Anomalie Isa, come correggerle ed evitare sanzioni

Caterina Gastaldi

28 Giugno 2022 - 15:49

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le modalità a disposizione per correggere le anomalie Isa: ecco cosa c’è da sapere.

Anomalie Isa, come correggerle ed evitare sanzioni

Gli Isa, acronimo di Indice Sintetico di Affidabilità, si possono considerare come delle pagelle di affidabilità fiscale per imprenditori e partite Iva. Quando si supera un determinato voto, l’8, si può accedere a dei vantaggi, ma come si può agire di fronte a delle anomalie negli Isa?

Con il provvedimento numero 237932 del 24 giugno 2022 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il procedimento di comunicazione delle anomalie Isa e le modalità con cui sarà possibile, per gli interessati e i loro intermediari, andare a correggerle e a motivarle, così da non perdere i vantaggi disponibili.

Le comunicazioni degli Isa sono obbligatorie e dal 2019 sono andate a sostituire quelli che erano conosciuti come “studi di settore”. Gli Isa sono stati ideati con lo scopo di migliorare il rapporto tra il Fisco e i contribuenti. Le modalità per correggere le anomalie messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate proseguono lungo questa strada: ecco come fare quindi a risolvere questi problemi.

Cosa rende disponibile l’Agenzia delle Entrate

Attraverso la suddetta comunicazione l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti con obbligo di comunicazioni Isa i seguenti strumenti e informazioni:

  • prima di tutto, sono state rese disponibili tutte le comunicazioni riguardanti eventuali anomalie e omissioni che siano state dichiarate nei dati Isa relativamente al triennio 2018-2019-2020. Queste informazioni sono rilevate andando ad analizzare i dati Isa inviati e altre fonte disponibili;
  • sono anche disponibili le varie risposte che vengono inviate dal contribuente o dal proprio intermediario in relazione alle comunicazioni precedenti, quando inviate utilizzando il software specifico.

A poter gestire la correzione delle anomalie Isa infatti sono sia i contribuenti interessati, sia i loro intermediari, nel caso in cui questi abbiano richiesto e ricevuto specifica delega dal cliente.

Lo scopo dell’introduzione di questi strumenti è quello di andare a migliorare la comunicazione tra Fisco e contribuenti, rendendola così più fitta e immediata, permettendo di correggere eventuali problematiche ed evitare, quando possibile, le sanzioni.

Si possono infatti utilizzare queste metodologie per procedere con il ravvedimento operoso quando necessario. Inoltre nelle comunicazioni Isa rilasciate dall’Agenzia ai contribuenti interessati verranno anche date comunicazioni su come evitare errori durante la campagna dichiarativa, correggere gli errori utilizzando il ravvedimento operoso, e fornire chiarimenti e indicazioni, attraverso il software apposito.

Come si accede ai documenti e le anomalie

Per poter accedere ai documenti è necessario raggiungere la propria sezione privata del portale dell’Agenzia delle Entrate attraverso i servizi telematici messi a disposizione. Le informazioni si possono trovare nel proprio cassetto fiscale, e a esse può accedere anche il proprio intermediario, nel momento in cui riceve la delega.

Alternativamente l’intermediario può anche accedere via Entratel, nel caso in cui il contribuente abbia scelto questa opzione nel momento della presentazione della dichiarazione dei redditi e l’intermediario ha scelto di accettare.

Per poter accedere al cassetto fiscale l’utente ha bisogno di essere in possesso di una delle seguenti opzioni:

  • Spid;
  • Carta d’Identità Elettronica (Cie);
  • oppure della Carta Nazionale dei Servizi (Cns).

All’interno del proprio cassetto fiscale il contribuente che deve presentare gli elenchi Isa riceverà quindi un avviso personalizzato che spiega che il cassetto è stato aggiornato per pubblicare le comunicazioni relative a omissioni e anomalie.

Inoltre, nel caso in cui avesse registrato i propri contatti, si riceverà la stessa comunicazione anche tramite posta elettronica, e/o sms, oppure attraverso la casella posta elettronica certificata (Pec).

È importante sottolineare che le caselle di posta elettronica abilitate sono solo ed esclusivamente:

  • complianceISA1@pec.agenziaentrate.it;
  • complianceISA2@pec.agenziaentrate.it.

Le anomalie sono comunque visualizzabili solo dal cassetto fiscale e non vengono esplicitate in altri modi, ma ne viene solo comunicata la presenza, e le caselle di posta elettronica non possono essere utilizzate per rispondere alle comunicazioni.

Tipologie di anomalie Isa

L’allegato numero 1 del provvedimento identifica ben 23 diverse tipologie di anomalie Isa, tra cui figurano, per esempio, le gravi incoerenze di magazzino.

Non tutte le tipologie trovate sono di interesse per ogni contribuente, infatti sono suddivise nelle seguenti modalità:

  • 5 tipologie di anomalia sono specifiche per le attività professionali;
  • 11 sono relative esclusivamente alle attività di impresa;
  • infine, le restanti 7 riguardando entrambe le tipologie di reddito.

Come fornire informazioni riguardo le comunicazioni

Nel momento in cui ci si trova di fronte alle comunicazioni da parte dell’Agenzia, si può andare a rispondere a queste fornendo chiarimenti, precisazioni, e informazioni, utilizzando il software specifico disponibile gratuitamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate.

Le comunicazioni, e quindi le eventuali correzioni necessarie a non incorrere in sanzioni o a non dover utilizzare il ravvedimento operoso, possono essere fatte solo ed esclusivamente utilizzando il software in questione.

Non sarà quindi necessario entrare in contatto con gli uffici dell’Agenzia in altre modalità, ma si potranno gestire tutte le comunicazioni e lo scambio di informazioni in questa modalità.

Come correggere le anomalie Isa

Nel caso in cui le anomalie e le omissioni riscontrate dall’Agenzia delle Entrate si rivelassero corrette, il contribuente in questione può usufruire della modalità del ravvedimento operoso per andare a regolarizzare la sua posizione con il Fisco.

In questo modo ci si può trovare di fronte a sanzioni ridotte, sempre in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni. Se non si scegliesse di procedere in questo modo, invece, si potrebbe incorrere in una verifica da parte del Fisco.