Vaccino anti-Covid: sei case farmaceutiche incasseranno 21 miliardi in due anni

Alessandro Cipolla

30 Novembre 2020 - 08:23

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Tra quanto già incassato nel 2020 e quanto in arrivo nel 2021, sei case farmaceutiche sono pronte a spartirsi in totale 21 miliardi, di soldi pubblici, per i vaccini anti-Covid che a breve inizieranno a essere a disposizione della popolazione mondiale.

Vaccino anti-Covid: sei case farmaceutiche incasseranno 21 miliardi in due anni

Ammonterebbe in totale a 21 miliardi la torta che sei colossi farmaceutici (Pfizer-Biontech, Moderna, AstraZeneca, Sanofi, Johnson&Johnson e Novavax) sarebbero pronti a spartirsi grazie ai vaccini anti-Covid da loro realizzati.

Questa è la cifra complessiva elaborata da Bloomberg Intelligence e poi diffusa da noi da L’Espresso, con il report che da tempo sarebbe a disposizione dei maggiori istituti finanziari del globo.

Stando al dossier, soltanto considerando il 2020 e il 2021 queste sei case farmaceutiche incasseranno in totale 21 miliardi, con la stima che si basa sui contratti firmati fino a questo momento anche se alcuni, come nel caso dell’Unione Europea, sarebbero secretati.

Un fiume di denaro pubblico erogato finora sostanzialmente sulla fiducia, considerando che al momento nessun dato ufficiale in merito a questi sei vaccini anti-Covid è stato reso noto visto che si è ancora nella fase, più o meno avanzata, della sperimentazione.

Vaccino anti-Covid: una partita da 21 miliardi

Fin da quando è iniziata la pandemia da coronavirus, l’emergenza si può dire che sia corsa lungo tre binari paralleli: quello sanitario, quello della corsa al vaccino e quello economico-finanziario.

In una ridda di voci, l’unica cosa che ha sempre messo d’accordo scienziati ed esperti è che, per superare questa crisi sanitaria mondiale, servirà un vaccino che in tempi record a breve dovrebbe essere a disposizione.

Già nei prossimi giorni è atteso il via libera per il vaccino della Pfizer, poi in rapida successione potrebbe arrivare il turno per quello di Moderna, AstraZeneca, Sanofi, Johnson&Johnson e Novavax. I vari annunci delle aziende hanno così movimentato i mercati finanziari e spinto i Paesi a firmare accordi.

Stando a quanto elaborato da Bloomberg Intelligence, queste sei case farmaceutiche avrebbero già firmato, per il 2020 e il 2021, contratti per un valore totale di 21 miliardi anche se finora non sono stati rilasciati documenti ufficiali in merito alle sperimentazioni ma solo comunicati da parte delle aziende interessate.

Il report parla di ogni singola dose che dovrebbe avere un costo stimato di 15 dollari. AstraZeneca però lo venderà all’Unione Europea, che gestirà la distribuzione per quanto riguarda gli Stati membri, a un prezzo più basso (4 dollari) rispetto a quanto pattuito con l’Australia (14 dollari).

C’è da dire che il siero del tandem Oxford-Pomezia ha un costo più basso visto che, a differenza di quello della Pfizer che deve essere conservato a una temperatura di -70°, può essere trasportato anche in un normale frigorifero.

In attesa che che questi vaccini ottengano la validazione da parte delle autorità, un fiume di denaro pubblico ha già inondato le casse delle sei case farmaceutiche: per cercare di non essere in ritardo nell’approvvigionamento, i contratti sono stati quasi siglati al “buio” nella speranza che le sperimentazioni poi vadano a buon fine per non aver sprecato questi soldi.

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