Prysmian: problemi a HVDC Western Link indeboliscono la struttura grafica

I prezzi di Prysmian oggi sono in preda alla debolezza a causa della comunicazione relativa all’operatività interrotta dell’HDVC Western Link, il quale aveva smesso di funzionare già lo scorso 10 gennaio. Con la discesa di oggi, i prezzi hanno indebolito la loro struttura tecnica. Vediamo come impostare una possibile strategia operativa

Prysmian: problemi a HVDC Western Link indeboliscono la struttura grafica

Seduta all’insegna della negatività per Prysmian, che si attesta a 21,14 euro, in calo dell’1,49% rispetto alla seduta dello scorso venerdì.

A pesare sulle quotazioni della società è stata la comunicazione relativa all’operatività interrotta dell’HDVC Western Link, il quale aveva smesso di funzionare giù lo scorso 10 gennaio (per approfondire).


Prysmian, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Da un punto di vista grafico, le quotazioni erano già entrate in difficoltà dal 27 dicembre 2019 (dopo aver segnato i massimi annuali a 22,13 euro), quando sono state respinte dal livello orizzontale ereditato dai massimi del 7 novembre 2019. Da quel momento, i prezzi hanno iniziato la discesa, rompendo anche la trendline disegnata con i lows del 13 novembre e del 12 dicembre 2019.

Con il breakout di tale supporto dinamico i corsi sembrano puntare alla zona dei 20,25 euro, dove verrebbe effettuato il test del livello dinamico ottenuto collegando i minimi del 31 maggio a quelli del 13 novembre 2019.

Discese al di sotto di questo punto determinerebbero un’ulteriore debolezza almeno fino all’area dei 18,50 euro, con i venditori che si troverebbero a fare i conti con il duplice supporto fornito dalla media mobile semplice a 200 giorni e dal livello orizzontale che derivante dai top del 2 novembre 2018. La validità di quest’area è inoltre corroborata dal 50% del ritracciamento di Fibonacci disegnato con i lows del 31 maggio e i top del 7 novembre 2019.

Un altro segnale di pericolo si trova inoltre sull’RSI settato a 14 giorni, che evidenzia una divergenza di inversione bearish.

L’allarme più interessante però deriva dall’osservazione dell’ultimo impulso ascendente (iniziato il 14 novembre 2019). Da giugno dello scorso anno, le azioni Prysmian hanno avuto un andamento piuttosto lineare, con i prezzi che dopo un impulso mettevano a segno un rapido ribasso seguito da un’altra gamba ascendente.

Tutte le nuove ripartenze sono state seguite da un test della linea di tendenza che unisce i top del 24 luglio e dell’11 settembre 2019. Se nell’ultima salita ciò non è successo, è possibile che ci si trovi davanti ad un movimento che ha bisogno di prendere più fiato.

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Strategie operative su Prysmian


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it

Operativamente, si potrebbero valutare strategie di natura short da 20,75 euro, con stop loss identificabile a 22,40 euro e obiettivo principale a 18,86 euro. Il target finale è invece individuabile a 18,52 euro.

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