Il salvataggio orchestrato a favore di questa banca italiana non scongiura un “forte rischio penale”. Bankitalia è stata informata.
Banca Progetto è stata appena salvata, ma i suoi problemi sono ben lungi dall’essere stati risolti.
Il dossier della grande crisi dell’istituto di credito rimane attuale, in un momento in cui non si placano le polemiche per una banca che è stata salvata con 750 milioni di euro, nonostante il grande shock del 2024, che la vide finire nell’occhio del ciclone con l’accusa di aver dato i soldi dello Stato alla ’ndrangheta.
Oggi, giovedì 26 febbraio 2025, le nuove pessime notizie per il futuro del gruppo, che sono arrivate attraverso l’audizione alla Commissione Banche del Senato del magistrato della Procura di Milano, Roberto Pellicano.
Banca Progetto, Procura di Milano: forte rischio penale, occhio alla confisca in caso di condanna
Nel ricostruire la triste vicenda della banca che è stata commissariata, Pellicano ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Radiocor-Il Sole 24 Ore, che l’operazione di salvataggio che vede come attori di primo piano il Fondo Interbancario di Tutela dei depositi (FITD) e cinque banche italiane, deve far fronte al “ forte rischio penale ” che incombe sull’istituto.
I commissari straordinari di Banca Progetto, di questo rischio, sono stati informati, come ha indicato il magistrato: “Non abbiamo potuto non dire loro che c’è un forte rischio penale su Banca Progetto ”.
Il fatto che sia stato predisposto un piano di salvataggio a favore di Banca Progetto non può impedire a Banca Progetto “la responsabilità 231”, e dunque non può esonerare l’istituto da “ un rischio molto alto in termini finanziari ”. Tanto che, ha continuato Pellicano, “se la condanna ci sarà, la confisca potrà essere per importi molto alti e il rischio l’ho fatto presente ai commissari e alla Banca d’Italia ”.
Insomma, il salvataggio di Banca Progetto non blinda l’istituto dal rischio di incorrere in una pesante condanna, a causa di quei prestiti e finanziamenti assistiti dalla garanzia pubblica che sono tuttora al vaglio della Procura di Milano.
Le accuse, fin da quando è esploso lo scandalo in data 24 ottobre 2024, sono di crediti che sarebbero stati erogati anche a favore di imprenditori e società legati alla ’ndrangheta, per un valore calcolato in almeno 10 milioni. Immediate le valutazioni degli esperti sugli effetti sui conti correnti, sui mutui, depositi e prestiti.
Il ruolo del Fondo interbancario di depositi e di 5 banche italiane nel salvataggio
Prosegue intanto l’iter per consentire il salvataggio di una banca che però non è ancora, evidentemente, fuori dai guai.
Le banche iche hanno deciso di aderire al piano sono le cinque più importanti in Italia, ovvero Monte dei Paschi di Siena S.p.A., Banco BPM, BPER Banca, Intesa Sanpaolo, UniCredit S.p.A.
Insieme al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, i cinque istituti lavoreranno per ridurre il rischio sugli attivi di Banca Progetto, con il FITD che fornirà specifiche garanzie.
Il piano prevede una fase iniziale, che si sostanzierà in una ricapitalizzazione del gruppo da parte del Fondo di garanzia per un valore totale 750 milioni di euro.
Successivamente, il FITD cederà la maggioranza delle quote alle cinque banche, attraverso una società comune, per un valore di 40 milioni di euro, mantenendo una partecipazione di minoranza non superiore al 9,9%.
L’accordo per il salvataggio è stato firmato lo scorso 28 gennaio 2026, con Banca Progetto che ha annunciato che “i fondi necessari per la ricapitalizzazione e le garanzie proverranno dalle risorse del FITD, costituite con i contributi delle banche consorziate”.
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Banca Progetto, da vecchia gestione totale indifferenza o noncuranza verso destinazione prestiti
Nel corso della sua audizione alla Commissione banche del Senato, il magistrato della Procura di Milano Pellicano ha definito l’atteggiamento della vecchia gestione dell’istituto di “totale indifferenza o noncuranza” verso la destinazione dei prestiti garantiti dallo Stato.
Nel ricordare quanto è avvenuto, Pellicano ha sottolineato che “la svolta” è avvenuta a seguito di una ispezione lanciata dall’Unità di informazione finanziaria (UIF) che si occupa di antiriciclaggio, che ha esaminato « almeno 500 SOS su 300 pratiche di finanziamento per importi superiori al mezzo miliardo».
Il magistrato ha parlato del “danno che Banca Progetto ha fatto al sistema finanziario italiano ”, puntualizzando che sono “numerosissimi i finanziamenti a società palesemente decotte e fallite l’anno dopo ” o sottoposte a provvedimenti di risoluzione della crisi.
Ma attenzione: c’è un’altra banca italiana che sta spaventando, e non poco, tutta Piazza Affari, con le azioni che sono collassate più volte.
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