USA: vaccino COVID entra in campagna elettorale. Pronto già a attobre?

Il vaccino per il coronavirus entra nel vivo della campagna elettorale per le presidenziali USA. Il tema è molto delicato e rischia una pericolosa strumentalizzazione proprio negli Stati Uniti, fortemente colpiti dall’epidemia.

USA: vaccino COVID entra in campagna elettorale. Pronto già a attobre?

Il vaccino anti-COVID è diventato un tema caldo della campagna elettorale per le presidenziali USA.

Il rischio è quello di una deriva strumentale politica della questione, così importante a livello scientifico e sanitario soprattutto negli Stati Uniti, dove la pandemia è stata devastante.

Trump ha ripetuto che il vaccino potrebbe essere pronto a ottobre, mentre la candidata dem alla vicepresidenza Harris ha allertato sulla pericolosità di una simile corsa.

Vaccino COVID USA: quale sarà l’effetto elezioni?

L’avvicinarsi del voto statunitense potrebbe tradursi in una pericolosa corsa la vaccino già prima di novembre.

Da tempo Donald Trump sta puntando su un’accelerazione della scienza per avere il trattamento tanto atteso prima della fatidica data delle elezioni. Per lui sarebbe un grande passo per esaltare la sua lotta alla pandemia.

Lo ha ripetuto anche nel discorso di lunedì 7 settembre: “Sarà pronto in un periodo di tempo molto breve. Si potrebbe avere anche già nel mese di ottobre, prima di una data speciale” (riferimento alle elezioni di novembre).

Quella di Trump è una vera battaglia verbale contro i democratici su un tema così cruciale: “Contrariamente a tutte le bugie, il vaccino sarà molto sicuro e molto efficace”.

Questo lo slogan che ormai ripete il presidente in carica, che ha addirittura accusato il duo Biden-Harris di essere sostenitori no-vax.

L’ultimo riferimento è all’intervista rilasciata dalla candidata alla vicepresidenza dem su CNN, nella quale la donna ha messo in guardia la popolazione dalle promesse di Trump.

Dopo che la Harris ha dichiarato che avrebbe esitato a fare un vaccino reso disponibile prima del giorno delle elezioni, Trump ha accusato la senatrice della California di “sconsiderata retorica anti-vax, invitandola a chiedere scusa.

Ma la donna ha insistito sul fatto che non si sarebbe fidata della parola del presidente se non corredata da informazioni credibili e scientifiche sull’affidabilità del trattamento.

La corsa alla Casa Bianca, in questo anomale tempo di epidemia, si gioca anche su un tema che dovrebbe essere trasversale e universale: la salute dei cittadini. Il vaccino ci sarà davvero a ottobre? E con quali garanzie?

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