Tesla, chiave elettronica a rischio hacker

Senza chiave fisica, tutto dipende dalla chiave digitale, che però è esposta al rischio di attacchi hacker.

Tesla, chiave elettronica a rischio hacker

Il futuro smart ci incuriosisce e ci appassiona, ma quando possiamo fidarci? Oggi ancora non del tutto, come dimostra questa anomalia in uno dei moderni sistemi delle auto Tesla.

Un attacco informatico, che si può realizzare da un dispositivo che costa circa 500 euro, può consentire a un ladro di introdursi in una Tesla da 90mila euro senza scasso.

È stato simulato da alcuni ricercatori della Katholieke Universiteit Leuven, in Belgio, e diretto alla chiave digitale, l’apparecchio che di fatto sostituisce la chiave fisica e consente di avviare l’auto.

Le auto senza chiavi aumentano sempre di più soprattutto nel segmento premium, e abbiamo già visto come sono esposte a rischio hacker e quindi di furto anche quando la chiave elettronica è riposta in casa.

Chiave elettronica Tesla, rischio hacker

L’apparecchio per hackerare le chiavi di queste auto inganna la chiave digitale facendole inviare un segnale di apertura dell’auto che viene registrato e poi decifrato in pochi secondi. Quando è noto il codice, basta trasferirlo a bordo di un emittitore wireless che replichi il segnale. In questo modo si ottiene una copia della chiave, con cui aprire e accendere l’auto.

La cifratura con cui il sistema di Tesla Motors nasconde i codici è stato smascherato dopo nove mesi di prova, ma la casa di Palo Alto ha già fatto sapere di aver corretto la falla, e di aver predisposto l’aggiornamento del software della chiave digitale.

A quanto pare i ricercatori hanno scoperto che il problema è dovuto alla casa produttrice della chiave, l’inglese Pektron che ha offerto lo stesso servizio anche per McLaren, Karma e moto Triumph.

Mobilità smart e rischi digitali

Questo è quello a cui andremo incontro nel futuro smart, dove le auto saranno connesse, le chiavi solamente digitali e ogni computer di bordo sarà così esposto al rischio di hacking e virus come i tradizionali personal computer.

Un discorso al momento prematuro, ma che tra 10 anni potrebbe diventare di attualità. I grandi database presi di mira dai gruppi di hacker potrebbero colpire le auto intelligenti, come già accaduto in due episodi isolati, e causare blocchi del traffico o incidenti.

Le case automobilistiche dovranno attrezzarsi anzitempo per evitare che i dati dei propri clienti, automobilisti e utenti, rimangano esposti ad attacchi hacker.

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