Wall Street: la guerra dei dazi potrebbe rovinare il rally di Wall Street?

La domanda che tutti gli operatori si pongono è una: quanto potrà impattare la guerra commerciale sulle quotazioni di Wall Street? Se per alcuni analisti le attuali quotazioni dei listini già scontano tutte le notizia giunte fino ad ora, altri invece sostengono che il peggio dovrà ancora manifestarsi

Wall Street: la guerra dei dazi potrebbe rovinare il rally di Wall Street?

Sui mercati finanziari torna ad aleggiare lo spettro di un ulteriore inasprimento della guerra commerciale fra i due principali blocchi economici del pianeta, Usa e Cina. Secondo gli ultimi aggiornamenti del week end gli Stati Uniti sono tornati a pianificare l’imposizione di 200 miliardi di dollari di nuovi dazi sui beni in arrivo dalla Cina. Tariffe già discusse, che tuttavia potrebbero ora entrare in vigore con qualche modifica rispetto a quanto inizialmente stabilito.

La banca d’affari JP Morgan segnala che le ricadute di una guerra commerciale tra le prime due economie del pianeta sta già ora spingendo le aziende a rallentare, o sospendere gli investimenti, in quanto ci si aspetta, da questo peggioramento delle condizioni di mercato, un ridimensionamento degli utili.

La banca guidata da Jamie Dimon è giunta a questa conclusione dopo aver setacciato, utilizzando i software in grado di riconoscere le parole pronunciate, più di 7.000 comunicazioni del trimestre. I dazi sono al primo posto nell’elenco delle preoccupazioni dei dirigenti.

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L’analisi tecnica degli indici S&P 500 e Nasdaq 100

La domanda che tutti gli operatori si pongono all’interno delle sale operative è una sola: quanto potrà impattare la guerra commerciale sulle quotazioni di Wall Street? Se per alcuni analisti le attuali quotazioni dei listini già scontano le ripetute escalation sorte da un anno a questa parte fra le parti in gioco, altri invece sostengono che il peggio dovrà ancora manifestarsi.

Nel frattempo, però i principali indici di Wall Street si sono presi una piccola pausa dal poderoso rally che ha portato a fine agosto all’aggiornamento di nuovi massimi storici. Semplici prese di profitto? Analizziamo la situazione con l’ausilio dei grafici.


Indice S&P 500, timeframe giornaliero. Fonte: Bloomberg

Al momento sia l’S&P 500 che il Nasdaq 100 si trovano inseriti in una solida tendenza rialzista di lunghissimo termine, che trova riscontro anche nel trend di medio periodo. I tentennamenti di queste ultime settimane non dovrebbero ancora allarmare gli investitori che anzi potrebbero sfruttare le debolezze dei listini per reinserirsi in corsa con strategie di matrice trend-following.

Nello specifico, per quanto riguarda l’indice S&P 500 il supporto statico a 2.870 punti si conferma area di forte concentrazione della domanda. Dunque, l’eventuale ritorno delle quotazioni in tale zona potrebbe favorire il riaccumulo delle posizioni long sul mercato.


Indice Nasdaq 100, timeframe giornaliero. Fonte: Bloomberg

Ragionamento simile vale per il listino tecnologico Nasdaq 100, dove la valenza del supporto statico a 7.300 punti viene corroborata dal passaggio della trendline rialzista di medio periodo tracciata con i minimi di maggio, luglio e agosto di quest’anno

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