Terremoto Amatrice: dopo quattro anni solo il 6,6% degli edifici è in ricostruzione

Sono passati quattro anni dalla scossa di terremoto che rase al suolo Amatrice e i comuni limitrofi. Dopo quattro anni nelle cittadine la ricostruzione è ancora inesistente.

Terremoto Amatrice: dopo quattro anni solo il 6,6% degli edifici è in ricostruzione

Sono passati quattro anni dal terremoto che rase al suolo Amatrice, Accumoli e i comuni limitrofi e che costò la vita a 299 persone. Dopo quattro anni dalla scossa la ricostruzione è però ancora ferma, con le case che rimangono un cumulo di macerie e i cantieri che procedono a rilento. La nuova Amatrice è ancora solo un miraggio, sebbene nella cittadina siano presenti gru e cantieri e le macerie delle case rase al suolo siano state, per la maggior parte, rimosse.

Con il passare dei mesi i comuni si sono pian piano svuotati e, mentre i lavori di ricostruzione sono fermi al palo, risultano ancora 41mila le persone sfollate. In questi ultimi anni hanno vissuto grazie all’assistenza statale con il contributo per l’affitto o nelle soluzioni abitative di emergenza, costretti a rimanere chiusi nelle loro case provvisorie anche con il lockdown.

Terremoto Amatrice: i dati di una ricostruzione che non c’è

In base ai dati della Regione Lazio sarebbero 550 i cantieri privati attivi sul territorio messo in ginocchio dal sisma del 24 agosto 2016 e sarebbero stati finanziati con una spesa di 110 milioni di euro. In fase di approvazione sarebbero invece altri 55 milioni che permetterebbero l’apertura di ulteriori 600 cantieri entro l’anno.
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica invece sono 120 gli interventi in fase di progettazione, alcuni dei quali hanno già iniziato le gare d’appalto per l’affidamento.

A quattro anni dal sisma però le cittadine sono ben lontane dall’essere ricostruite e dall’avere un nuovo volto. Ad Accumoli, ad esempio, sebbene non vi siano più la maggior parte delle macerie ben poco è stato fatto e il paese appare ancora distrutto e soprattutto disabitato.
In base agli ultimi dati emerge un dato sconcertante: solo il 6,6% degli edifici e delle case ha al momento una ricostruzione in corso. Degli 80.346 immobili inagibili ad oggi sono state inoltrate solamente 13.948 richieste di contributi e di queste ne sono state accettate 5.325, mentre ben 7.945 richieste sono al momento ancora in lavorazione.

I dati non sono confortanti neanche guardando ai soldi erogati per la ricostruzione pubblica: dei 2,1 miliardi solamente 200 milioni sono stati versati. In quattro anni sono stati solo 86 i lavori effettuati su opere pubbliche portati a termine (su 1405 finanziati), mentre altri 85 sono ancora in essere. I progetti conclusi hanno permesso di rendere nuovamente funzionali 17 scuole, ma ben 230 sono ancora da sistemare. La pandemia ha inoltre portato ad ulteriori rallentamenti, dal momento che da ben 6 mesi i lavori sono fermi per il Covid.
Così mentre si attende la ricostruzione i comuni colpiti dal sisma si svuotano e diventano delle città fantasma, dove rimangono solo case diroccate ed edifici distrutti.

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