Stress test BCE, risultati definitivi. Bocciata Mps, promosse a pieni voti le altre italiane

Stress test BCE, risultati definitivi: bocciatura per Mps. Le altre 4 italiane, invece, fanno meglio della media europea.

Stress test BCE, risultati definitivi - L’EBA ha appena comunicato i risultati definitivi degli stress test su oltre 50 istituti di credito europei. Delle cinque banche italiane coinvolte solo Mps - com’era stato ampiamente previsto - non ha passato la prova.

Le altre 4 (Unicredit, Intesa Sanpaolo, UBI Banca e Banco Popolare) hanno passato a pieni voti lo stress test BCE, ottenendo risultati migliori della media EBA.

Stando al resoconto fornito dalla Banca d’Italia, un possibile scenario avverso avrebbe sui quattro istituti in questione un impatto sul capitale pari al 3,2% a fronte dei 3,8 percentuali dell’intera media europea.

Per il Monte dei Paschi di Siena, invece, uno scenario economico sfavorevole porterebbe il CET1 ratio dal 12,01% del 2015 al -2,23% del 2018: la performance peggiore tra tutte le banche coinvolte nello stress test BCE.

Stress test: il commento dell’EBA e della BCE

Il sistema bancario europeo ha tutto sommato resistito alla prova di sforzo somministrata dall’autorità bancaria del Vecchio Continente, ma - come ha avuto modo di specificare Andrea Enria, il numero uno dell’EBA - “c’è ancora molto lavoro da fare” perché la pagella della BCE non rappresenta “un certificato di buona salute”.

Arrivano parole positive anche dalla Banca Centrale Europea. Secondo l’Eurotower, rispetto alla prova condotta due anni fa, gli istituti appartenenti alla zona euro hanno mostrato in occasione di questi stress test “una maggiore capacità di assorbire shock economici”.

Stress test BCE, risultati definitivi: com’è andata agli altri Paesi

Nel complesso, in caso di scenario economico sfavorevole, le cinque banche italiane presenterebbero un CET1 ratio aggregato pari al 7,7%. Nel caso delle banche austriache il CET1 sarebbe pari al 7,3%, mentre quelle irlandesi otterrebbero 7,5 punti percentuali.

Gli istituti francesi si rivelano i più solidi d’Europa di fronte all’eventualità di uno choc finanziario (CET1 pari al 9,7%). Seguono le banche tedesche (9,5%), le spagnole (8,6%) e le britanniche (8,5%).

Stress test BCE: tutto quello che c’è da sapere

A che ora sarà diffuso il responso dell’EBA? Quali sono le banche europee (e italiane) coinvolte? Come andrà l’esame per gli istituti di credito italiani? E, soprattutto, cosa succede alle banche che non superano la prova di sforzo? Proviamo a rispondere a queste domande.

Gli stress test rappresentano una sorta di “pagella” sullo stato di salute degli istituti di credito del Vecchio Continente. L’obiettivo della Vigilanza europea è capire come cambia il capitale di una banca in base a due scenari: uno normale e un altro avverso (caratterizzato cioè da una situazione finanziaria particolarmente sfavorevole).

LEGGI ANCHE: Stress test BCE - la lista completa delle banche coinvolte

Stress test BCE: quello che c’è da sapere

L’Eurotower realizzerà due tipologie di stress test: gli esiti della primi - nei quali sono coinvolte 53 banche - saranno comunicati venerdì 29 alle ore 22:00; i risultati degli altri stress test - che riguardano un’altra cinquantina di istituti di credito - non saranno diffusi da Francoforte.

I risultati degli stress test confluiranno nello Srep, ovvero il Supervisory Review and Evaluation Process, analisi che sarà realizzata tra il terzo e il quarto trimestre dell’anno.

Alle banche che non superano la prova di sforzo - che è basata su una “fotografia” dei bilanci 2015 - non sarà richiesta una capitalizzazione. A differenza degli stress test 2014, non è stata fissata una soglia minima di capitale.

Come anticipato in apertura i risultati degli stress test BCE saranno resi noti il prossimo 29 luglio alle ore 22:00, quando l’EBA - l’autorità bancaria europea - diffonderà l’esito delle prove di sforzo.

Sono cinque le banche italiane coinvolte, su un totale di 53 istituti di credito dell’Unione europea: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e UBI Banca.

Come sarà la “pagella” per i nostri istituti? Ecco i possibili scenari.

Credit Suisse ha anticipato l’EBA elaborando alcune previsioni per le quattro maggiori banche italiane, in vista degli effettivi risultati degli stess test BCE. Nel report della banca svizzera sono state calcolate le possibili performance di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e UBI, e il responso dipinge uno scenario dal doppio volto per le quattro big del credito.

Stress test BCE, risultati: le previsioni di Credit Suisse

Stando al test di Credit Suisse, infatti, solo Intesa Sanpaolo e UBI potrebbero contare su un capitale aggiuntivo anche in caso di scenario non favorevole. Negative le performance di Unicredit e Mps, per le quali la banca svizzera calcola un ammanco di capitale compreso tra i 4 e i 9 miliardi nel primo caso e tra i 600 milioni e i 3,5 miliardi nel secondo.

Credit Suisse inoltre stima in non meno di 30 miliardi la somma di cui il fondo Atlante dovrebbe dotarsi per sfoltire in maniera drastica i Non performing loans delle banche italiane (che ammontano complessivamente a 200 miliardi di euro).

Stress test BCE, risultati: l’esame preliminare della Vigilanza

Nel complesso sorridono alle banche italiane i risultati preliminari degli stress test BCE condotti dalla Vigilanza della Banca Centrale presieduta da Mario Draghi: previsioni che, se si esclude qualche variazione decimale, dovrebbero rispecchiare l’esito effettivo che sarà diffuso venerdì 29 luglio alle ore 22:00.

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare e UBI Banca sono state promosse a pieni voti dall’EBA.

Volendo utilizzare come parametro un CET1 ratio al 5,5% (limite fissato in occasione degli stress test del 2014, mentre per quelli in corso non è stata richiesta una soglia minima) nel caso di Intesa si profila una performance in linea con quella delle big europee. Si piazzano nella fascia alta anche Banco Popolare e UBI Banca; fascia medio-alta per Unicredit.

L’unica eccezione è rappresentata, com’è noto, da Mps. A meno di miracolose sorprese, l’istituto di Siena andrà incontro a una bocciatura.

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