Il numero uno del gruppo Volkswagen, l’amministratore delegato Herbert Diess, si è pronunciato sulle elezioni presidenziali americane per dichiarare che «un programma democratico sarebbe più allineato con la strategia globale del marchio per andare verso l’auto elettrica».

Volkswagen preferirebbe Joe Biden come nuovo presidente degli Stati Uniti

Lo ha affermato Diess parlando ai microfoni di Bloomberg in un momento in cui negli Stati Uniti continua il conteggio elettorale e non è ancora sicuro al 100 per cento quale candidato potrà assumere la presidenza. Al momento però il candidato democratico Joe Biden sembra avere le maggiori chance di vincere rispetto all’attuale presidente e candidato repubblicano Donald Trump.

Il Gruppo Volkswagen ha deciso negli scorsi anni di lanciare una vera e propria offensiva con l’auto elettrica. Quest’anno è iniziata la commercializzazione della nuova ID.3 ed è stata presentata anche la ID.4, nell’ambito della sua strategia di formare una nuova gamma di veicoli completamente elettrici per andare verso un futuro senza motori termici.

Biden sarebbe più allineato alla strategia del marchio tedesco sempre più concentrato sulle auto elettriche

Volkswagen commercializza i suoi veicoli in Europa, Cina e Stati Uniti, ma quest’ultima è, secondo le parole di Herbert Diess, «la regione più debole del mondo» per quota di mercato. Biden ha promesso un investimento sostanziale nei punti di ricarica e anche per rinnovare la flotta di veicoli governativi, adottando auto elettriche per generare domanda. Trump ha difeso le fonti energetiche tradizionali, fondamentali per l’economia di diversi stati del Paese.

Il Gruppo Volkswagen ha già confermato che parte della produzione della nuova ID.4 avverrà sul suolo statunitense, in particolare presso lo stabilimento di Chattanooga nel Tennessee. In questo momento Joe Biden è in testa alla corsa elettorale con 253 dei 270 delegati di cui avrebbe bisogno per raggiungere la presidenza.

Il voto per corrispondenza di Arizona, Nevada, Pennsylvania, Georgia e Carolina del Nord sarà decisivo, ovviamente aldilà delle proteste formali e delle azioni legali intraprese dalla candidatura Trump per sospetti infondati di presunta frode.