Tria: fattura elettronica confermata, medici e farmacisti esclusi dall’obbligo

Fattura elettronica dal 1° gennaio 2019 ma medici e farmacisti saranno esclusi dall’obbligo. Lo ha dichiarato il Ministro dell’Economia Tria dichiarando la necessità di inserire la novità nella Legge di Bilancio 2019. E la privacy?

Tria: fattura elettronica confermata, medici e farmacisti esclusi dall'obbligo

La fattura elettronica si farà e l’obbligo partirà dal 1° gennaio 2019. Saranno però esclusi i medici e i farmacisti.

Sembrerebbe questa la “soluzione” attuata dopo il rimprovero del Garante Privacy sulle criticità della fattura elettronica, in particolare sulle troppe informazioni personali esposte e non in linea con il nuovo regolamento UE previsto dal GDPR.

Il Ministro dell’Economia Tria nel corso dell’inaugurazione dell’anno di studi 2018-19 della Guardia di Finanza ha fatto intendere che non ci sarà nessuno slittamento della fattura elettronica, la quale entrerà in vigore in modo obbligatorio e generalizzato a partire dal 1° gennaio 2019.

Una proroga della fattura elettronica in extremis sarebbe disastrosa per le casse dello Stato dal momento tale misura garantirà un gettito fiscale pari a 1,9 miliardi di euro.

Per questo la novità che il Governo ha pensato per salvarsi in calcio d’angolo è quella di esonerare medici e farmacisti dall’imminente obbligo di fattura elettronica.

L’intenzione del Governo è quella di inserire tale modifica relativa all’esclusione di professionisti della sanità nel DL n. 119/2018 entro stasera 20 novembre 2018.

Fattura elettronica dal 1° gennaio 2019, medici e farmacisti esclusi dall’obbligo

L’ultima novità in tema di fattura elettronica è la proposta di escludere medici e farmacisti dall’avvio dell’obbligo previsto in data 1° gennaio 2019.

Giunti al 20 novembre 2018 una proroga non è più possibile dato che comporterebbe una modifica considerevole nel bilancio dello Stato e che sarebbe necessario reperire altrove risorse finanziarie per circa 1,9 miliardi di euro.

È questa la cifra relativa al gettito fiscale che garantirà l’entrata in vigore dell’obbligo di fattura elettronica.

Le spiegazioni sono arrivate dal Ministro del Tesoro Tria che ha confermato l’avvio dell’obbligo di fattura elettronica in data 1° gennaio 2019.

Dovrebbero tuttavia essere esclusi medici e farmacisti, coloro che custodiscono i dati sensibili.

La novità consiste in una modifica che si intende apportare a un emendamento al testo del DL n. 119/2018, tale “soluzione di compromesso” a seguito dei richiami del Garante Privacy è attesa al voto tra qualche ora in Commissione Finanze del Senato.

Fattura elettronica, privacy a rischio: medici e farmacisti esclusi dall’obbligo

In tema di fattura elettronica sembra essere arrivata la risposta ai dubbi emersi dopo lo stop del Garante Privacy sulla fattura elettronica in quanto le regole disposte dall’Agenzia delle Entrate non risultano in conformità con la nuova normativa UE sul trattamento dei dati personali.

Nonostante la novità di escludere medici e farmacisti, in generale i professionisti della sanità che detengono i dati sensibili dei cittadini, questa scelta del Governo sembra dettata più da esigenze di gettito fiscale che dalla volontà di proteggere la privacy dei cittadini, la quale non si esaurisce nelle informazioni sanitarie.

Il Garante della Privacy nella nota inviata all’Agenzia delle Entrate non fa riferimento solamente ai dati sensibili a rischio nel caso in cui medici e farmacisti saranno inclusi all’obbligo da gennaio 2019, ipotesi alquanto lontana viste le ultime dichiarazioni sopracitate del Ministro dell’Economia Tria.

Il Garante Privacy ha sollevato numerose criticità legate alla fattura elettronica, così come disposta dalle Entrate, e ha comunicato la necessità di modificare in modo sostanziale la procedura tutt’altro che semplice per l’invio digitale dei dati al fine di renderla conforme al GDPR.

L’Agenzia delle Entrate è stata chiamata a rivedere e modificare per tempo gli aspetti critici della fattura elettronica legati alla “spropositata raccolta di informazioni” con conseguenti rischi elevati per la privacy dei soggetti interessati.

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