L’Occidente a fine ciclo e l’incapacità di pensare al proprio futuro

Pierluigi Fagan

22 Novembre 2023 - 06:40

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Il futuro c’è di default poiché il tempo scorre in avanti, sempre, ma noi non abbiamo idea di come viverlo. L’analisi.

L’Occidente a fine ciclo e l’incapacità di pensare al proprio futuro

Leggevo della ricerca fatta dall’European Council for Foreign Relation sul sentimento di varie opinioni pubbliche non solo occidentali, rispetto a temi di politica internazionale. La ricerca, su cui pur si possono avere riserve metodologiche, è comunque interessante e fotografa il sentimento verso il futuro da cui emerge chiaramente le diverse traiettorie di stato di animo tra noi ed il resto del mondo. C’è questa differenza perché obiettivamente diverse sono le traiettorie.

C’è infine una questione poco conosciuta e condivisa. La nostra cultura economica ha sterilizzato il sistema economico rispetto ai contesti e si è concentrata sui suoi modi, i famosi “modi di produzione”. C’è però un problema di traiettoria storica, le nostre sono economie ipermature. Ipermaturo significa che il sistema economico ha da tempo esplorato e sfruttato il suo campo di possibilità. Tradotto, abbiamo sempre meno cose interessanti da produrre anche perché il bisogno materiale, ancorché soddisfatto in maniere asimmetriche sul piano sociale, è saturato ormai da tempo. A dire che se altrove nel mondo vendere una macchina in più dipende da quanto reddito si riesce a mettere in mano al desiderante il cui desiderio è scontato, da noi il desiderio è già soddisfatto da tempo e motivi per comprare quella nuova macchina sono sempre mano rinvenibili.

Bisogna creare una situazione assai complicata in cui prima si spinge l’acquirente a sentirsi in dovere di comprare la nuova macchina per ragioni ecologico-climatiche, poi visto che questo meccanismo è poco trainante (per essenza del capitalismo basarsi sul dovere invece che sul piacere è un bel problema) tocca fare vere e proprie leggi che da un certo punto in poi ti obbligano ad avere nuove macchine con certe caratteristiche, infine tocca esser in grado di produrle. Qui poi finisci con lo scoprire che i costi di produzione sono troppo alti per avere prezzi abbordabili a livello di massa ed infine scopri che tecnicamente parlando, devi rifornirti di materie prime che non hai ed hanno i cinesi o qualcun altro. Ma i cinesi sono i nostri competitori economici e geopolitici e gli altri sono in territori, come l’Africa, in cui non hai più presenza e dominio. [...]

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