Walmart vuole robot nei suoi supermercati

Walmart intende dotare i suoi supermercati di strumenti robotici, ponendosi come guida al futuro dell’automazione nel commercio al dettaglio

Walmart vuole robot nei suoi supermercati

Walmart vuole introdurre robot nei suoi supermercati, al fine di dare avvio a un piano che potrebbe avere un impatto enorme sulle forze lavoro delle aziende di settore, e modellare il futuro dell’automazione nel commercio al dettaglio.

L’azienda sta testando diverse innovazioni da estendere presto ai suoi 12mila punti vendita complessivi, ed è pronta a introdurre robot «a guida autonoma» che possono occuparsi del lato pulizia, partendo dai suoi 4.700 supermercati statunitensi.

Ma potrebbero anche arrivare dispositivi in grado di scansionare l’inventario degli scaffali e smistare i prodotti appena usciti dai camion di consegna, predisponendoli per l’arrivo nei rispettivi reparti tramite nastri trasportatori.

Mira della compagnia è quella di aumentare la produttività dei suoi lavoratori - circa 1 milione - e tenere sotto controllo i costi in una gestione a lungo termine.

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Walmart vuole robot nei suoi supermercati

Secondo quanto riferito dalla compagnia, i cosiddetti “assistenti intelligenti” ridurranno la quantità di tempo che i lavoratori ad oggi impiegano in attività “manuali, facili e ripetitive” nei supermercati, consentendo quindi loro di passare alla vendita merci agli acquirenti e ad altri ruoli relativi al servizio clienti.

Walmart - nel pieno di una vera e propria guerra delle spedizioni con Amazon - grazie ai robot potrebbe ridurre le ore assegnate ai lavoratori per scaricare scatoloni, pulire pavimenti e gestire le incombenze di carattere maggiormente fisico dei punti vendita.

Al momento già Stop & Shop e Giant Food Stores stanno sperimentando l’utilizzo di quello che chiamano «Marty», robot attivo in quasi 500 dei loro negozi che si occupa delle operazioni di pulizia negli spazi vendita.

Mentre Target, colosso con circa 1.850 supermercati negli USA e 360.000 dipendenti, ha introdotto contatori automatici in centinaia di negozi negli ultimi anni.
Eppure il CEO, Brian Cornell, ha dichiarato che non intende affidarsi sul tipo di automazione su cui sta puntando Walmart.

Per Cornell è infatti molto importante che i punti vendita della sua compagnia non perdano mai la “componente umana”:

“Non vedrai robot nei negozi Target. Pensiamo che anche nello scenario moderno, in cui si parla di intelligenza artificiale e robotica, il tocco umano sia ancora di estrema importanza”.

Secondo un sondaggio targato Pew Research, effettuato del 2017, l’85% degli americani sostiene misure per limitare l’introduzione di meccanismi robotici. Andrew Yang, candidato democratico alla presidenza USA, ha fatto della protezione dei lavoratori contro l’automazione un pilastro della sua campagna.

Oggi ci sono più di 15 milioni di lavoratori al dettaglio in America, e posti di lavoro meno qualificati come cassieri o scaffalisti sono tra quelli più vulnerabili ai progressi della tecnologia.

Tra i 6 e i 7,5 milioni di posti di lavoro esistenti rischiano di essere spodestati nel corso dei prossimi 10 anni da una qualche forma di automazione, così come stimato dalla società di servizi finanziari Cornerstone Capital Group.

Ma, come evidenziano in molti nel settore, nella vendita al dettaglio la pressione sui margini di guadagno ha reso l’automazione un requisito, non una scelta.

In una conferenza con gli analisti dello scorso marzo, il direttore finanziario di Walmart, Michael Dastugue, ha spiegato che l’evoluzione porta via determinati lavori, ma al contempo ne introduce altri, motivo per cui abbracciarla in toto non vuol dire necessariamente esercitare tagli massicci al parco dipendenti:

“Mentre ci evolviamo, ci sono alcune attività e alcuni lavori che si perderanno, ma molti altri posti di lavoro saranno creati”.

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