Tesla, Goldman consiglia di vendere: tonfo del titolo

Per Goldman Sachs il rating relativo alla società di Musk resta un sell, malgrado le 5.000 Model 3 prodotte in una settimana da Tesla

Tesla, Goldman consiglia di vendere: tonfo del titolo

Goldman Sachs conferma il sell per Tesla.
Malgrado l’obiettivo di produzione raggiunto dalla società di Elon Musk, con 5.000 Model 3 realizzate in una settimana, il colosso bancario statunitense ribadisce il suo rating, così come hanno fatto anche molti altri, tra società e analisti di Wall Street.

In tanti hanno minimizzato il traguardo dell’azienda produttrice di auto elettriche, rimanendo scettici sulla situazione delle casse societarie e sulle tendenze della domanda.

Tesla rispetta regime di produzione ma Wall Street non si impressiona

Tesla ha annunciato lunedì di aver raggiunto l’obiettivo di produzione, con un output di 7000 veicoli tra Model S, Model 3 e Model X. Ma la società non è stata all’altezza delle consegne del secondo trimestre secondo i dati riportati: i 40.740 veicoli consegnati si scontravano infatti con l’aspettativa di Wall Street a circa 51.000.

Le azioni Tesla hanno perso il 7,2% ieri, toccando i minimi di giornata in corrispondenza con la pubblicazione di un report che annunciava la rinuncia a una fase di test sui freni durante la produzione della Model 3, quella denominata brake and roll test, definita “ridondante”.
La società ha specificato che ogni macchina realizzata passa attraverso rigorosi controlli di qualità e deve soddisfare esigenze specifiche, compresi i test dei freni:

“Per essere estremamente chiari, guidiamo ogni Model 3 sulla nostra pista di prova per verificare frenata, torsione e stridore. Non ci sono eccezioni”.

Secondo quanto riferito da Reuters, l’azienda di Musk ha spostato molti operai da altri reparti, incluso quello dedicato alla produzione della Model S, per raggiungere l’obiettivo di produzione della Model 3.

Goldman Sachs ha accolto impassibile l’annuncio della società, e ha ribadito la sua raccomandazione a vendere le azioni Tesla, notando che le prenotazioni della Model 3 sono diminuite a 420.000 dalle 455.000 dell’anno scorso:

“Le consegne della Model 3 hanno deluso le nostre stime e vediamo il minor numero di prenotazioni come un segnale negativo,”

ha dichiarato l’analista David Tamberrino.

Tamberrino ha ribadito il suo target price di 195 dollari a sei mesi per le azioni Tesla, che rappresenta un 42% in meno rispetto alla chiusura di lunedì.
Secondo un analista di Wall Street le azioni della società che produce veicoli elettrici faranno registrare un ulteriore calo quando verranno resi noti gli utili del secondo trimestre.

Anche Ryan Brinkman di J.P. Morgan si aspetta una reazione negativa dal titolo, considerata la tendenza della società a ritardare le consegne e l’implicita interpretazione in arrivo dai dati riguardo utili e flusso di cassa in diminuzione nel secondo trimestre.
Brinkman ha ribadito il suo rating underweight e un target price a 180 dollari.

Allo stesso modo, Citi Research ha ribadito il proprio rating neutral/high risk, affermando che aver rispettato gli obiettivi di produzione non modifica in maniera significativa i conti della società.
Mentre Itay Michaeli è convinto che l’ultimo traguardo non risolverà affatto la diatriba tra rialzisti e ribassisti su produzione e domanda, capacità di generare flusso di cassa e i rischi legati al bilancio. Michaeli ha confermato il suo target price a 313 dollari.

I rialzisti su Tesla: volatilità occasione per comprare

Ma non tutti a Wall Street sono pessimisti sul futuro di Tesla. Lunedì Nomura Instinet ha ribadito il suo rating buy e il target price a 450 dollari.

L’analista Romit Shah ha sottolineato il traguardo produttivo raggiunto dall’azienda di Musk nell’ultima settimana del trimestre, che può ridare credibilità e far crescere la redditività nella seconda metà dell’anno:

“Ma continuiamo comunque a prevedere che le azioni Tesla saranno volatili a breve termine; vediamo però l’attuale debolezza come un’opportunità di comprare ancora”.

Le azioni Tesla hanno guadagnato l’8% quest’anno rispetto al guadagno del 2% registrato dall’S&P 500.
Alla richiesta di un commento, Tesla ha invitato a fare riferimento al comunicato stampa con i dati sulla produzione appena emessi, lasciando intendere che dovrebbero essere quelli a parlare.

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