Tra tecnologia, pressioni sociali e mancanza di modelli, il piacere della lettura nei più giovani è ai minimi storici. Scuole, famiglie ed editori alla ricerca di nuove strategie.
Nicki Duckett osserva gli alunni della Silverdale Primary Academy. L’insegnante afferma che, “a differenza della matematica, per la quale i genitori ammettono volentieri di non essere portati”, se un insegnante dice loro che il figlio ha difficoltà nella lettura, “raramente i genitori ammettono che è un problema anche per loro”.
Alla Silverdale Primary Academy, situata a St Leonards, sulla costa sud-orientale dell’Inghilterra, ogni sforzo è rivolto a far riscoprire ai bambini la gioia dei libri. Gli alunni ascoltano letture quotidiane, incontrano autori e sono incoraggiati a scegliere libri da leggere nel tempo libero.
I poster nella sala della scuola funzionano come “algoritmi analogici”: “Se ti piace Lottie Brooks”, suggerisce uno, “prova Ella on the Outside di Cath Howe o Front Desk di Kelly Yang”. Ai fan di Horrid Henry viene proposto The Boy Who Grew Dragons di Andy Shepherd o Sam Wu is Not Afraid of Ghosts di Katie e Kevin Tsang. [...]
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