Twitter: vendita vicina ma è un fallimento in partenza

Flavia Provenzani

05/10/2016

05/10/2016 - 16:25

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Perché comprare Twitter è un fallimento in partenza, anche per Disney, Google e Saleforce.

Nessuno dovrebbe comprare Twitter, tantomeno la Disney.
Eppure si moltiplicano le voci di mercato sulla vendita di Twitter ormai ad un passo - le stesse parlano dell’arrivo di un’offerta entro la settimana in corso. Tra gli acquirenti potenziali rimangono salde Walt Disney, Google e Saleforce.

Ad annunciare l’arrivo di un’offerta nei prossimi giorni è il noto quotidiano Wall Street Journal. Le azioni Twitter corrono in borsa nella sessione di oggi e diventa sempre più chiara l’estrema necessità di un’operazione di salvataggio per il social network in grande difficoltà.

Twitter (TWTR) ha dei seri problemi: la gestione non va e per essere un’azienda grande, ricca e ancora relativamente giovane il suo prodotto di punta si è evoluto poco e in modo per lo più superficiale.

Nessuna meraviglia nel sapere che Twitter ha faticato negli ultimi due anni a conquistare un totale di oltre 300 milioni di utenti in tutto il mondo. Il dispiacere è per lo più degli investitori, solo poco tempo fa convinti che Twitter potesse tener testa a Facebook.
Ma non è tutto: il fatturato del social dei cinguettii da 140 caratteri sta scendendo.

Per tutte queste ragioni è facile comprendere perché gli investitori hanno ansia di novità. Nelle ultime settimane le voci di mercato hanno montato ancora una volta la possibilità che Twitter sarà presto venduto.

Ha di certo aiutato il commento del co-fondatore e membro del consiglio Ev Williams del 30 agosto scorso a Bloomberg, secondo cui la società avrebbe «prendere in considerazione le opzioni giuste».

Il 14 settembre, il sito di tecnologia statunitense Re/Code ha analizzato un’ampia platea di potenziali acquirenti. Per la CNBC sono coinvolti anche Google e Salesforce. E come se non bastasse, nella serata di lunedì Bloomberg ha riferito che anche la Disney è in trattativa per un’offerta di acquisto di Twitter.

Perché nessuno dovrebbe comprare Twitter (nemmeno la Disney)

Le voci di una fusione Disney/Twitter ha subito alimentato battute e meme simpatici, insieme a dei tentativi di serietà da parte di qualcuno nello spiegare perché tale accordo potrebbe anche aver senso.

Disney, è stato fatto notare, possiede il canale televisivo ESPN e recentemente ha acquisito una partecipazione nella BAMTech, la piattaforma di streaming video scorporata l’anno scorso dalla MLB Advanced Media. Quando Twitter ha iniziato lo streaming di alcune partite di football statunitense all’inizio di quest’anno, si è avvalso dell’aiuto della BAMTech per assicurarsi che le cose filassero lisce.

In più secondo alcuni la Disney e Twitter hanno alcune cose in comune. Meno chiaro è invece il motivo che giustifica la Disney a spendere più di 20 miliardi di dollari per una società che produce problemi su problemi e con un profitto al momento pari a zero.

Disney deve moltiplicare l’impegno a fidelizzare il pubblico più giovane sul canale ESPN, ma è ovvio che la televisione tradizionale non può essere la strada migliore per perseguire questo obiettivo. La chiave sono i contenuti social.

Ma è davvero difficile pensare che ne valga la pena per la Disney investire 20 miliardi per Twitter per avere un veicolo promozionale per il canale ESPN.

E i motivi per cui anche la Salesforce dovrebbe comprare Twitter non sono più convincenti.

La corsa a trovare nuove sinergie mette in luce un problema fondamentale: l’idea che la soluzione ai problemi di Twitter sia una la nuova proprietà. Twitter, per essere degno di valere secondo quanto stabilito ad oggi dal mercato, si deve evolvere in un progetto con un appeal mondiale assai più ampio.

E deve diventare un motore di profitto a sé stante, non è solo uno strumento di -promozionale per qualche altra divisione aziendale.

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