Allarme bolla sulle azioni, ecco il grafico che sta spaventando Michael Burry

Laura Naka Antonelli

19 Dicembre 2025 - 17:36

C’è un grafico che ha fatto scattare subito sull’attenti Mr. Big Short Michael Burry, che ha già lanciato da un po’ un allarme sulla bolla AI.

Allarme bolla sulle azioni, ecco il grafico che sta spaventando Michael Burry

Negli ultimi mesi Michael Burry, alias Mr. Big Short, si è ripreso la scena di grande protagonista del palcoscenico di Wall Street, lanciando più di un alert sulla formazione di una grande bolla AI.

Dal suo profilo social su X ex Twitter, Cassandra Unchained @michaeljburry ha smontato più volte l’euforia degli investitori per le azioni delle Big Tech USA, come hanno dimostrato i dietrofront in alcuni casi molto importanti sofferti dall’indice Nasdaq Composite.

Nelle ultime ore, Burry – che è stato ribattezzando Cassandra” dall’oracolo di Omaha Warren Buffett – ha lanciato un nuovo allarme sul rischio che a Wall Street si stia formando una immensa bolla speculativa, e già da un po’, presentando come prova del nove un grafico ben preciso.

Rischio bolla speculativa? Burry sempre più convinto, la prova ora è nel grafico di Wells Fargo

Il grafico che ha spaventato Mr. Big Short è stato stilato dalla divisione di ricerca di Wells Fargo e dà una informazione non di poco conto, rivelando che la maggior parte delle ricchezze delle famiglie americane è investita ora più in azioni che nel mercato immobiliare: una condizione considerata rara, che si è verificata soltanto due volte nella storia.

Il grafico di Wells Fargo che sta spaventando Michael Burry Il grafico di Wells Fargo che sta spaventando Michael Burry Dal grafico di Wells Fargo emerge che le famiglie americane stanno investendo più in azioni che nel mercato immobiliare. La dinamica preoccupa Mr. Big Short Michael Burry. (Fonte CNBC).

Burry, le ultime volte in cui è successo i mercati orso sono durati anni

Si tratta, ha fatto notare Burry, di “ un grafico molto interessante, dal momento che la ricchezza delle famiglie americane investita in azioni superiore a quella investita nel mercato immobiliare è un fenomeno che si è manifestato soltanto alla fine degli anni ’60 e degli anni ’90 ”.

Non solo: Quelle sono state anche “le ultime due volte in cui i mercati orso che sono seguiti sono durati anni ”, con ripercussioni sui fondamentali dell’economia gravi.

D’altronde, come ha spiegato il vincitore della grande scommessa lanciata all’alba dell’esplosione di quella crisi finanziaria del 2008 - quella che ha scosso le fondamenta dell’economia di tutto il mondo - quando sono soprattutto le azioni gli asset che ingolfano i bilanci delle famiglie, i sell off che colpiscono l’azionario possono trasmettersi sul sentiment e sulle spese per consumi più velocemente, amplificando le perdite nei momenti di crisi.

La versione di Wells Fargo sul grafico stilato dalla sua divisione di ricerca. Occhio al ruolo della Fed

Meno catastrofista la versione della divisione di ricerca di Wells Fargo, che ha affermato che il grafico dimostra piuttosto il motivo per cui è improbabile che le autorità di politica monetaria e in generale di politica economica, dunque nel caso degli Stati Uniti rispettivamente la Fed e l’amministrazione USA di Trump, siano disposte a tollerare un mercato orso persistente.

Ma si può davvero essere sicuri che, in caso di forte sell off, la Federal Reserve si attiverà per evitare il peggio, blindando Wall Street?

Le probabilità che la risposta a questo interrogativo sia affermativa sono destinate a salire visto che la Fed, ora nelle mani del presidente Jerome Powell, a partire dalla metà del prossimo anno sarà gestita da un nuovo timoniere sicuramente più dovish, la cui identitià si conoscerà ben presto attraverso l’annuncio della sua nomina da parte del Presidente Donald Trump, che dovrebbe essere ormai imminente.

Il grafico di Wells Fargo spaventa dunque per ora più Michael Burry, che ha deciso di ribattezzarsi oltre che come Cassandra anche come “ Beary Burry ”, che i suoi autori, ovvero gli analisti di Wells Fargo, che hanno così commentato:

“Un’economia a forma di K guidata dall’effetto ricchezza implica che un bear market finirebbe probabilmente per innescare una recessione economica, un esito che né la Federal Reserve né il governo possono permettersi, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine” (del prossimo anno).

La divisione di ricerca del colosso di Wall Street ha aggiunto che, nel breve periodo, il rapporto rischio-rendimento per le azioni resta favorevole, dal momento che i costi economici e politici di una correzione profonda dei mercati sarebbero estremamente elevati.

Ma Mr. Big Short si conferma Beary Burry

Dal canto suo, Burry ha continuato a mostrarsi di recente orso anche nei confronti di alcune azioni nello specifico, come quelle del produttore di auto elettriche fondato e gestito da Elon Musk, ovvero dei titoli Tesla.

Mr. Big Short, la cui storia è stata raccontata dal film “The Big Short”, in Italia “La Grande Scommessa” - quella che l’investitore ha lanciato contro il mercato immobiliare prevedendo poi il collasso avvenuto nel 2008 - è tornato a far parlare di sé con la grande puntata da $1 miliardo con cui ha messo nel mirino Nvidia e Palantir e, successivamente, con le dichiarazioni con cui ha accusato le grandi Big Tech di gonfiare i loro utili.

Tra le ultime notizie, anche la decisione di cancellare la registrazione del suo hedge fund dal database della SEC.