Truffa App Android: dalla Cina arriva la fregatura

Otto app al centro di una truffa ai danni degli utenti Android: una frode da milioni di dollari che getta ancora una volta un’ombra su Google Play Store.

Truffa App Android: dalla Cina arriva la fregatura

Non è un periodo felice per gli utenti Android: l’OS sviluppato da Google per i dispositivi mobile è ancora una volta al centro della bufera, che vede nell’occhio del ciclone 8 app cinesi accusate di truffa.

Dopo aver di recente ospitato 13 applicazioni che installavano virus che malware una volta scaricate, adesso è il turno Cheetah Mobile e Kika Tech. Le due software house sono accusate infatti di aver spiato il comportamento di milioni di utenti per poi truffare gli inserzionisti pubblicitari con cifre da capogiro.

Una frode vera e propria, ai danni degli utenti ma non solo, che vede di nuovo il Play Store di Google come casa ideale per potenziali fregature e comportamenti illeciti da parte di cyber criminali (e non). Vediamo insieme cosa è successo.

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Truffa Android: le otto app sotto accusa

Le otto applicazioni finite nel mirino dell’azienda di analisi Kochava, che ha denunciato a Google gli illeciti, avrebbero avuto un enorme bacino di utenti da cui attingere: si calcolano infatti circa due miliardi di download complessivi.

Un numero esagerato e davvero impressionante, che esubera dai soliti malware a cui gli utenti Android sono spesso abituati. Le applicazioni in questione sono Clean Master, Security Master, CM Launcher 3D, Battery Doctro, Cheetah Keyboard, CM Locker, CM File Manager, Kika Keyboard e CM Launcher 3D.

La truffa attuata dalle seguenti applicazioni su Android prevedeva lo sfruttamento fraudolento delle pubblicità in-app: i software erano programmati per utilizzare un meccanismo molto comune nelle pubblicità mobile, ovvero il pagamento da parte degli eventuali investitori di una somma spettante a chi riusciva a far installare l’eventuale app o programma sponsorizzato (oggetto del banner o della finestra di turno).

Parliamo di somme che variano dai 50 centesimi ai tre dollari, a seconda dell’investitore, per ogni download effettuato grazie alla pubblicità: Cheetah Mobile e Kika Tech avrebbero aggirato questo sistema, spiando i successivi download su Play Store da parte degli utenti e facendo credere agli sviluppatori, che avevano richiesto la pubblicità nelle otto applicazioni messe sotto accusa, che le app scaricate fossero quelle pubblicizzate.

In questo modo, le due società cinesi avrebbero falsificato i numeri corrispettivi alle ricompense in denaro, generando un meccanismo di truffa da milioni di dollari ai danni sia degli investitori (raggirati) che degli utenti (spiati).

Gli utenti che hanno scaricato le otto app avrebbero poi ricevuto in cambio anche prestazioni ridotte per quanto riguarda software e autonomia, messi sotto scacco da un sistema di tracciamento costantemente attivo.

Google ha iniziato ufficialmente le indagini anche se per il momento le due compagnia si dichiarano innocenti e respingono l’accusa.

L’ironia vuole al centro ancora una volta la grande G che, nonostante gli sforzi, sembra proprio soffrire di un controllo della sicurezza stabile su Android: CM Launcher 3D era stata votata dagli utenti del robottino come una delle migliori app presenti su Play Store.

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