Assegno unico figli 2021: si va verso il rinvio?

Teresa Maddonni

19/02/2021

19/02/2021 - 12:37

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L’assegno unico per i figli 2021 doveva essere la grande riforma del governo Conte II. Ora con il nuovo governo Draghi potrebbe slittare nonostante la riconferma di Elena Bonetti al ministero della Famiglia. Ecco perché.

Assegno unico figli 2021: si va verso il rinvio?

L’assegno unico per i figli 2021, già annunciato dal Conte II, potrebbe subire un rinvio?

Il nuovo governo Draghi dopo il voto di fiducia è ormai operativo e l’assegno unico per i figli a carico 2021, che rientra tra le misure per le famiglie della Legge di Bilancio, potrebbe slittare oltre la data del 1° luglio 2021 per altre priorità o almeno la necessità di agire nel campo delle riforme in modo globale, decisivo e chiaro.

La riconferma al ministero della Famiglia di Elena Bonetti, sostenitrice e fautrice durante il Conte II dell’assegno unico per i figli a carico da quello stesso dicastero, lascia ben sperare, ma i tempi tuttavia potrebbero dilatarsi.

L’assegno unico per i figli a carico, lo ricordiamo, è pensato per i genitori con figli fino a 21 anni, dal settimo mese di gravidanza, che possono ottenere un importo che potrebbe anche arrivare a 200 o 250 euro.

L’assegno unico per i figli, il cui disegno di legge-delega deve passare ancora l’esame al Senato e per il quale devono essere poi definiti i decreti attuativi, rischia di slittare a causa della riforma fiscale annunciata da Draghi, ecco perché.

Assegno unico figli 2021: ecco il perché del rinvio

L’assegno unico per i figli 2021 potrebbe essere rinviato nonostante la conferma della ministra Bonetti al dicastero della Famiglia. Perché?

L’analisi che ne fa il Sole 24 Ore lo spiega chiaramente. L’assegno unico per i figli a carico prevede l’eliminazione, secondo quanto annunciato finora, degli assegni al nucleo familiari e delle detrazioni Irpef.

Si tratterebbe di una misura aperta ai più, anche agli autonomi, e che tuttavia non dovrebbe determinare per le famiglie una riduzione della quota di sostegno rispetto a quanto oggi previsto.

Il premier Draghi tuttavia, presentando al Senato la sua proposta programmatica mercoledì, ha annunciato tra le varie riforme quella fiscale e in particolare una revisione dell’Irpef. È chiaro dunque come questa sia legata chiaramente alla definizione dell’assegno unico per i figli 2021. D’altronde è lo stesso premier Draghi che al Senato ha dichiarato:

“Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli. Inoltre, le esperienze di altri Paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un’imposta.”

E ha dichiarato la necessità di studiare “una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività.”

È chiaro che, se l’assegno unico per i figli deve andare a sostituire forme di sostegno per le famiglie come le detrazioni Irpef, lo stesso non può prescindere dalla sua riforma.

Pertanto un’accelerazione in entrambe le direzioni sarebbe auspicabile al fine di evitare uno slittamento eccessivo dell’assegno unico per i figli 2021.

Assegno unico figli 2021: la data del 1° luglio

Per l’assegno unico per i figli 2021 è stata fornita la data del 1° luglio 2021 per la sua entrata in vigore, ma potrebbe a questo punto essere anche posticipata, ma è un’ipotesi.

Ricordiamo brevemente, stando alle prime informazioni in merito, cosa prevederebbe l’assegno unico per i figli 2021. Per i dettagli rimandiamo alla nostra guida completa sull’assegno unico e universale per i figli 2021. In breve si tratta:

  • di un assegno vero e proprio o credito d’imposta;
  • va dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni di ciascun figlio;
  • il suo importo tiene conto anche dell’ISEE e è composto da una parte fissa e una variabile. Può arrivare fino a 250 euro;
  • è diretto ai genitori lavoratori dipendenti, anche autonomi e incapienti;
  • può essere diretto per i figli maggiorenni;
  • sostituisce ANF e detrazioni IRPEF.

Sono previste inoltre delle maggiorazioni:

  • del 20% a partire dal terzo figlio
  • del 30% o anche al 50% per figli disabili.

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